“Evasione e spettacolo”: ecco come vedeva il Cinema Cesare Pavese

Cesare Pavese è uno degli autori più studiati e conosciuti della letteratura italiana, ma i suoi interessi andavano ben oltre…

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Come già precisato, Cesare Pavese ha donato tanto al panorama letterario italiano, arricchendolo con opere e considerazioni. I suoi interessi, però, si diramavano verso altri ambiti, tra cui quello cinematografico.

 

Come sappiamo dell’interesse di Pavese per il cinema?

A dir la verità, le conferme arrivano proprio dallo stesso autore. Cesare Pavese aveva un enorme interesse per il cinema, però, purtroppo, non fu molto fortunato in merito, visto che sebbene dedicasse tempo cura e attenzione al tutto, non riuscì ad affermarsi come desiderava. A confermare il suo interesse per il cinema sono le sue stesse parole, grazie ad una risposta data a un cronista che lo intervistava. Gli venne chiesto: “Quali sono i suoi narratori preferiti?”; rispose: “Thomas Mann e Vittorio De Sica”. Ricevere una risposta del genere da parte di un autore del suo calibro ha contribuito, in un modo o nell’altro, a portare il cinema verso una nuova considerazione, ad un’elevazione – già intrinseca – del Cinema.

Libri che non sono diventati film

Non solo Cesare Pavese ha desiderato che i suoi libri diventassero film, per quanto strano possa sembrare. Effettivamente sono tanti gli autori che lo hanno desiderato e che continuano – in certi casi – a desiderarlo, ma cosa rende un libro “trasformabile” in un film?

Beh, sicuramente, il calibro e il taglio dello stesso libro. E’ come se dovesse avere una sorta di marcatura interna, che gli permetta di poter essere riversato tra le sale, ma non tutti i libri la posseggono. Basta pensare ad autori come Hemingway e Fitzgerald i cui libri sono diventati dei veri e propri capolavori cinematografici. Proprio quei libri, però, possedevano (e posseggono) la caratteristica di cui si parlava prima: non solo la possibilità di poter essere narrati su uno schermo, ma anche stralci di vita vera e cruda.

Anche Pavese è in buona compagnia…

Non solo le opere di Cesare Pavese sono prive di questi toni, in letteratura, infatti, possono essere rintracciati altri autori che hanno una scrittura simile. Basta pensare ad autori come Proust, il cui calibro è un semplice esempio, che hanno una letteratura troppo introspettiva per essere letteralmente rappresentata, ma ciò, naturalmente, non è un metro di disvalore, anzi. Nonostante tutto Pavese ha comunque cercato di tenersi attivo in ambito cinematografico ed ha lo stesso continuato a mantenere una certa considerazione nei confronti del cinema, definendolo: molto serio, arte e non “evasione e spettacolo”.

 

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