Centodiciannove anni fa Villa Borghese aprì al pubblico: addentriamoci nel cuore della “Grande Bellezza”.

Villa Borghese, gioiello dell’arte Italiana e Mondiale, apre al pubblico il dodici luglio 1903.

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Villa Borghese è un grande parco cittadino nella città di Roma che comprende sistemazioni a verde di diverso tipo, dal giardino all’italiana alle ampie aree di stile inglese.
È il quarto più grande parco pubblico a Roma, dopo la parte pubblica del Parco regionale dell’Appia antica, villa Doria Pamphilj e villa Ada. Ospita prestigiosi edifici neoclassici e ottocenteschi. La bellezza dei pittoreschi giardini, delle meravigliose fontane e le attrazioni del parco la rendono uno degli spazi verdi più attrattivi d’Europa.

La nascita di Villa Borghese

La realizzazione della Villa Pinciana fu avviata nel 1606 dal cardinale Scipione Caffarelli Borghese, nipote prediletto di Paolo V, con l’acquisto di numerose vigne limitrofe a quella che era, già dal 1580, una proprietà della famiglia, nell’attuale area di piazza di Siena.
Gli acquisti si susseguirono a ritmo sostenuto fino al 1609, occupando una vasta area lungo la via Pinciana e, parallelamente, iniziarono i lavori di costruzione del Casino Nobile e di armonizzazione e unificazione dei vari appezzamenti mediante la creazione di viali, la recinzione della proprietà e lo spianamento delle irregolarità del terreno.
La direzione di questa impresa fu affidata all’architetto Flaminio Ponzio e, alla sua morte, quando gli successe Giovanni Vasanzio, l’opera era già a buon punto.
Villa Borghese rimase per anni un luogo privato, proprietà della famiglia aristocratica che ne porta il nome. Solo successivamente, nel 1901, ci fu l’acquisizione della Villa da parte dello Stato Italiano per 3 milioni lire, che corrispondono agli attuali 10 milioni di euro.
Nel 1903 il parco fu ceduto al comune di Roma e aperto al pubblico. Lo stato mantenne, nell’atto di cessione, la proprietà del Casino Nobile e della ricca collezione artistica in esso contenuta, per trasformarlo in un pubblico Museo.

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L’importanza di Villa Borghese nel panorama Romano

Villa borghese si trova nel Municipio II di Roma, più precisamente nel quartiere Pinciano. La sua estensione totale è di circa 80 ettari. Il nome della villa deriva dalla prima residenza del Cardinal Scipione Borghese, il “Casino Nobile” fatto edificare all’inizio del ‘600 su progetto di Flaminio Ponzio e Giovanni Vasanzio.
Al suo interno contiene una delle più prestigiose raccolte di opere d’arte, ospitando i capolavori di artisti, quali: Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Bernini, Canova e Botticelli.
Villa Borghese ospita numerosi edifici storici: Il Casino del Graziano, il Casino Giustiniani, l’Uccelliera, la Meridiana con i giardini segreti.
Edifici neoclassici ed ottocenteschi come: il Casino dell’Orologio, la Fortezzuola e il Giardino del Lago, raggiungibile anche in tempi odierni con brevissimi escursioni in barca.
All’interno della Villa sono presenti inoltre numerose strutture per la diffusione culturale. Si ricorda principalmente: Il Casino di Raffaello (ludoteca per bambini) il Giardino Zoologico (convertito in Bioparco) il Globe Theatre (su modello dei teatri elisabettiani per programmazioni Shakespeariane). Il parco di Villa Borghese offre nel cuore della città di Roma un’occasione di arte immersa nella natura.
È tra le ville romane una delle più ricche testimonianze artistiche e paesaggistiche.
Per la sua concentrazione di musei e istituti culturali, si definisce anche “Parco dei Musei“.

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Galleria Borghese e la scelta delle opere di Scipione

Galleria Borghese, anche chiamata Casino Nobile, ospita al suo interno 20 sale, con più di 240 opere d’arte, principalmente orientate sul periodo 1500-1700.
È situata all’interno di Villa Borghese e tra il cielo di Roma, il verde della Villa e i capolavori dell’arte contenuti nella Galleria stessa, ospita un’occasione d’arte unica nel suo genere. Il cardinale Scipione Borghese, collezionista e amante dell’arte, tramite una ricerca mossa dalla curiosità, la ricerca della qualità e l’immancabile gusto, raccolse tutti i tesori straordinari di arte antica e moderna impossibili da reperire e ne fece una delle collezioni più belle e ricche a livello internazionale. Alla fine del Seicento i Borghese potevano contare su una raccolta di circa 800 dipinti e su una delle più celebrate collezioni di antichità a Roma. Fu proprio la raccolta archeologica a sollevare l’interesse di Napoleone Bonaparte, la cui sorella Paolina era andata in sposa al principe Camillo Borghese. In seguito alla vendita imposta dall’imperatore, le sculture, furono smontate dalla loro sede originaria e trasportate al Museo del Louvre, di cui oggi costituiscono uno dei nuclei fondamentali della collezione archeologica. Il significato originario che Scipione diede a questa collezione d’arte fu quello di poter godere delle bellezze della natura, e insieme delle bellezze dell’arte, offerte al godimento di chi ha occhi per guardare e un cuore per emozionarsi e stupirsi.

LA GALLERIA BORGHESE RACCONTA UN CAPOLAVORO: PAOLINA BORGHESE - Galleria Borghese

Le opere della Galleria da non perdere

La collezione di Galleria Borghese comprende opere di straordinaria bellezza, tra le quali, ricordiamo:

  •  La famosa scultura del Canova “Paolina Borghese come Venere Vittoriosa” (Sala 1, del Vaso).
  •  La statua di “David” di Gian Lorenzo Bernini e  “David con la testa di Golia” di Battistello Caracciolo (Sala 2, del Sole).
  •  La scultura di Gian Lorenzo Bernini “Apollo e Dafne” (Sala 3, di Apollo e Dafne).
  •  Il gruppo scultoreo del “Ratto di Proserpina“, di Gian Lorenzo Bernini (Sala 4, degli Imperatori).
  •  “Enea, Anchise e Ascanio“, opera giovanile di Gian Lorenzo Bernini, e “La Verità” dello stesso (Sala 6, di Enea, Anchise e Ascanio).
  •   Sei capolavori di Caravaggio, tra i quali: “Bacchino malato” e “David e la testa di Golia” (Sala 7, del Sileno).
  •  “Danae” del Correggio, il dipinto “Venere e Amore ladro di miele“, di Lucas Cranach il Vecchio. (Sala 10, del Sonno).
  •  “Compianto su Cristo morto” di Rubens (Sala 18, di Giove e Antiope).
  •   Il soffitto del XVIII secolo rappresenta gli amori di Eros e Psiche. La sala è dedicata ai maestri veneti del 1500: Giorgione, Tiziano con  “Amor sacro e Amor profano” (Sala 20, Amore e Psiche).

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