Come funzionano le profezie? Vediamo i casi di Delfi e di Game of Thrones

Fin da sempre il futuro ha costituito un enorme punto di domanda per l’uomo. Per scrutarlo nel corso dei secoli sono stati tentati diversi metodi, di cui le profezie greche sono tra i più affascinanti.

Il sito del santuario di Delfi

Anche nella letteratura fantasy le profezie hanno una grande parte nella narrazione e Game of Thrones non fa eccezione. Ma come si sviluppano le sue profezie a confronto con quelle antiche?

Oracoli in Grecia

Se si pensa alle profezie nel mondo antico viene in automatico pensare all’Oracolo di Delfi, il più famoso del mondo antico. Nell’antichità re, politici e ambasciatori partivano da ogni dove per recarsi al santuario di Delfi e chiedere un responso all’oracolo di Apollo. Lì la sacerdotessa, la Pizia, invasata dal dio, forniva criptiche risposte alle loro domande. Le profezie delfiche, come tutte le profezie, andavano interpretate e non erano mai chiare. Questo avveniva essenzialmente perché all’oracolo conveniva formulare risposte ambigue, così da poter essere sempre considerato attendibile. In sostanza, quando l’oracolo falliva, il problema risiedeva nell’interpretazione della profezia e non nella profezia stessa. Esistevano poi numerosi responsi ex post, ossia diffusi o creati dopo un determinato evento e giuntici così nella tradizione letteraria. Elemento portante delle profezie era quindi la loro oscurità, sia per i motivi di convenienza di Delfi sopra esposti, sia per dare loro un tono mistico e di sacralità.

Profezie in Game of Thrones

Il Trono di Spade è ormai diventato un classico della letteratura fantasy mondiale e gli amanti del genere ne attendono ormai da anni la conclusione. Anche in questo grande racconto sono presenti delle profezie e costituiscono una parte importante del mondo magico della saga, decisamente meno evidente rispetto all’aspetto umano e quasi da romanzo storico. Nel mondo di Westeros non esiste un oracolo o un’istituzione dedicata alla predizione del futuro, ma ci sono diversi personaggi che nel corso dei libri hanno fornito ai protagonisti delle profezie. Un primo caso è quello della maegi Mirri Maz Duur, che si rivolge in maniera criptica a Daenerys Targaryen. “Quando il sole sorgerà a occidente e morirà ad oriente…” così comincia il suo responso e prosegue con altri eventi all’apparenza impossibili. Più oltre è la volta di Bran Stark di ascoltare il futuro. Le parole di Jojen Reed, giovane nobile del Nord, rivelano che la fortezza di Grande Inverno, lontana kilometri e kilometri dal mare, sarebbe stata colpita dall’oceano e i suoi abitanti sarebbero morti annegati.

Contrasti e somiglianze

La prima somiglianza sta nella natura stessa della profezia, ossia nel suo essere criptica. Sia le profezie di Delfi, sia quelle presenti nei libri di Martin si presentano di oscura comprensione. Sono messaggi che vanno interpretati e che non sempre per questo risultano utili ai richiedenti. Un’altra somiglianza sta nell’essere formulate da figure con poteri sovrannaturali, come la sacerdotessa di Apollo a Delfi, posseduta dal dio, o maghi o persone con poteri magici nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Un elemento di differenza sta invece nel loro compimento. Se è naturale che le profezie delfiche non fossero sempre accurate, se non altro perché è chiaro che non esiste questa facoltà di preveggenza nel nostro mondo, in Game of Thrones pare che questo invece accada. Alcune delle profezie sono ancora in stato di attesa, in quanto Martin non ha ancora completato la propria opera letteraria, ma buona parte di quelle presenti, in un modo o nell’altro, si sono realizzate.

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