Il Superuovo

Come rispondere alla chiamata del prossimo? Papa Francesco e l’etica ce lo insegnano

Come rispondere alla chiamata del prossimo? Papa Francesco e l’etica ce lo insegnano

In occasione della celebrazione del Natale, l’appello di Papa Francesco si è rivolto ai più bisognosi e agli ammalati: l’obiettivo comune è creaere una soluzione per tutti, per l’umanità intera.

Non possiamo  lasciare che l’individualismo radicale ci renda indifferenti alla sofferenza di altri fratelli e sorelle, non dobbiamo porre interessi politici prima della salute di miliardi di persone, il vaccino deve essere una garanzia

Rispondere alla chiamata dell’altro

Si tratta di una sfida che non conosce confini, senza barriere. Siamo tutti sulla stessa barca. Il Papa ha ribadito l’importanza di vedere nella sofferenza dell’altro  il volto di Dio. Proprio nella sofferenza è possibile vedere il Signore che chiede il mio aiuto. Non si può rispondere a questa chiamata con l’indifferenza. L’invito è quindi quello ad una maggiore sensibilità, sia per la campagna di vaccinazione, che sta iniziando anche in Italia, che durante la  vita di tutti i giorni. Anche in questo “Natale della pandemia”, come è stato da lui definito, l’invito di Francesco è alla fraternità, che troppe volte abbiamo messo da parte, ponendo in primo piano il nostro ego.Tutti possiamo chiamarci fratelli in quanto cittadini del mondo e creature di Dio, subordinando a questo ununciato ogni qualità secondaria che ci contraddistingue. Una fraternità non astratta, ma mai come ora concreta, liberata dalla sua componente ideale e basata sull’amore reale, l’invito è quindi aè quello di non ignorare la chiamata del prossimo ma  di con-patire le sue sofferenze.

Com’è cambiato il rapporto Stato-Chiesa?

In questo caso non si parla di impegno politico in senso stretto, ma di un messaggio universale, che ovviamente dovrebbe sensibilizzare la classe dirigente di ogni Paese. Il vaccino innanzitutto è una questione umanitaria, che dovrebbe essere la priorità sia per la politica che per le autorità religiose. Il ruolo della Chiesa oggi è di fondamentale importanza e le parole del Papa risultano certamente preziose. L’obiettivo comune è quello di uscire il prima possibile da questa crisi e anche la Chiesa deve fornire il suo aiuto. Mai come ora è necessaria una collaborazione tra Stato e Chiesa, che però nella Storia d’Italia non è stata sempre ottimale. Ad esempio in pieno periodo risorgimentale, caratterizzato da gran fermento rivoluzionario, la chiesa è ha osteggiato qualunque proposito d’unità nazionale. Proprio questo è stato uno degli ostacoli più complessi. Pio IX condannava il principio democratico della “volontà del popolo”, subordinata al diritto divino. Solo nel 1871 Roma divenne capitale . Iniziarono così i difficili rapporti tra lo stato e la chiesa destinati a durare fino al 1929. Pio IX si rifiutava di trattare con lo stato italiano e il governo  approvò la legge delle Guarentigie che s’ispirava al principio cavouriano di libera Chiesa in libero Stato. Le trattativevennero poi riaperte e portarono ai Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929, durante il ventennio fascista. ll trattato stabilisce l’autorità del Papa e l’indipendenza della Chiesa e del proprio territorio: viene così creato lo Stato della Città del Vaticano.

 

 

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