In queste giornate di Pasqua, che si sia credenti o meno, ciò di cui si sente più parlare è la resurrezione. Secondo il vocabolario Treccani, quando si parla di resurrezione si intende ‘il fatto di risorgere, di ritornare in vita dopo la morte’. O ancora: ‘Rinascita, riacquisizione di valori e beni spirituali perduti’.

Queste definizioni non sono per noi però un mistero. Fin da piccolissimi ci viene insegnato cosa significa questo termine, soprattutto sotto un punto di vista simbolico. La resurrezione di Cristo è uno dei momenti più importanti della storia della religione cristiana cattolica. Gesù viene tradito e condannato a morte. Dopo la passione, quindi dopo essersi portato sulle spalle la croce -cioè proprio lo strumento che gli causerà il sonno eterno- dalla valle fino alla cima del monte, viene crocefisso davanti a tutta la comunità. Per essere certi della sua effettiva dipartita, poi, gli vengono scagliate contro delle lance. Quindi viene ricoperto con un lenzuolo funebre, la sindone, e chiuso nel sepolcro.

‘La Resurrezione’ di Piero della Francesca

Tutto questo, secondo la Bibbia, accade di venerdì alle 15. Ma, come dice il Credo, ‘il terzo giorno è risuscitato‘. Gesù Cristo torna in vita dalla morte. Per questo ognuno conosce il significato del termine resurrezione. Ma questo tema ha sempre interessato molti, che con la religione non avevano alcun legame. Esso è, per esempio, un topos letterario ma soprattutto mitologico, che ha incantato generazioni per secoli. Nel ventunesimo secolo, per esempio, è difficile che qualcuno non conosca il mito della fenice.

 

La fenice di J.K. Rowling 

Le prime testimonianze di questo animale nella mitologia compaiono nell’epoca egizia. Ben presto però il mito di questo uccello che muore e risorge ogni 500 anni si diffonde. Ne parlano poeti latini e greci, rimanendo sempre dubbiosi sul fatto che essa sia solo un mito o, al contrario, un animale reale.

Ma la fenice supera i limiti del Mediterraneo. La sua figura è di casa nelle mitologie e credenze di tutto il mondo, dalle popolazioni della Mesopotamia a quelle dei nativi americani, così come in quelle orientali della Cina e del Giappone. Essa è oggi conosciuta anche dai più piccoli, però, soprattutto grazie alla penna di J.K. Rowling. La scrittrice inglese madre di Harry Potter ne ha infatti fatto uno dei personaggi del suo universo magico. Come anche molte altre creature mitologiche, la fenice si muove tranquillamente tra le torri di Hogwarts.

Vedi, Harry, Fanny è una fenice. E le fenici, quando è arrivato il momento di morire, prendono fuoco… e poi rinascono dalle loro stesse ceneri. Creature affascinanti le fenici. Possono trasportare carichi pesantissimi, le loro lacrime hanno poteri curativi e, come animali domestici, sono fedelissimi.

Fanny, la fenice di Albus Silente, che accorre in aiuto di Harry Potter

La fenice è l’animale fedele alla famiglia dei Silente. Un uccello dalle tonalità rosso fuoco che accompagna il preside di Hogwarts e Harry per tutta l’avventura, accorrendo nel momento del bisogno. Non è sconvolgente che la Rowling abbia scelto un animale simile come personaggio. Il tema della resurrezione è molto sentito in tutta la saga e, in un universo pieno di magia, un miracolo simile non poteva che avere un posto d’onore.

 

La fenice secondo la Marvel

Ma una figura così interessante e piena di mistero non poteva mancare neanche nell’universo Marvel. La fenice però viene descritta in modo nettamente differente. Non è più un uccello infuocato, ma un’entità sia benevola che malefica, che si unisce a degli ospiti per amplificarne i poteri e sfruttarli per la sua missione finale.

Ospite di eccellenza per la fenice è Jean Grey, membro degli X-Men. Nonostante l’entità si sia insinuata in altre persone, è Jean ad essere la preferita e la più ‘compatibile’, fino quasi ad essere completamente inscindibili. Qui il potere della fenice araba è inarrestabile e potenzialmente illimitato. Se non tenuto a freno dall’ospite riesce a scatenare forze immense.

Jean Grey e la Fenice

Ovviamente anche in questo mondo di supereroi mantiene la sua capacità tipica di rigenerarsi e di risorgere dalle sue ceneri. Salva infatti la vita di Jean più volte, sostituendosi a lei e lasciandola al sicuro a guarire dalle sue ferite. La fa addirittura uscire dalla sua tomba e riesce a fuggire alla morte in numerose occasioni.

Insomma, nonostante l’iconografia cambi, la resurrezione rimane un’abilità indiscussa dell’essere mitologico. Nel caso Marvel il fatto di scegliere proprio una fenice probabilmente è stato dettato principalmente da quel potere. Poco rimane del mito egizio e greco. Quello che importa è il tornare dal regno dei morti, rendere quella straordinaria abilità che tutti, prima o poi, hanno sognato di avere. Come si nota dalle origini antiche, per secoli gli umani sono rimasti affascinati dall’opzione di non morire mai veramente. Che sia per egoismo, che sia per gloria, che sia per bene, il mito della resurrezione incanta da sempre. Poco importa se nel campo della religione o meno.

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.