Il Superuovo

Facciamo bene a cercare sintomi su Internet? Cos’è la Cybercondria?

Facciamo bene a cercare sintomi su Internet? Cos’è la Cybercondria?

Che sia mal di schiena, raffreddore, tosse, mal di gola, problemi respiratori, mal di testa, mal di stomaco, gastrite, problemi digestivi, influenza, problemi intestinali o qualsiasi altro sintomo, non fa differenza. Sempre più persone – prima del consulto al proprio medico – corrono a digitare i loro sintomi su Google.

E’ giusto cercare sintomi online?

In realtà, Internet si propone come una potente fonte di informazione. La sua forza, non è soltanto l’arrivare a tutti quanti quelli che possano usufruire di una connessione ad internet, ma anche la semplicità della ricerca delle informazioni. Infatti, basta cercare una parola chiave, una frase, per poter attingere a moltissime informazioni inerenti ciò che stavamo cercando. Questa reperibilità ultra facilitata, se da un lato porta a farci trovare subito ciò che cerchiamo, dall’altro lato porta a farci conoscere bene solo ciò che reputiamo di voler sapere. Questo elemento, come avrai notato, già si presenta come una nota stonata. Per questa ragione, Internet può non presentarsi più come la manna dal cielo, per l’informazione.

Sebbene, l’analfabetismo funzionale e proliferazione di fake news, giochino un ruolo importante anche in questo caso, ho scelto di proporti l’argomento sotto un altro punto di vista. Avrai capito che, quindi, internet prende la forma dell’utilizzo che se ne fa.

Quanto cerchiamo online cure e diagnosi?

In Italia, 15 milioni di persone, cercano informazioni sul web per disturbi o sintomi. Nonostante, il medico di base resti la principale fonte di informazione (53,5%), seguito dal farmacista (32,2%), il web cresce sempre più in percentuali di consulto (28,4%). In questa percentuale di ricerca su web, il 17% dei cybernaviganti consulta siti web generici riguardanti la salute, solo il 6% consulta siti istituzionali, ed il 2,4% i social network.

I candidati di spicco, per le tentate diagnosi su web, sono i millennial. Tra i nati fra gli anni ’80 e il 2000, infatti, la percentuale di ricerche di cura o diagnosi, è del 36,9%.

Ora, come ti accennavo più in alto, c’è da dire che solo nello scorso anno, circa 9 milioni di italiani, hanno trovato sul web informazioni sbagliate. L’elemento aggiuntivo in questo caso qual è? E’ che, chi più spesso digita questo tipo di ricerche online, è anche ipocondriaco. Mix abbastanza letale, quello delle notizie sbagliate (o poco chiare) e dell’ipocondria. Mix che, può facilmente divenire, un’ottima ricetta per ansia ed allarmismo. Tant’è che, tra i primi risultati di ricerca – perciò i più cliccati – spesso ci saranno proprio i risultati contenenti informazioni più allarmanti.

Internet come causa dell’ipocondria: la Cybercondria

Se, per gli ipocondriaci, la tentazione di cercare diagnosi e cure online, è più forte, è anche vero però, che l’ipocondria può arrivare. Infatti, grazie ad internet, diventare ipocondriaco è divenuto molto più facile d’un tempo. Il trovare tutto e subito, corrispondentemente a risultati di ricerca spesso catastrofici, può incrementare ansia e paura anche nel soggetto inizialmente non ipocondriaco. Il fenomeno, è diventato talmente comune, da aver anche un proprio nome. La cybercondria, neologismo che unisce i termini cyber ed ipocondria, si riferisce a tutte le molteplici preoccupazioni che un utente – successivamente ad aver svolto ricerche sul suo stato di salute, o su quello d’una persona cara, online – avverte. E’ uno stato d’ansia, di forte preoccupazione, derivato da ciò che si è trovato online.

Aspetti preoccupanti della cybercondria, non sono soltanto questa forte ansia che ne deriva, ma anche i possibili ostacoli, che può rappresentare, per la diagnosi del medico. Infatti, una forte suggestione, può esagerare, eliminare o diminuire alcuni sintomi, a scapito di altri, rendendo così più complicato il vero lavoro di diagnosi ed anamnesi del medico.

Pregi, rischi e pericoli del web per la nostra salute

Come si diceva più in alto, il potere informativo della rete non è di per sé un male. Anche quanto alla nostra salute, potrebbe prestarci qualche utile informazione. Ciò che conta, è che internet non si sostituisca alla figura del medico o di un’altra figura professionale (farmacista, psicologo, fisioterapista ecc). Altro elemento importante, è non lasciarsi coinvolgere emotivamente da ciò che si legge – sfociando nella cybercondria, e di aspettare sempre e comunque il parere di un professionista prima di agire, ma anche prima di preoccuparsi. Ricordarsi che, è importante verificare la fonte dell’informazione, quindi valutare la sua attendibilità scientifica. Occhio poi ai pericoli celati nella vendita di farmaci e kit diagnostici online: acquista farmaci solo da portali di farmacie autorizzate, e non affidarti ai risultati di kit non autorizzati. In rete, purtroppo, sono presenti anche farmaci non controllati che potrebbero non garantire l’effetto promesso e contenere forti allergeni.

Evita, quindi, anche l’automedicazione deliberata, poiché tutti i farmaci possono avere effetti collaterali. Anche per i farmaci senza obbligo di ricetta, consulta il medico o il farmacista.

Serena Vitale

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