Cinquant’anni dopo: cosa accomuna l’Apollo 11 con l’invenzione di Internet

La corsa allo spazio fu l’origine comune di Internet e del programma Apollo. Tutto avvenne l’indomani del 4 ottobre 1957.

Una riproduzione dello Sputnik 1 in orbita attorno alla Terra

Due tra gli eventi storici più importanti dell’ultimo secolo avvennero nel 1969. Stiamo parlando dell’invenzione di Internet e dell’allunaggio della missione Apollo 11. È curioso notare che entrambi gli eventi abbiano un’origine in comune, origine che risiede nella crisi dello Sputnik.

Lo Sputnik 1 sovietico fu il primo satellite artificiale

Tutto ha inizio nel Cosmodromo di Bajkonur, in Kazakistan. Questo luogo è la più vecchia e utilizzata base di lancio del mondo, costruita dall’Unione Sovietica negli anni Cinquanta. La data è il 4 ottobre 1957, giorno in cui i sovietici lanciano lo Sputnik 1. Quest’ultimo è il primo satellite artificiale messo in orbita per opera umana. È costituito da una sfera di metallo levigata del diametro di 58 cm con quattro antenne radio esterne per trasmettere gli impulsi. È il frutto dell’ingegno di Sergej Pavlovič Korolëv, principale artefice del programma spaziale dell’URSS.

L’annuncio del successo del lancio viene dato da Radio Mosca la notte tra il 4 e il 5 ottobre, creando sgomento nei Paesi del Patto Atlantico. In particolare, negli Stati Uniti si apre una vera e propria crisi dello Sputnik. L’allora presidente Eisenhower, eroe della Seconda guerra mondiale, è costretto a varare una serie di provvedimenti per affrontare la minaccia crescente dell’Unione Sovietica, potenza in grado di minare alla supremazia tecnologica americana. Due tra i provvedimenti presi, saranno la formazione di due agenzie, la DARPA e la NASA.

Fotografia dal Cosmodromo di Bajkonur (Kazakistan)

La corsa allo spazio: da Gagarin all’Apollo 11

Il 29 luglio dell’anno successivo, con la firma del National Aeronautics and Space Act nasce la NASA. L’agenzia ha il compito di ridurre il gap tra il programma spaziale americano e quello sovietico. Ha così origine la corsa allo spazio, una lunga sfida tecnologica che coprirà tutti gli anni Sessanta. Tra il 1958 e il 1961 la supremazia russa è indiscutibile. Il motivo del successo sovietico risiede nella grandezza di spirito di due uomini straordinari: il già citato Korolëv e l’eroico pilota Jurij Gagarin. È quest’ultimo, nel corso della missione che lo avrebbe reso il primo uomo a orbitare nello spazio, a pronunciare una frase epocale, iconica se si considera il periodo storico in cui è datata: “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.”

Gli Stati Uniti non si arrendono e il presidente Kennedy annuncia al Congresso che il Paese sarebbe riuscito a mandare i propri astronauti sulla Luna entro la fine del decennio. La NASA avvia così due programmi: il progetto Gemini e il progetto Apollo. Il primo ha lo scopo di mettere a punto le tecnologie e le capacità operative necessarie per l’impresa dell’Apollo. In particolare, nel corso delle 12 missioni Gemini vengono effettuati i primi rendez-vous e le prime attività extra-veicolari.

È il programma Apollo, tuttavia, a sancire la vittoria statunitense della corsa allo spazio. Iniziato con un terribile incidente costato la morte dell’equipaggio dell’Apollo 1, il progetto riesce infine a raggiungere il proprio obiettivo. Il 16 luglio del ’69 la navicella spaziale Apollo viene lanciata grazie a un vettore razzo Saturn V dal Kennedy Space Center. Il 20 luglio successivo, Neil Armstrong e Buzz Aldrin compiono il primo allunaggio della storia, mentre il compagno di equipaggio Michael Collins li attende in orbita lunare. Sarà il primo di loro tre a pronunciare una frase altrettanto famosa: “That’s one small step for a man, one giant leap for mankind.”

Buzz Aldrin sulla Luna, nel corso della missione Apollo 11

Lo sviluppo della rete Arpanet: Internet agli albori

Ritorniamo al 1958, in piena crisi dello Sputnik. Siamo nel febbraio dello stesso anno, pochi mesi prima della creazione della NASA. La nuova agenzia fondata da Eisenhower – la DARPA – si mette subito al lavoro per lo sviluppo di nuove tecnologie ad uso militare. Uno dei primi obiettivi che i membri dell’agenzia si pongono è quello di creare una rete di comunicazione via cavo e non via radio, in modo tale da non poter essere intercettabile in caso di guerra.

A questa motivazione, ben presto si affianca un obiettivo secondario, ma che segnerà il futuro successo della rete. Il progetto, infatti, è curato da varie università americane le quali capiscono in breve tempo l’importanza di avere una biblioteca digitale accessibile da qualunque ateneo statunitense. Sono Licklider e il suo successore Roberts a portare avanti quest’idea e a realizzare il collegamento tra i primi due nodi di rete: l’università di Los Angeles e quella di Standford. È il 29 ottobre 1969, 101 giorni dopo l’impresa dell’Apollo 11.

Sebbene la notizia passi in secondo piano rispetto all’enorme successo della missione spaziale, la rete appena realizzata – porta il nome di Arpanet – è l’embrione di quella che sarà la più grande rivoluzione nel campo della diffusione delle informazioni. Stiamo parlando di Internet.

L’estensione della rete Arpanet nel 1974

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