Come nascono e come si affermano i regimi autoritari? Ce ne parla il film “L’Onda”

Come nascono i movimenti politici? Come nascono i partiti politici? Cosa comporta la conseguente deriva autoritaria?

 

Il film tedesco uscito nel 2008 “L’onda” ci fa vedere come sia facile per un gruppo di persone partite da ideali positivi ma arrivare alla degenerazione della propria causa. Il film è tratto da un esperimento sociale del 1967 (The third way) in una scuola californiana dal professore Ron Jones. L’esperimento aveva lo scopo di far capire ai ragazzi come si era arrivati alla formazione del partito nazista.

L’esperienza del film

“L’Onda” analizza molto bene le dinamiche sociali che sono alla base dei partiti politici, in particolare quei partiti che poi sono sfociati in partiti autoritari. In Europa abbiamo avuto l’esperienza del partito fascista in Italia e del partito nazionalsocialista in Germania. Il film racconta la storia di un professore tedesco che affronta l’argomento dell’autocrazia con i suoi studenti. Gli studenti sono convinti che sia impossibile l’instaurazione di una nuova dittatura in Germania, poiché convinti che le persone non commentano più gli errori del passato. Per verificare questa ipotesi decidono di organizzare un esperimento. L’esperimento inizia: si sceglie un leader, si fissano delle regole, si sceglie un nome tramite votazione, si scelgono le divise, viene inventato un saluto, inoltre gli studenti vengono fatti marciare dal loro professore, Rainer Wenger, per far vedere loro che marciare li renda un’unica entità. In seguito l’esperimento degenera in episodi di violenza e il loro professore non riesce a vedere cosa il suo gruppo di studenti sia diventato. L’ipotesi iniziale è confutata e fa capire come anche la nostra società attuale sia in equilibrio precario.

La natura dei regimi autoritari

Un regime autoritario per definizione è un governo non democratico, che ricerca il pieno controllo della società e la trasformazione dei propri cittadini. Autoritarismo è un sistema politico con pluralismo politico limitato, senza un’ideologia-guida ma con mentalità caratteristiche. Pensare che tutti i regimi autoritari diano potere illimitato e assoluto ad un despota che cerca di controllare la popolazione con paura e sorveglianza è un errore. Coloro che sono al potere per riuscire a mantenerlo limitano la partecipazione popolare anziché mobilitando la popolazione. I limiti dell’azione di governo ci sono, anche se sono limiti molto volatili e taciti, soprattutto perché ogni accordo viene siglato con altri detentori di potere (economico, chiesa ecc.). Il governo che si crea è di tipo elitario, l’ideologia di partito è messo sullo sfondo. I suoi leader si pongono al di sopra delle legge, stessa legge che è molto vaga e contradditoria permettendo  che ogni oppositore sia giudicato. Il parlamento come l’apparato giudiziario sono inefficaci e poco professionali. I diritti politici come quelli civili non sono garantiti. Le organizzazione private sono sottoposte dallo stato al vincolo di autorizzazione. Non essendoci elezioni la successione è il punto debole dei regimi autoritari, spesso ne determina la dinamica politica. Per questo il passaggio verso un dispotismo personale è un rischio intrinseco dei regimi autoritari.

Come l’Italia arrivò ad un regime autoritario

Come dimostra il film, nessuna società è al sicuro dalla deriva autoritaria. Storicamente ogni stato è diventato autoritario in seguito ad un periodo di crisi sociale ed economica. I cittadini erano in condizioni difficili, molti erano in povertà assoluta, assenza di lavoro, assenza di sostegno da parte dello stato, rabbia generale, disagio sociale. Tutti questi elementi creano il terreno fertile per ogni regime autoritario sia di sinistra (URSS) che di destra (Fascismo e nazismo). Per guardare in casa nostra il cammino si può dire che inizi dopo la prima guerra mondiale, il paese è in tumulto, il Bienno Rosso (1919-1920) genera scioperi, occupazioni delle fabbriche. A questo segue il Bienno Nero (1921-1922) che vede i fascisti in fermento, accusano il governo della loro inefficienza, attaccano socialisti e i loro militanti. La stampa si divide: quella socialista ovviamente li condanna, mentre quella d’opinione (Corriere della Sera, La Stampa, Il Messaggero) lo giudicano un male che però è necessario per risollevare il paese. Il Fascismo viene considerato “un’iniezione energia nel corpo malato dello stato liberale“. Come nel film, nessuno poteva pensare che tutto questo sarebbe poi sfociato in una dittatura, in un regime autoritario che avrebbe cambiato per sempre la vita di tutti i cittadini italiani. L’esperienza italiana e tedesca, entrambe le volte, le persone si sono fidate dell’uomo forte, l’uomo carismatico, l’uomo che in quel momento faceva credere di poter risolvere la situazione e poter restituire una vita dignitosa a tutti.

 

 

 

 

 

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