Сompaiono i no-sic: come un meccanismo di difesa si trasforma in negazionismo

La siccità del Po fa sorgere diversi dubbi e critiche. Analizziamo ciò che sta alla base del negazionismo.

brown and black concrete floor

La siccità anomala delle ultime settimane è ormai preoccupante e visibile a tutti. Nonostante ciò, moltissime persone in tutta Italia rifiutano questa versione dei fatti, ritenendo come non vi sia alcuna emergenza (i cosiddetti “no-sic”). Vediamo quindi perchè un negazionista diventi tale.

Negazionismo al giorno d’oggi

Negazionismo, ahimè, è un temine che al giorno d’oggi consciamo fin troppo bene: sono infatti molte le persone o i gruppi di persone che rifiutano e cercano di confutare tutte le informazioni ormai confermate e dimostrate proponendo le proprie idee, spesso basate su dati inaffidabili o incompleti. Un esempio sono i negazionisti della scienza “convenzionale”, come ad esempio i terrapiattisti o, come in questo caso, coloro che negano il cambiamento climatico, ma anche negazionisti “storici”, che, ad esempio, sono convinti che l’olocausto non si sia mai verificato.

Escludendo da questa popolazione quei negazionisti che in realtà non credono genuinamente nella causa che portano avanti, ovvero tutte quelle persone che agiscono nei propri interessi, rimangono moltissime persone effettivamente convinte di essere nella ragione e che credono in queste idee “alternative”. La negazione è in questi casi un meccanismo di difesa della nostra psiche per difendere il nostro “Io”.

Se in passato era più difficile diffondere queste idee negazioniste, che rimanevano abbastanza confinate ad un piccolo gruppo o ambiente (anche se comunque alcune di esse riuscivano a diffondersi globalmente), oggi con i social network tutto diventa più immediato, e trasformare una difesa psicologica individuale in un fenomeno di massa e sempre più facile.

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Meccanismi di difesa (a volte) scomodi

Il concetto di “meccanismo di difesa” deriva dai lavori di Sigmund Freud e sua figlia Anna, e con esso si intendono quelle strategie che gli individui, inconsciamente, mettono in atto per difendersi da pensieri ed emozioni che potrebbero essere fonte di ansia. Questi meccanismi sono spesso utili, ma se portati all’esasperazione rischiano di causare seri problemi.

La negazione consiste nella non accettazione dell’informazione che riceviamo, in quanto questa presenta elementi problematici che vanno contro convinzioni e idee che già possediamo (ad esempio religiose o culturali), il cui scontro causerebbe quindi in noi uno stato d’ansia. Da questo lato la negazione è utile in quanto, non elaborando subito l’nformazione, dà alla nostra psiche il tempo necessario per riorganizzare la realtà, permettendo quindi l’accettazione e il superamento del problema più armoniosamente.

Talvolta però il soggetto da solo non riesce a superare il problema sorto, e questo lo porta a vivere soltanto in una realtà “fittizia”, capace certamente di tenerlo lontano da ciò che potrebbe risultare in un trauma per la sua psiche, ma che causa diversi problemi nella società in cui esso vive. Nel caso del COVID-19, ad esempio, le teorie negazioniste contribuivano a proteggere il soggetto facendogli credere di comprendere completamente ciò che stava accadendo, soddisfando perciò un bisogno di un mondo sicuro e sotto controllo.

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Come non negare il negazionismo e combatterlo

Considerando quindi che il rifiuto delle informazioni deriva da un meccanismo per la maggior parte inconscio, mettere un negazionista faccia a faccia con dei dati e delle informazioni comprovate e concrete non sembra essere una strategia funzionante. In altre parole, se cercherete di convincere vostro zio no-vax che i vaccini non sono pericolosi mostrandogli ricerche scientifiche e statistiche varie, questo dirà probabilmente che le informazion che avete sono falsate dai “poteri forti”, o comunque troverà una miriade di argomenti (assurdi) contro ciò che dite.

La tecnica più efficace è quindi quella di capire quali sono le cause effettive e nascoste del comportamento negazionista mostrato dal nostro interlocutore, anche se non sempre è possibile venirne a capo. Per questo motivo la “prevenzione” in questo caso è fondamentale: è necessario quindi fornire le informazioni storiche e scientifiche fondamentali per poter comprendere appieno il tema ed evitare di affidarsi a fake news varie, ma anche spiegare al soggetto in che modo i meccanismi di difesa si potrebbero manifestare, portandolo ad assumere un atteggiamento di rifiuto e negazione a priori.

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