Il cemento può aiutarci a ripulire le città dallo smog, ecco come

  Il mondo delle tecnologie eco compatibili non conosce sosta, e torna a sorprenderci con una nuova invenzione, in parte italiana.

 

Grazie ad uno speciale rivestimento applicabile al cemento degli edifici sarà possibile, tramite le sue proprietà chimico-fisiche, assorbire per così dire gli agenti inquinanti nell’aria, in modo da limitare lo smog, migliorare la qualità dell’aria e diminuendo il degrado urbano

 

Una cooperazione europea

Questo progetto nasce da un gruppo di ricercatori coinvolti nel progetto europeo Graphene Flagship, un progetto europeo che coinvolge ambienti accademici ed aziendali con l’obbiettivo di studiare l’impiego nei più svariati campi del grafene, un materiale con una precisa struttura costituito interamente da carbonio. Questo rivestimento composto da altri tipi di nanoparticelle, fra le quali il biossido di titanio agisce come catalizzatore sfruttando la luce solare. Il biossido di titanio infatti, una volta colpito dalla luce, degrada vari composti inquinanti, fra i quali quelli contenenti azoto. Inoltre è stato dimostrato che affiancando all’ossido di titanio altre particolari nanoparticelle (fra cui il grafene) questo effetto viene amplificato. Dunque una volta degradati i composti inquinanti, questi si depositano sul rivestimento, per essere in seguito trasportati via dalle precipitazioni oppure direttamente lavati via manualmente. I vantaggi sarebbero numerosi, dati che proprio lo smog è causa di due fenomeni estremamente dannosi, le piogge acide e l’effetto serra. Lo smog è infatti composto da ossidi di zolfo e in minor parte da ossidi di azoto, che, tramite reazioni chimiche dirette o indirette, causano le piogge acide. Inoltre sempre questi due componenti riflettono le radiazioni elettromagnetiche, accentuando il sopracitato effetto serra.

I componenti del biocemento

Il settore dell’edilizia smart ed ecocompatibile è un mercato in netta ascesa, ed ogni giorno diverse soluzioni vengono ideate per lo stesso problema. Nel caso di questo materiale sono stati utilizzati grafene e diossido di titanio per delle precise ragioni. Il grafene innanzitutto è composto unicamente da carbonio, precisamente da fogli di grafite (la stessa delle matite) spessi solamente un atomo, è dunque leggero, un ottimo conduttore e si sta rivelando un materiale sorprendentemente versatile. Il diossido di titanio invece è si un eccellente fotocatalizzatore e perfetto per la degradazione di agenti inquinanti, ma è anche economico, non risente della luce solare e soprattutto è inerte, ovvero non reagisce chimicamente con altri composti, rendendolo innocuo per la nostra salute (i piercing ad esempio molto spesso sono fatti in titanio, così come le protesi ossee). D’altronde il titanio è da sempre utilizzato nei più svariati campi, dal settore biomedico a quello aerospaziale, passando per altri impieghi quali ad esempio la desalinizzazione dell’acqua marina. Ovviamente e sfortunatamente la reale sicurezza di questo rivestimento potrà essere verificata solamente dopo il suo utilizzo, anche se non sembrano sorgere problemi o dubbi di alcun tipo, fatto sta che il suo impiego sugli edifici urbani ridurrebbe drasticamente i livelli di inquinamento delle città, migliorando la qualità della vita sia nelle metropoli che non.

 

I vantaggi non sono solo ecologici

Questo materiale è dunque ecologico, efficiente, non pericoloso e possibile, rivoluzionerebbe la vita in città come New York, Pechino e Milano, quest’ultima anche nell’ultimo anno finita sui giornali per i livelli intollerabili di smog nell’aria. Gli effetti sarebbero visibili anche dal punto di vista sanitario, con una diminuzione di problemi legati all’apparato respiratorio (l’asma ad esempio affligge circa 300 milioni di persone nel mondo). Anche malattie causate indirettamente dall’inquinamento cittadino diminuirebbero, e sicuramente il miglioramento della qualità della vita, oltre che quello estetico, potrebbero rivoluzionare la visione che si ha delle città. Inutile ripetere come la scomparsa dello smog porterebbe ripercussioni più che positive dal punto di vista ambientale, ma ciò che va comunque sottolineato è di come la cooperazione fra persone di nazioni diverse abbia portato qualcosa di buono, utile e concreto, specialmente se considerato quanto la questione ambientale sia stata sminuita e spesso neanche considerata. Incuriosisce pensare quali altre utili bio-tecnologie si potrebbero ideare se solo si avviasse una seria e determinata collaborazione internazionale che mettesse da parte divergenze di qualunque tipo e si concentrasse su un obbiettivo che riguarda tutti.

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