Il Superuovo

Come si svegliano le belle addormentate? Rispondono Perrault, i Grimm e “Maleficent”

Come si svegliano le belle addormentate? Rispondono Perrault, i Grimm e “Maleficent”

Le favole cambiano e si evolvono nel tempo, per rappresentare l’immagine della società che si sta vivendo.

Se dovessimo leggere oggi, le favole, così come erano state pensate, rimarremmo sconvolti. Nei secoli si sono successi diversi autori, che hanno modificato in gran parte i racconti più famosi, per adeguarle agli usi e alla mentalità di quei tempi.

Il bacio del “vero amore”

La Disney ha cominciato a produrre i suoi lungometraggi ispirandosi alle favole più famose di Perrault o dei fratelli Grimm, ma il significato di ognuna è stato nettamente modificato. Il suo scopo è stato sempre quello di insegnare alle bambine che prima o poi qualcuno sarebbe arrivato per salvarle dalla strega cattiva o dalla morte, l’importante era saper aspettare il bacio del “vero amore”. In questo modo l’attenzione viene riversata sul ruolo maschile, mentre l’immagine femminile viene rappresentata come incompleta, fragile, incapace che aspetta qualcuno per realizzare i suoi sogni. Se questo ragionamento vi sembra ormai abbastanza retrogrado, allora vi sentirete più vicini alla mentalità di chi ha scritto all’inizio queste favole, che paradossalmente sono di molti anni fa.

Il presunto bacio del “vero amore” in realtà non è mai esistito. Nessuna Principessa si è mai svegliata con esso. Per spiegare ciò analizziamo le due favole delle “belle addormentate” per eccellenza. La Bella addormentata nel bosco, nonché Aurora, nella versione della Disney è il Principe che la risveglia, ma Perrault oggi non sarebbe d’accordo. Nella sua versione la Principessa non si sveglia quando viene baciata, nemmeno quando, ancora inerme, il Principe approfitta di lei lasciandola inconsapevolmente gravida di due gemelli, e non si sveglia neanche nel momento del parto. Il suo risveglio avviene solo nel momento in cui, uno dei due bambini non si sveglia e si attacca al suo seno per succhiare il latte. Una modifica apprezzata è stata quella di eliminare del tutto le immagine della presunta violenza che ha subito la ragazza, visto che quando è stata messa incinta non era cosciente; un argomento che riprende la discussione di questi giorni riguardo al bacio non consensuale di Biancaneve.

L’altra addormentata appunto, è Biancaneve, favola originariamente scritta dai fratelli Grimm, che non hanno menzionato un bacio che risveglia la Principessa. Infatti, nella loro versione si salva grazie alla disattenzione di un servo che aveva il compito di portare la bara di cristallo alla corte, il quale inciampa e fa urtare la fanciulla, dalla quale fuoriesce dalla bocca il pezzetto di mela avvelenato; insomma, un ottimo soccorso per soffocamento.

I cambiamenti attraverso i secoli

Dunque, le favole si modificano in continuazione, e i narratori che le reinterpretano cercano di inserire significati e messaggi sempre più contemporanei al tempo in cui sono inseriti.

Ai tempi, Collodi, modificò già alcuni significati molto importanti che Perrault voleva trasmettere con la storia della “Bella addormentata”. Quest’ultimo, nel suo racconto, elencando i doni che le fate fecero ad Aurora appena nata, inserisce gli aspetti del femminile che dovevano essere risvegliati, ma che gli uomini volevano sopprimere, tra questi l’intelligenza. Ma Collodi, figlio dell’Italia Ottocentesca, censura questa parola con “ella avrebbe avuto moltissimo spirito” che faceva intendere che la strada per l’emancipazione femminile sarebbe stata lunga.

Ancora, dopo le versioni dei cartoni animati della Disney, sono state prodotte nei nostri tempi più recenti, altre versioni che hanno voluto sradicare e modificare nuovamente il significato del bacio del Principe. Infatti, molte delle protagoniste delle storie contemporanee legate al tema della bella addormentata, sono consce del fatto che il loro risveglio non rappresenti la fine dei loro problemi o la realizzazione dei loro sogni.

Nel romanzo “Sleeping Beauties” scritto a quattro mani da Stephen e Owen King, le belle addormentate in questione, sono le stesse che decidono se risvegliarsi oppure no; capovolgendo i ruoli e lasciando gli uomini nell’attesa che arrivi qualcuno, quell’attesa che è sempre spettata alle fanciulle disneyane. Le Principesse contemporanee non si svegliano neanche quando gli esiti del bacio non sono quelli tradizionali, come in “Shrek”, famosa rappresentazione del rovesciamento del mondo Disney. Oppure nella serie televisiva “Once Upon a time”nella quale i significati delle storie hanno un nuovo aspetto, più contemporaneo e vicino ai nostri costumi.

“Maleficent”

Ma a mettere in crisi il rapporto causa-effetto del bacio e del risveglio, sono stati alcuni film dell’ultimo decennio. Uno tra questi è “Biancaneve e il cacciatore” di Rupert Sanders uscito nel 2012, il quale propone una versione di Biancaneve come principessa guerriera che trova il suo lieto fine non nella dimensione di coppia dove accetta di essere l’anello debole, ma nell’obiettivo di riconquistare il proprio regno perduto.

Un’altra produzione significativa è il remake in live action della Bella addormentata nel bosco; il film “Maleficent”, uscito nel 2014 e diretto da Robert Stromberg, mette sotto una nuova luce il significato del bacio del vero amore. Il film racconta le cause che portano Malefica ad essere quella che tutti conosciamo come la strega cattiva, che vuole vendicare tutto il suo odio per il Re Stefano, colpendo sua figlia Aurora con una maledizione. Nonostante le altre tre fate avessero portato la fanciulla in un luogo isolato in una brughiera, Malefica le trovò e per sedici anni seguì la piccola, a tal punto da affezionarsi a lei contro le sue aspettative.

Ma giunti al sedicesimo compleanno di Aurora, la maledizione si manifestò e questa si punse il dito con un fuso, crollando in un sonno profondo. Tutti erano consapevoli che solo il bacio del vero amore l’avrebbe portata indietro, perciò fecero avvicinare il principe Filippo che la baciò, ma nulla cambiò.

Così mentre Malefica straziata dal dolore, per il gesto imperdonabile che le aveva afflitto, la salutò per l’ultima volta con un bacio sulla fronte, ed è con questo che la fanciulla si risveglia. Il bacio della donna che l’ha cresciuta e l’ha salvata da tutti gli errori delle altre tre fate.

Alla fine del film, la voce narrante di Aurora, ricorda che il regno non fu salvato da un eroe, ma da una donna, Malefica, da tutti ritenuta cattiva ma che era anche eroina.

In tutte queste riproduzioni però si è perso il vero significato che gli autori all’inizio volevano rappresentare con il “sonno profondo”. Quest’ultimo non a caso avveniva all’età di sedici anni, momento in cui si passava all’età adulta, ed è il simbolo del passaggio che le fanciulle dovevano affrontare per maturare e per sviluppare la loro personalità. Infatti ad Aurora vengono fatti i doni da sette fate e Malefica le da il dono più importante: il sonno profondo, cioè un momento per poter maturare tutti i doni ricevuti e diventare una donna completa, da sola, senza l’aiuto di nessun Principe.

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