Il Superuovo

Cinque curiosità sul libro più misterioso di sempre: “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry

Cinque curiosità sul libro più misterioso di sempre: “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry

“Il piccolo principe”, fortunatissimo romanzo di Antoine de Saint-Exupéry, è certamente tra i libri più letti di sempre, ma vediamo alcune curiosità a riguardo.

Da quando il fortunato romanzo di Antoine de Saint-Exupéry è giunto in tv grazie ad una serie prima e ad un film poi, è davvero impossibile trovare qualcuno che non lo conosca o che non ne abbia mai sentito parlare.
Avvolto dal mistero, il libro è ancora oggi oggetto di dibattito tra chi lo reputa un banale libro per bambini e chi invece lo trova un capolavoro assoluto.
Infatti secondo alcuni è possibile cogliere riferimenti filosofici, religiosi e metafisici all’interno del testo, visibili soltanto ad una lettura più attenta, ma di cui purtroppo non fu mai possibile chiedere conferma all’autore, poiché scomparso prematuramente.
Ad ogni modo, che piaccia o meno, il successo de “Il piccolo principe” è indiscusso e diverse sono le interpretazioni date a tutti i personaggi  e alle situazioni presenti nel testo.
Vi sono però alcune curiosità interessanti sul libro e sul suo misterioso autore, eccone qui di seguito cinque:

 

1) Si tratta di uno dei libri più tradotti al mondo

Inizialmente tradotto in inglese e francese, oggi “Il piccolo principe” è uno dei libri più tradotti della storia, secondo solo alla Bibbia. 
Attualmente è disponibile in ben 253 lingue e dialetti, compresi gli idiomi meno conosciuti come ad esempio la lingua toba, un dialetto dell’area nord dell’Argentina, in cui pare fosse stato tradotto solo il Nuovo Testamento.

2) Tratto da una storia vera

L’incipit del libro vede come protagonista un pilota, fermo a terra nel deserto, che vive questo suo primo incontro con il piccolo principe. Tale avvenimento pare sia realmente accaduto ad Antoine de Saint-Exupéry, il quale ebbe un incidente col suo aereo anni prima, restando bloccato nel deserto del Sahara con un collega, rischiando addirittura la morte per disidratazione. La cosa avrà segnato l’autore al punto da far cominciare il suo racconto proprio da questo evento.

 

3) Si conclude con una sparizione

Com’è noto, il libro si chiude con la ripartenza del protagonista e la sparizione di quel piccolo principe che gli aveva tenuto compagnia in quei giorni di fermo.
Ironia della sorte, la vita stessa dell’autore si chiude allo stesso modo. Pare infatti che sia scomparso con il suo aereo durante una missione di ricognizione e non si ebbero più notizie di lui. Malgrado anni dopo un pilota tedesco affermò di aver abbattuto un aereo nello stesso luogo e nella stessa notte in cui scomparve de Saint-Exupéry, non fu mai trovata traccia nè del suo corpo nè del suo aereo.

 

4) Un’ossessione per il piccolo principe

L’autore curò personalmente tutti gli acquerelli presenti nella prima edizione del libro, seppure egli non fosse un artista ma un pilota impegnato nella Seconda Guerra Mondiale. Durante la sua carriera militare pare disegnasse continuamente su fogli, tovaglioli e ritagli la figura del suo piccolo principe e quando gli veniva chiesto chi fosse quell’omino egli rispondesse “un bambino rimastomi nel cuore”.

 

5) Romanzo e vita privata

Secondo alcuni critici i personaggi presenti nel testo sono alter ego di persone importanti nella vita dell’autore. Si ipotizza che la rosa possa rappresentare la figura di sua moglie, con cui non ebbe un buon rapporto e a cui pare abbia assegnato superbia e vanità (“è il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante”).
Il titolo invece potrebbe far riferimento all’ultimo amore dell’autore, una ragazza africana che lui amava chiamare “petite fille”, a cui lei rispondeva chiamandolo “petit prince”.

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: