Chi erano veramente le streghe? Eccole raccontate da Roald Dahl, Stacy Schiff e Barbara Ehrenreich

Le streghe vengono raccontate attraverso la penna di tre scrittori.

Il processo di Salem fu uno degli eventi più terribili della caccia alle streghe. Roald Dahl, Stacy Schiff e Barbara Ehrenreich scrivono dei libri proprio su queste figure femminili.

Il libro per bambini di Roald Dahl

Nelle fiabe le streghe portano sempre ridicoli cappelli neri e neri mantelli, e volano a cavallo delle scope. Ma questa non è una fiaba: è delle Streghe Vere che parleremo. Ci sono alcune cose importanti che dovete sapere, sul loro conto; perciò aprite bene le orecchie e cercate di non dimenticare quel che vi dirò. Le Vere Streghe sembrano donne qualunque, vivono in case qualunque, indossano abiti qualunque. Per questo è così difficile scoprirle.

Il libro per bambini Le streghe scritto da Roald Dahl e pubblicato nel 1983, vinse il Premio Bancarellino cinque anni dopo. Racconta la storia di un bambino inglese, di origine norvegese ed orfano, il cui nome non viene mai rivelato. I suoi genitori muoiono in un incidente d’auto durante un viaggio e, leggendo il testamento, si scopre che il piccolo dovrà andare a vivere con la nonna materna, la quale inizia a parlargli delle Vere streghe, apparentemente normali ma distinguibili da delle particolari e minuscole caratteristiche:

La strega

è sempre donna

è completamente calva

indossa sempre una parrucca

a causa della parrucca è intenta a grattarsi sempre la testa

ha le pupille degli occhi di colore variabile

ha la saliva blu come l’inchiostro

ha le mani come artigli

indossa sempre guanti

non ha le dita dei piedi

indossa scarpette con il tacco a punta

La nonna gli confessa che le streghe hanno come unico scopo quello di uccidere tutti i bambini del mondo. Finita l’estate i due tornano in Inghilterra per permettere al ragazzo di continuare la sua vita scolastica a casa e lì per caso riconosce la prima strega, osservando quei dettagli descritti dalla nonna.  Nell’albergo di Bournemouth, dove i due alloggiano per l’estate successiva, il ragazzo assiste di nascosto a un’assemblea dove sono presenti tutte le streghe inglesi. Queste ultime partecipano come membri della falsa organizzazione chiamata Reale Società per la Protezione dell’Infanzia Maltrattata. E da lì inizia la sua incredibile avventura…

Il libro di Stacy Schiff

Sempre intitolato Le streghe (The Witches, Salem, 1692, A History), Stacy Schiff scrisse un libro sul processo di Salem analizzando i documenti giuridici e le fonti letterarie che sono stati testimoni dei giorni terribili della cittadina di Salem, colonia americana del Massachusetts, nel New England. A termine del processo, furono condannate alla morte per impiccagione 19 persone, un uomo venne schiacciato a morte poichè si rifiutò di testimoniare e 200 persone vennero accusate di praticare la stregoneria, per non parlare dei 150 individui che vennero imprigionati in quanto possibili sospetti.

Il pretesto per l’inizio della caccia alle streghe risale all’inverno fra il 1691 e il 1692 quando la figlia e la nipote del pastore Samuel Parris (Elizabeth “Betty” Parris ed Abigail Williams) iniziarono a manifestare dei comportamenti inusuali. Vennero interpellati dei medici ma nessuno riuscì a fornire una diagnosi soddisfacente, finchè uno di questi, chiamato William Griggs, non concluse che si poteva trattare di un caso di possessione diabolica. Non poteva quindi guarirle poichè il “malocchio” lanciato nei confronti delle due ragazze era opera di un crimine di una strega o di un mago ed era quindi di competenza delle autorità giudiziarie. Altre adolescenti iniziarono a comportarsi nello stesso mondo, oggi si ritiene che si trattasse di un caso di isteria collettiva dovuto alla situazione instabile nella quale versava la comunità. Le adolescenti iniziarono a fare dei nomi di presunte streghe che vennero condannate.

Dichiaro, che tra le molte donne che io condussi al rogo per presunta stregoneria, non ve ne era una sola della quale avrei potuto dire con sicurezza che fosse una strega. Trattate i superiori ecclesiastici, i giudici e me stesso, come quelle povere infelici, sottoponeteci agli stessi martiri e scoprirete in noi tutti dei maghi.

(Friedrich von Spee, confessore delle streghe condannate al rogo di Wurzburg, 1631)

Le streghe siamo noi

Durante i terribili eventi del 1692, i campi restarono non coltivati, i mulini non producevano più farina e i bovini, a causa della mancanza di cure, iniziarono a morire. Tutte le persone erano o in carcere o assistevano ai processi per puro piacere dello spettacolo. Bisogna considerare che il processo si svolse in un clima storico burrascoso, Salem era infatti sottoposto ai continui attacchi da parte di alcune tribù native, sconfitte nella Guerra di re Filippo, anche durante la terribile caccia alle streghe tra aprire e novembre del 1692. Nello stesso periodo la colonia era rimasta senza governo, in seguito alla ribellione del 1689. Sir William Phips, il nuovo governatore nominato dalla colonia inglese, arrivò solo nel 1692.

Su Salem e le sue streghe sono stati scritti moltissimi libri e girati molti film, ancora oggi suscita moltissima curiosità. Ai nostri occhi ci appare ancora impossibile di come l’ignoranza e la superstizione abbiano accecato gli uomini, portandoli a sospettare dei propri familiari o dei vicini di casa, condannandosi a vicenda, come se la vita fosse un gioco.

Le donne sono state a lungo vittime di questa crudele ricerca di espedienti per essere messe “in riga”. Barbara Ehrenreich, nel suo libro Le streghe siamo noi, scrive:

Le donne sono sempre state guaritrici. Sono state i primi medici e anatomisti della storia occidentale. Sapevano procurare gli aborti, fungere da infermiere e consigliere. Le donne sono state le prime farmaciste, che coltivavano le erbe medicinali e si scambiavano i segreti del loro uso. Erano esse le levatrici che andavano di casa in casa, di villaggio in villaggio. Per secoli le donne sono state medici senza laurea, escluse dai libri e dalla scienza ufficiale: apprendevano le loro conoscenze reciprocamente, trasmettendosi le loro esperienze da vicina a vicina, da madre a figlia. La gente del popolo le chiamava “le sagge”, le autorità streghe o ciarlatane. La medicina è parte della nostra eredità di donne, della nostra storia, è nostro patrimonio.

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