Cersei Lannister di “Game of Thrones” e la “Collaboration Horizontal”, scopriamo cosa hanno in comune

Vediamo un fatto storico che probabilmente ispirò il grande Martin per una scena del suo capolavoro “Game of Thrones”. 

Nella serie tv di cui parleremo oggi ricordiamo tutti la Camminata della Vergogna di Cersei Lannister; oggi andremo a vedere come si utilizzò una punizione molto simile dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

“Game of Thrones”, la Camminata della Vergogna

“Game of Thrones” (che in Italia conosciamo come “Il Trono di Spade”) è una serie americana di argomento fantastico che si pone l’obiettivo di creare una trasposizione (in serie tv) dei libri di George R. R. Martin. Oggi parleremo di un fatto particolare che troviamo all’interno dell’episodio 5 della stagione 10. In questo episodio vediamo Cersei Lannister doversi sottoporre alla Camminata della Vergogna (in inglese Walk of Shame); le vengono tagliati i capelli molto corti, poi viene portata in cima alle scale della piazza della Cittadella (che approfitta della suggestiva location di Dubrovnik, in Croazia) con soltanto una tunica grigia, in cima alle scale viene spogliata ed è costretta a camminare in mezzo a due ale di popolazione che le lanciano addosso cibo e oggetti. Cersei ebbe questa punizione per essere stata con un altro uomo al di fuori del matrimonio, quindi per aver tradito suo marito.

La scena è forte; per quanto Cersei è un personaggio guardato con molta ostilità dalla maggior parte degli spettatori, non possiamo fare a meno di rivalutare la sua figura. La vediamo lì, privata dei capelli lunghi che durante tutte le stagioni vediamo sempre curati e acconciati in pettinature sempre perfette; cammina nuda e quindi senza nessun riparo dagli occhi indiscreti del popolo che le lancia addosso oggetti per ferirla fisicamente e insulti per ferirla psicologicamente. Questo fatto riprende due punizioni nella storia, una che avviene nel Medioevo e una che avviene dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Nel XV secolo Jane Shore subì lo stesso destino, era un’amante del re Edoardo IV d’Inghilterra. Noi oggi però ci fermeremo ad analizzare l’altro momento storico in cui rivediamo la stessa brutalità inferta sulle donne per motivi simili.

La Collaboration Horizontale durante la Seconda Guerra Mondiale

Il termine Collaboration Horizontale viene dal francese e indica le donne che durante la Seconda Guerra Mondiale sono state “colpevoli” di aver ceduto alle attenzioni dei soldati tedeschi. Noi sappiamo che durante la Seconda Guerra Mondiale il collaborazionismo era molto diffuso, che si tratti di governi che si arrendevano ad Hitler o di capi d’industria che erano entusiasti di lavorare per l’invasore; un altro tipo di collaborazione però è proprio quello di cui parleremo oggi, quello delle donne che avevano relazioni con gli occupanti. Il fenomeno lo vediamo in Francia, dove queste donne senza un marito accanto (perché a causa della guerra doveva partire per combattere) iniziavano delle relazioni con i soldati tedeschi; era presente anche la prostituzione. Anche in Norvegia, in Danimarca e nelle Isole del Canale vediamo queste relazioni che diedero vita a 30.000 bambini in Norvegia, approssimativamente altrettanti in Danimarca e 900 nelle Isole del Canale; in alcuni Paesi queste relazioni erano ben viste anche dal popolo tedesco, perché questi popoli dell’Europa del Nord rappresentavano fisicamente l’ideale di “razza ariana” (pelle, occhi e capelli chiari).

Alla fine della Guerra però, come le altre forme di Collaborazionismo, anche la Collaboration Horizontale fu punita, adesso vediamo come.

La Collaboration Horizontale dopo la Seconda Guerra Mondiale

Purtroppo la punizione per la Collaboration Horizontale è stata molto simile a quello che vediamo per Cersei Lannister; le donne vengono rasate a zero, vestite in modo trasandato e fatte sfilare in mezzo ad una folla di persone che le guardavano. In Norvegia si pensò anche di non dare la cittadinanza ai bambini nati da madre norvegese e padre tedesco; lo studioso Istvan Deak ci dice che questi bambini “trascorsero praticamente la loro vita come non persone”. Per quanto riguarda queste donne sappiamo solo che dopo che i capelli crebbero nuovamente, loro poterono rientrare in società. Soprattutto è l’Europa Occidentale e Settentrionale a mettere in atto questa forma di punizione, non abbiamo riscontri nell’Europa Orientale.

Con questa forma di punizione vediamo anche qui queste donne esposte allo sguardo giudicante delle persone. Noi non abbiamo vissuto la guerra e non possiamo giudicare cosa era giusto e cosa non lo era, non sappiamo se queste donne iniziarono queste relazioni per loro volontà oppure no e non sappiamo le circostanze della nascita di alcuni di questi bambini. In guerra ognuno cercava di sopravvivere a modo proprio.

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