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Come mantenere il potere: analizziamo le strategie di Thomas Shelby attraverso “Il principe” di Machiavelli

Come mantenere il potere: analizziamo le strategie di Thomas Shelby attraverso “Il principe” di Machiavelli

Sia governare un principato che essere a capo di una gang criminale richiede fermezza, decisione, intelligenza e determinazione. Chi detiene il potere infatti rischia quotidianamente di perderlo se non è abbastanza accorto da elaborare volta per volta nuovi piani per mantenerlo.

I protagonisti della serie Peaky Blinders (da www.cinefacts.it)

Questo lo sanno molto bene Niccolò Machiavelli, scrittore vissuto tra il 1469 e il 1527, e Thomas Shelby, protagonista della serie tv inglese “Peaky Blinders”, la cui prima stagione è uscita nel 2013 e il seguito è tutt’ora in produzione. Quest’ultimo rispecchia le caratteristiche ideali esposte da Machiavelli nel saggio “Il principe”? Vediamo come l’autore e politico rinascimentale giudicherebbe l’operato del famigerato boss di Birmingham.

Il ruolo di Thomas Shelby come “principe”

Thomas Shelby, interpretato da Cillian Murphy, nella serie creata da Steven Knight è una figura controversa e ricca di sfaccettature. È il leader della gang dei “Peaky blinders”, composta principalmente dai membri della sua stessa famiglia. Disincantato e, per certi versi, cinico ha l’ambizione di elevare la sua famiglia dalla condizione sociale marginale, arricchendosi ed espandendo il proprio monopolio sugli affari con metodi per lo più illegali. Col passare delle stagioni della serie egli acquisisce sempre più autorità, allargando i propri interessi a Londra e infine fra ricatti e problemi familiari giunge ad essere eletto deputato del parlamento britannico. Uomo carismatico e glaciale sembra aver fatto proprio il consiglio machiavelliano “è molto più sicuro essere temuto che amato” quando questi sentimenti non sono conciliabili. Proprio secondo quanto illustrato nell’opuscolo “Il principe”, in latino “De principatibus”, Thomas sa esercitare la bontà e la pietà al momento opportuno e la violenza quando necessaria per ottenere i suoi scopi, poiché se si è troppo buoni non si viene temuti e allora è facile essere vittima di cospirazioni. Un principe ha un suo Stato, il secondogenito Shelby ha per Stato la sua famiglia, i suoi collaboratori, i suoi obiettivi e affari. Per questo suo “Stato” non ha scrupoli ad esercitare questa massima:

Devi ottenere quello che vuoi con i tuoi mezzi

Quasi una rielaborazione del concetto “il fine giustifica i mezzi“, non da intendersi come libertà di usare qualsiasi strumento per realizzare i propri scopi, nobili o infidi che siano, ma come scelta sofferta del principe in nome della ragion di stato. Se il fine è la conservazione dello Stato allora è lecito al principe ricorrere a soluzioni contrarie ai suoi principi etici, perciò se l’intento è quello di proteggere la sua famiglia e la sua ascesa sociale, Thomas è disposto a ricorrere a vie drastiche come, ad esempio, far esplodere un treno con alcuni innocenti a bordo per l’incolumità del figlio, sequestrato per ricatto.

Ritratto di Niccolò Machiavelli di Santi di Tito

Il pericolo del tradimento: evitare i mercenari e stringere alleanze forti

Chi esercita una grande influenza e soprattutto chi l’ha acquistata al caro prezzo di inganni e atrocità attira inevitabilmente numerosi nemici pronti ad attaccarlo. Sussistendo già un notevole pericolo esterno è perciò necessario assicurarsi una salda coesione interna, volta ad evitare l’insorgere di avversari fra coloro che dovrebbero combatterli. Secondo Machiavelli il principe non può fare affidamento sulle truppe mercenarie, in quanto non legate in alcun modo alla causa per cui combattono, esse sono fedeli solamente ai soldi. Per questo è molto facile che vengano corrotte e si rivoltino contro colui che in principio le aveva assunte. Conviene che le milizie siano leali e devote verso il principe e interessate alla salvaguardia dello Stato. Anche questo è un concetto che Thomas Shelby mette in pratica nella maggior parte dei casi. Egli infatti cerca di stringere alleanze forti, ad esempio quella con la famiglia Lee è suggellata da un matrimonio, e molto vantaggiose per entrambe le parti, come quella con Aberama Gold per il quale si impegna a realizzare le ambizioni del figlio pugile in cambio di protezione. Tuttavia non sempre riesce a mettersi al riparo dai raggiri, basti pensare agli spregiudicati e ripetuti tradimenti di Alfie Solomons, capo di una banda londinese, sempre pronto a passare dalla parte del miglior offerente.

Saper essere forti ma anche astuti prevenire la “fortuna”

Pertanto ad un Principe è necessario saper ben usare la bestia e l’uomo. (…)Essendo adunque un Principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quella pigliare la volpe e il lione; perchè il lione non si defende da’ lacci, la volpe non si defende da’ lupi. Bisogna adunque essere volpe a cognoscere i lacci, e lione a sbigottire i lupi.

Ecco le parole del capitolo XVIII, fra i più famosi dell’opera. Con una conclusione acuta, tratta dall’analisi della cruda realtà, Machiavelli afferma che per difendere il potere il principe deve combattere non solo nel modo proprio dell’uomo, ovvero la legge, purtroppo insufficiente, ma anche in quello degli animali, ossia la violenza. Deve cioè essere come un centauro, metà uomo razionale, metà bestia indomabile. Fra gli animali vanno scelti la volpe, per l’astuzia, e il leone, per la forza. Allo stesso modo il boss dei Peaky Blinders sa essere in un certo senso un centauro. Aspira infatti alla legalità, alla gestione regolare dei propri affari ma questo non basta per ottenere ciò che desidera, per farsi largo in una società che rigetta le ambizioni di coloro che sono ai margini. Consapevole dell’impossibilità di avere successo tramite le strade consuete egli non esita ad avvalersi della brutalità. Tuttavia egli è principalmente volpe, furbo e capace di elaborare lacci in cui incastrare gli avversari, mentre è suo fratello Arthur ad ricoprire la parte del leone. È Arthur infatti che si occupa a livello pratico di intimidire aggressivamente gli oppositori. Altra caratteristica che Machiavelli approverebbe in Thomas Shelby è la lungimiranza, ovvero il non adagiarsi non appena la sorte sembra favorevole ma il continuare ad adoperarsi affinché rimanga tale ed assicurasi nel caso dovesse mutare. Un po’ come quando, nella prima stagione, decide di tenere le armi rubate e non di venderle per ricavare soldi facili. Questa scelta si rivelerà fruttuosa in quanto il possesso di quelle gli garantirà in cambio la protezione dell’ispettore Campbell, incaricato di recuperarle. Altro esempio è quando andando a trattare con Alfie Solomons previene qualsiasi reazione di questo piazzando una bomba, in modo che il rivale, minacciato dall’esplosivo, accetti le condizioni da lui imposte. È questa capacità di porre argini alla fortuna, ovvero il destino, di tentare di prevenire gli effetti dannosi del cambiamento degli eventi che viene raccomandata nel capitolo XXV:

Ed assomiglio quella ad fiume rovinoso, che quando ei si adira, allaga i piani, rovina gli arbori e gli edifici, lieva da questa parte terreno, ponendolo a quell’altra; e benchè sia così fatto, non resta però che gli uomini, quando sono tempi quieti, non vi possino fare provvedimenti e con ripari, e con argini, immodochè crescendo poi, o egli andrebbe per un canale, o l’impeto suo non sarebbe sì licenzioso, nè sì dannoso.

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