“Chanel n°5” rappresenta un’intramontabile icona: parzialmente la matematica ne spiega il successo

La fragranza “Chanel n°5” rappresenta un’istituzione nell’arte della creazione di profumi: questo successo potrebbe anche essere dovuto a funzioni lineari.

L’essere umano decifra gli odori attraverso un approccio molto simile al comportamento di una funzione lineare. Questo potrebbe parzialmente spiegare il grande successo del profumo “Chanel n°5”, fragranza composta dall’essenza di diversi fiori ed intramontabile icona nella moda.

“Chanel n°5” e l’intramontabile successo

Il profumo “Chanel n°5” è famoso in tutto il mondo. “Chanel n°5” è stato il primo profumo lanciato dalla couturier francese Gabrielle “Coco” Chanel nel 1921. La formula olfattiva della fragranza è stata composta dal chimico e profumiere franco-russo Ernest Beaux. Uno degli ingredienti fondamentali nella creazione del profumo fu l’introduzione dell’uso di aldeidi, compounds organici di carbonio ossigeno ed idrogeno, nella creazione della fragranza, una fragranza ormai senza tempo che fu definita dalla stessa Coco Chanel “una fragranza da donna, che sa di donna”. Beaux perfezionò quello che sarebbe diventato “Chanel n°5” per diversi mesi tra la fine dell’estate e l’autunno del 1920. Lavorò dalla base di rosa e gelsomino per ottenere un profumo pulito, ma audace, che ricordasse il polare freschezza che aveva sperimentato durante i suoi anni di guerra. “Chanel n°5″ deve la sua popolarità alla complessità delle note fiorate che lo contraddistinguono, tra cui il gelsomino, la rosa, la radice di Iris unita a dei muschi naturali, ma anche all’indistinguibile design del suo contenitore.

La matematica dietro alla creazione dei profumi

La matematica ci aiuta a creare il perfetto profumo. Sebbene l’arte della profumeria sia un’arte creativa che sembra in qualche modo entrare in conflitto con la disciplina e la perfezione matematica, questa convinzione si rivela sbagliata. In primo luogo l’azione di creazione di una fragranza richiede l’uso di matematica, nello specifico di percentuali e proporzioni per diluire correttamente gli ingredienti, tra agenti diluenti, masse e concentrazioni di specifiche sostanze. In secondo luogo richiede l’uso di capacità matematica per creare un profumo i cui ingredienti possano riflettere un prezzo competitivo sul mercato, che allo stato odierno è un ambiente estremamente competitivo. Per questo motivo, i profumieri devono assicurarsi che ogni creazione non solo abbia il miglior odore e altri attributi tecnici che sono in grado di fornire, ma deve anche essere presentata al giusto costo. È qui che un po’ di semplice aritmetica può essere estremamente utile.

La matematica dietro alla percezione degli odori

Sorprendentemente anche il modo in cui decifriamo gli odore è spiegabile con un concetto matematico. Gli odori arrivano in piccoli pacchetti, come mazzi di molecole, che vengono inalati. Le cellule ricettive all’interno del naso rispondono producendo una serie di impulsi elettrici, che vengono comunicati al bulbo olfattivo nel cervello, dove viene decodificato l’odore seguendo un processo lineare come il codice di morse, quindi lo schema dei picchi elettrici (corrispondente a diversi gruppi di molecole) si traduce in odori specifici. Ma significativamente, secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, quando l’odore si ripete nella stessa dose, lo schema rimane lo stesso. E quando l’odore varia di durata, la risposta elettrica dei neuroni cambia proporzionalmente. Ciò significa che la capacità umana di percepire diversi odori segue lo stesso andamento circa della classica funzione lineare x=y. 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.