Cesare Pavese e Frah Quintale ci raccontano cosa resta degli amori estivi

Cosa resta a settembre di un amore nato in estate? Rispondono Frah Quintale e Cesare Pavese.

L’artista Frah Quintale.

L’estate è quasi sempre la stagione della spensieratezza, delle occasioni e di nuovi incontri il cui esito è spesso incerto. Quanti amori fioriscono proprio nella bella stagione, scaldati dal sole e incorniciati dall’azzurro del cielo e dal blu del mare? E cosa succede una volta che la magia dell’estate si esaurisce, considerato che le emozioni seguono un andamento diverso delle stagioni? Alcuni amori mettono radici, e resistono anche mentre gli alberi cominciano a perdere le foglie. Di altri amori, invece, restano il ricordo di un bel viaggio e la bellezza delle emozioni provate.

Le “Due Ali” di Frah Quintale

Se quest’estate ti sei abbronzato probabilmente presto tornerai pallido. Se hai fatto un viaggio avrai qualche fotografia sul telefono che presto finirà in fondo alla galleria. Se invece ti sei innamorato sarà molto più difficile tornare alla normalità. L’amore in estate ti entra sotto la pelle ed è la cosa più complicata da levarsi di dosso a settembre.” Queste le parole di Frah Quintale sui social, al momento dell’annuncio del suo nuovo singolo “Due Ali“, estratto dall’album Banzai (Lato blu) pubblicato lo scorso giugno. Il brano racconta la bellezza dei momenti di spensieratezza che regala un amore appena nato, insieme allo stupore che desta la complicità: “come fai, come fai, come fai?
Tanti sono gli interrogativi che pone davanti una nuova conoscenza, a maggior ragione se avviene in una situazione estiva lontana dall’ordinaria quotidianità. Qual è la soluzione che sceglie Frah Quintale? Approfittare delle ali fornite dall’amore senza pensare a quando sarà il momento di atterrare dal volo.
Cosa ne so se dietro a quel sorriso hai le parole per farmi male o guarirmi il cuore? Cosa ne so se resterai con me dalla mattina fino alla sera, una vita intera? Quello che so è che dietro a quella schiena c’hai due ali per farmi volare lontano per un po’!”

La bella estate” di Cesare Pavese

Se è vero che ci sono estati che possono cambiare la vita, tra queste sono emblematiche senza dubbio quelle vissute nel periodo dell’adolescenza, in cui gli incontri che caratterizzano la bella stagione si rivelano vere e proprie strade verso la maturità individuale: è questo quello che succede alla protagonista del romanzo “La bella estate” di Cesare Pavese.
Quell’anno faceva tanto caldo che bisognava uscire ogni sera, e a Ginia pareva di non avere mai capito prima che cosa fosse l’estate, tanto era bello uscire ogni notte per passeggiare sotto i viali. Qualche volta pensava che quell’estate non sarebbe finita più, e insieme che bisognava far presto a godersela perché, cambiando la stagione, qualcosa doveva succedere.

La bella estate è il titolo di un volume pubblicato da Cesare Pavese nel 1949 e che contiene tre romanzi. Quello che dà il titolo all’opera è una storia d’amore breve e particolare, e alla fine di questa la protagonista si ritrova sola. Ha importanza? Sì, forse, non troppo: quell’amore, dopotutto, si rivelerà la chiave della propria crescita personale.

Sole, cuore, amore?

Un’estate può cambiare la vita per le innumerevoli occasioni che offre, è vero, ma perché c’entra sempre l’amore? Sarà che è quello, forse, il vero motore delle opportunità? La risposta, in questo caso, giunge a settembre, quando il sole si fa meno caldo e il mare più agitato. L’abbronzatura va via, come scrive Frah Quintale, l’amore di dosso quasi mai: anche il peggiore dei finali, in fondo, ci lascia una certa crescita, o una serie di ricordi che attestano la potenza e la bellezza delle emozioni che siamo in grado di provare. E allora, in fondo, l’amore ha forse bisogno di una stagione?

 

 

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