Comin’ Thro’ the Rye: sveliamo il segreto del titolo originario de Il giovane Holden

Una copertina tutta bianca, senza trama, senza informazioni. Solo titolo e nome dell’autore. Un romanzo affascinante e misterioso, come la vicenda editoriale del suo titolo.

J.D Salinger Catcher In The Rye Holden Caulfield Reproduction A4 ...

Tutti l’hanno letto, e chi non l’ha letto dovrebbe farlo. Quasi per obbligo morale, il romanzo di J.D.Salinger è un minuscolo volume che dovrebbe comparire nelle librerie di tutti, essendo il romanzo di formazione per eccellenza. Ma per comprendere meglio quest’opera, è necessario sapere la storia che si cela dietro il suo nome.

 

Emerge un eroe dalla segale

Robert Burns è per gli scozzesi quello che per noi è Goffredo Mameli. Poeta e compositore, generalmente definito “il bardo scozzese”, ha contribuito a mettere per iscritto l’identità di una nazione- tant’è che ogni anno, il giorno del suo compleanno, si svolgono le Burns Suppers, cene dove si leggono le sue poesie e le sue canzoni. Una sorta di Gesù Cristo alternativo, per intenderci.

La sua fama arrivò persino oltreoceano ed è proprio dalla sua nota “Comin’ thro’ the rye” che prende nome il famoso romanzo di Salinger “Il giovane Holden”. In realtà sembra che il titolo italiano non abbia niente a che vedere con quello inglese, e in effetti è così. Questo accade perché il titolo è intraducibile, e per non deformare il significato dell’opera si preferì optare per un titolo neutro come “Il giovane Holden”, piuttosto che un letterale “Il prenditore nel campo di segale”, una traduzione pedissequa dell’originale “The catcher in the Rye”.  Ora già si nota una lieve somiglianza.

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Robert Burns

Il significato di “Comin’ thro’ the Rye”

È nel 1782 che Robert Burns scrive “Comin’ thro’ the Rye”, una ballata ermetica, il cui significato continua a restare un mistero. Il problema principale è dovuto non solo alle diverse versioni documentate e che sono entrate a far parte della tradizione popolare, ma all’ambiguità delle parole usate. La ballata parla di una Jenny, che viene vista ritornare, tutta bagnata, dal “rye”. È proprio per questa parola che sorgono i problemi, che potrebbe fare riferimento al fiume Rye, affluente che scorre nel villaggio scozzese di  Drakemyre. Eppure, in altre versioni, spesso alla parola “rye” viene affiancata da “wheat” e “grain”- grano-, pertanto molti studiosi sostengono che Jenny stesse semplicemente attraversando un campo di segale- per l’appunto: rye – coperto dalla rugiada.

Comin' thro' the rye; Scotch ballad [Historic American Sheet Music]

Il prenditore nella segale

È questa versione che arriva a Salinger, che la usa nel romanzo, e che Holden modifica ulteriormente. La canzone, infatti, è menzionata più volte nel romanzo e il titolo originale “The catcher in the rye” è la storpiatura del secondo verso della canzone “coming thro’ the rye” applicata involontariamente dal protagonista nel momento in cui la sorella gli pone la fatidica e temuta domanda:

“Cosa vorresti fare da grande?”

“Colui che salva i bambini, afferrandoli un attimo prima che cadano nel burrone, mentre giocano in un campo di segale”. 

 

L’espressione, per quanto strana, è formata da “catcher” sta ad indicare il ruolo del ricevitore nel baseball mentre il termine “rye” si ricollega anche al rye whiskey- l’alcolico onnipresente nel romanzo. Data la complessità dell’immagine, difficilmente traducibile in italiano, i traduttori hanno optato per un titolo più semplice, tenendo fede al desiderio dell’autore: una copertina totalmente bianca, dal momento che voleva che il libro fosse scelto solo per il contenuto dell’opera.

Si parla di un ragazzo che esce dal college e gironzola un po’ ovunque, cercando di ritardare il più possibile il momento in cui tornerà a casa dal padre per dirgli che è stato espulso dalla scuola. La trama de “Il giovane Holden” è tutta qua. E in effetti non sarebbe niente se non fosse che a raccontare c’è lui: Holden. Un adolescente che ci parla di quelle che sono un sacco di stupidate, ma in un modo tutto particolare e intriso di una  sensibilità unica. Le cose di Holden sono ricoperte da una felice malinconia, così come i suoi interminabili flussi di coscienza. Ed è proprio il suo strano e nostalgico modo di vedere il mondo che lo ha reso il capolavoro che è. Chi legge non può che ritrovarsi nella confusione di Holden, nel suo seguire i sentimenti, nel suo cercare di migliorare in un mondo che vede corrotto, ad eccezione della sorellina Phoebe, per lui simbolo di purezza. Il suo disagio può essere condiviso da qualsiasi lettore e forse è per questo che il libro, sin dal 1951, continua ad essere uno dei libri più letti al mondo, e continuerà ad esserlo e ad ispirare, a confortare tanti disadattati e solitari Holden, di cui il mondo è pieno.

 

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