Come è cambiata la figura della strega? Vediamolo con le storie antiche

In quasi ogni cultura è presente la figura della strega o della maga, donna dai poteri magici, capace di influenzare il mondo attorno a sé.

Le storie su queste donne sono molte e diverse, ma specialmente negli ultimi anni, si sono dirette verso un canone diverso da quello abituale nel secolo scorso. Queste nuove maghe come si pongono rispetto alle loro corrispettive antiche?

La strega nella cultura pop

Da diversi anni a questa parte è sempre più difficile vedere, in film o serie tv, streghe che si rifanno all’immaginario che avevamo fin da bambini, che sicuramente risentiva della tradizione medievale. Si è quasi del tutto abbandonata la figura della maga vecchia, brutta e cattiva, virando invece decisamente su potenti e bellissime incantatrici, che sfruttano i loro poteri per mantenersi giovani e belle. È questo il caso delle maghe che si vedono nella serie tv “The Witcher” o della celebre Melisandre de “Il trono di spade”. Anche nella letteratura fantasy quasi sempre le maghe (o streghe che dir si voglia) hanno assunto caratteri estetici pregevoli. Un esempio può derivare dalla fortunata saga “Shadowhunters”, trasposta anche su Netflix, dove maghi e streghe sono quasi tutti giovani e di bell’aspetto.

Yennefer di Vengerberg, maga protagonista di The Witcher

Streghe in Grecia e a Roma

Le storie sulle streghe sono forse antiche quanto l’uomo e possono essere rintracciate in moltissime culture e narrazioni mitiche. Già nell’antica Grecia abbiamo traccia di potenti donne in grado di usare incantesimi e filtri. La più celebre è forse la maga Circe, incontrata da Odisseo nel suo viaggio di ritorno ad Itaca. Circe non è però veramente una maga in senso stretto, in quanto di stirpe divina e non umana e perché non fa uso di incantesimi. La sua unica magia è la capacità di creare filtri prodigiosi, come quello che trasforma i compagni di Odisseo in porci. Collaterale con la sua origine divina è anche il suo aspetto, bellissimo, affascinante ma tremendo al tempo stesso. In questo caso, la maga è molto vicina ai canoni odierni di magia. Nel mondo latino abbiamo invece un’accurata storia di streghe nel Satyricon di Petronio, scritto intorno alla metà del I secolo d.C. Durante la sua opulenta cena, Trimalchione racconta una vicenda di streghe. Alla veglia di uno schiavetto morto, nel mezzo della notte, irrompono, anche se invisibili, le streghe, urlando come cani che inseguono una lepre. Già questo particolare è spaventoso e inquietante, ma in più, con il loro tocco, decretano la morte di una delle guardie che aveva avuto il coraggio di affrontarle e rapiscono il cadavere del bambino, lasciando al suo posto un manichino.

L’evoluzione della strega

Da queste storie, confrontate con la strega nella cultura pop, possiamo vedere un deciso cambiamento nella presentazione della sua figura. Se nell’antichità non era unanime il riferimento alla strega come a una donna di brutto aspetto, elemento che fiorirà nella tradizione medievale, si può comunque ricondurre a un una matrice comune l’idea che la strega fosse malvagia. Lo si vede nella figura di Circe, che senza alcun motivo trasforma in porci i compagni di Odisseo, e anche nelle streghe di Petronio, che in maniera spaventosa e di notte, rubano la salma di un bambino, facendo morire di terrore tutti quanti. Nelle più recenti produzioni invece il ruolo della strega è cambiato. Non più, necessariamente, una figura malvagia, attiva di notte e dedita a stregonerie dannose, ma un essere non umano, umano nei comportamenti. Questo significa che la strega non è più solamente cattiva, ma può addirittura raggiungere il ruolo dell’eroina o di protagonista positiva. Si è svolto quindi un ribaltamento delle sue caratteristiche morali che non è nuovo a molte figure mostruose del folklore, come vampiri e lupi mannari.

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