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Com’è cambiata la figura del vampiro? Lo vediamo dall’antichità a Dracula di Bram Stoker

Com’è cambiata la figura del vampiro? Lo vediamo dall’antichità a Dracula di Bram Stoker

La figura del vampiro da sempre rientra nell’immaginario collettivo dell’umanità e appare in numerosissime culture. Oggi vedremo come si è evoluta fino ai giorni nostri.

Uno dei personaggi più amati del genere horror. Uno dei grandi incubi dell’umanità fin dagli albori. Tutto questo è il vampiro, re della notte e terrore degli innocenti.

Le credenze extraeuropee

I vampiri non sono solo frutto del folklore europeo, ma un po’ in tutti i continenti esistono creature analoghe. In Africa sono presenti numerosissime storie di esseri umani capaci di tramutarsi in volatili che, in questa forma, attaccano e minacciano le persone. Anche l’Asia ha creature simili ai vampiri, soprattutto nella regione delle Filippine. Qui donne all’apparenza innocue ed attraenti, sfruttano la loro bellezza per far innamorare di loro giovani uomini e poi trasformarsi e succhiare loro il sangue. Anche i Persiani avevano il loro Dracula ante litteram: su alcune raffigurazioni vascolari ritrovate nei territori dell’impero persiano, si possono individuare creature misteriose intente a bere il sangue di esseri umani.

I vampiri in Grecia e a Roma

Nella mitologia greca esistevano delle creature simili al vampiro moderno. Si tratta delle empuse e delle lamie. Le prime sono mutaforma, in grado di trasformarsi in vacche, cagne, o fanciulle per attirare le loro vittime e poi nutrirsi del loro sangue e della carne. Le lamie prendono il nome da Lamia, bellissima regina della Libia, sedotta da Zeus e punita per questo da Era con l’uccisione di quasi tutti i suoi figli. Dopo questa tragedia impazzì e cominciò a divorare i figli delle altre donne senza pietà. Da questo episodio il nome della regina divenne comune per indicare donne mostruose che andavano a caccia di uomini e soprattutto bambini per nutrirsi del loro sangue. Nella cultura latina esisteva invece il mito delle strigae, donne capaci di mutarsi in uccelli portatori di sventura e malattia e affamati di sangue e carne umana. Uno dei racconti più noti di queste creature è quello che fa Petronio nel suo Satyricon, in cui alcune strigae tentano con successo di rubare il corpo di un giovane defunto, probabilmente per cibarsene o usarlo per i loro loschi scopi.

Il vampiro da Bram Stoker a oggi

Il mito del vampiro come redivivo, nemico della luce del sole e vulnerabile ai paletti di frassino nasce nel medioevo e vedrà il successo presso il grande pubblico grazie al Dracula di Bram Stoker. In questo romanzo viene presentato il principe della notte per eccellenza, il conte Dracula, proprietario di un castello in Transilvania e insaziabile bevitore di sangue, capace di mutarsi in un pipistrello per attaccare le sue vittime. Rispetto ai vampiri antichi in questa figura è predominante la componente umana e la sua immortalità. Vengono anche inserite caratteristiche che prima non esistevano, come la vulnerabilità al sole e ai paletti di frassino, nonché la capacità di creare, a sua volta, vampiri. Nel corso dei secoli il vampiro è mutato ed è diventato sempre più un fenomeno di cultura pop, mantenendo le caratteristiche nate da Dracula ma mutandone alcune. Ad esempio, come nelle famose saghe di Twilight e di The Vampire’s diaries, il vampiro non è sempre un nemico dell’uomo, anzi spesso diventa il protettore della comunità in cui vive, perfettamente integrato con i comuni mortali.

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