Il Superuovo

Che cosa hanno in comune il DDL Zan e Miss Italia? Scopriamolo insieme

Che cosa hanno in comune il DDL Zan e Miss Italia? Scopriamolo insieme

Il DDL Zan e Miss Italia, due mondi opposti legate da un triste destino in comune

in questi giorgina molto discutere la decisione presa dal vaticano di intromettersi negli affari dello Stato Italiano in materia di legge opponendosi al DDL Zan. Sarebbe infatti “immorale” approvare tale legge perchè “viola il concordato”. Ma non è la prima volta che succede una cosa simile: tra il 1953 e il 1954 sia la Dc che si oppose al concorso Miss Italia considerato immorale per i costumi dell’epoca.

Cos’è il DDL Zan

Il Ddl Zan è quel provvedimento che va ad aggiornare la  legge Mancino contro i reati di razzismo estendendo le pene anche a chi istiga alla violenza omofobica. Tra le varie novità troviamo anche l’istituzione della “Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia” per il 17 Maggio. Nel primo articolo troviamo anche specificato cosa si dovrebbe interne per “sesso” (biologico o anagrafico), “genere” (manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso), “orientamento sessuale” (l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi) ed “identità di genere” (l’identificazione percepita e manifestata di sè in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso). Una legge che il Vaticano non ha accolto bene perché rischia di sfociare in altri tipi di odio che coinvolgerebbero anche il cattolicesimo.

 

Miss Italia e la DC

Il concorso di Miss Italia è l’erede del concorsoconcorso di 5000 lire per un sorriso, nato nel 1939 da un’idea di Dino Villani per sponsorizzare una marca di dentifricio. Interrotto nel periodo della guerra riprende nel 1946 con il nome di Miss Italia. Il concorso gettava scandalo tra le fila dei cattolici conservatori e soprattutto perchè rompeva gli schemi moralisti e patriarcali sui quali si reggeva la società degli anni ’50. Tale successo non poteva lasciare indifferente la politica, dopo migliaia di polemiche, denunce e scandali, si arrivò infatti al 1954 quando venne presentato dell’onorevole Bortolo Galletto della Democrazia Cristiana il Disegno di legge n. 661 che recitava così: “Sono vietati i concorsi di bellezza e le manifestazioni del genere. Gli organizzatori e le concorrenti saranno puniti con la ammenda da lire 5.000 (cinquemila) a lire 50.000 (cinquantamila)”. Come potete capire è stato un tentativo vano visto che an cosa il concorso è attivo.

La polemica sul DDL Zan e la cronaca

Lo scontro sulDDL Zan è avvenuto su più fronti e non si accenna a placarsi la polemica. Ancora oggi assistiamo imperterriti ad atti di violenza sui persone che non sono considererete normali. Il TG5 delle 13 di oggi ha appena affermato che è avvenuto l’ennesimo suicidio di un ragazzo a causa del bullismo ricevuto solo perchè omosessuale e quindi “bullizzabile”. Questa legge dovrebbe servire per evitare cose di questo genere e non per creare polemica tra fazioni: in un paese democratico l’accettazione dell’altro deve essere alla base della convivenza civile tra tutti. Ancora l’iter deve essere approvato in Senato ma con i partiti di destra e il Vaticano contro si preannuncia ancora una lunga battaglia. Solo il tempo ci dirà chi la vincerà.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: