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Cenerentola: la fiaba riscritta da Giambattista Basile, da Charles Perrault e dai fratelli Grimm

Cenerentola: la fiaba riscritta da Giambattista Basile, da Charles Perrault e dai fratelli Grimm

Se diciamo fiaba, sicuramente Cenerentola sarà una delle prime a venirci in mente. Essa, da decenni, fa sognare bambine di tutto il mondo grazie ad amicizie speciali, un amore inaspettato e un pizzico di magia.

Un’immagine di Cenerentola e della fata madrina tratta dal film Disney (Google)

La fiaba di Cenerentola nasce anticamente ed è presente in tutto il mondo. Ecco alcune delle sue versioni.
Famosissima è la trasposizione della Disney datata 1950.

Illustrazione per la Cenerentola di Charles Perrault (Google)

Le origini di Cenerentola

Cenerentola, o Cenerella, è una fiaba popolare già citata dai Greci e ritenuta di origine egizia. Famosa in tutto il mondo, in occidente è diventata nota grazie a Giambattista Basile. Questa era scritta in napoletano e risulta antecedente rispetto alle versioni di Charles Perrault e dei fratelli Grimm, altri personaggi importantissimi nello scenario fiabesco.

La trama della fiaba

Cenerentola , a volte chiamata anche Cenerella, è una giovane e bellissima ragazza che perde la madre in giovane età. Il padre, rimasto vedovo, sposa una donna, vedova anch’essa e madre di due ragazze. Dopo la morte del padre di Cenerentola, le tre donne la schiavizzano facendole svolgere innumerevoli compiti. La matrigna e le sorellastre la odiano a tal punto da chiamarla Cenerentola a causa della cenere che si depositava sui suoi vestiti dopo aver spazzato il camino e pulito le pentole. La sorte della giovane viene drasticamente cambiata quando, venuta a sapere del ballo che si svolgerà alla corte del re, occasione in cui il principe potrà scegliere la promessa sposa, ella decide di parteciparvi nonostante i divieti delle tre megere. Grazie all’aiuto della “fata madrina”, Cenerentola avrà indosso un vestito bellissimo e riuscirà a recarsi in segreto al gran ballo, ma la fata le raccomanda di rientrare a casa entro la mezzanotte poiché a quell’ora l’incantesimo svanirà.
Al grande evento, Cenerentola si fa notare subito e balla con il principe per tutta la sera. Ignara del tempo trascorso, Cenerentola è costretta a fuggire quando sente i rintocchi della mezzanotte, ma nella fuga perde una scarpetta di cristallo. Il principe, raccolta la scarpa, proclama di sposare la ragazza a cui essa “calzerà a pennello”. Il giorno successivo, alcuni funzionari del regno si recano casa per casa in cerca della sconosciuta ragazza. Le sorellastre di Cenerentola tentano di imbrogliare e una della due si amputerà un piede per cercare di calzare la scarpetta, ma verrà scoperta a causa della perdita di sangue. Alla fine, Cenerentola riesce a provare la sua identità e a calzare perfettamente la scarpetta, assicurandosi così una vita sontuosa al palazzo del re.

Le versioni di Cenerentola: Giambattista Basile, Charles Perrault e i fratelli Grimm

La storia di Cenerentola compare in oltre 300 varianti. La versione più antica è quella egizi riportata alla luce da Carlo Eliano. Versioni della stessa vengono ritrovate addirittura in Cina raccontata da Tuan Ch’ing-Shi.
È da questa versione che viene presa la caratteristica dei piedi piccoli della protagonista, segno di nobiltà nella cultura cinese. È da qui che nasce l’aspettativa del principe di trovare una sola ragazza in tutto il regno capace di indossare la scarpetta. In altre versioni si parla invece di un anello o un bracciale.
In Italia la fiaba venne pubblicata da Giambattista Basile nel 1634 con il titolo “La gatta Cenerentola”. Diversa è la versione successiva di Charles Perrault, ripulita degli aspetti macabri narrati da Basile in modo che la storia potesse essere raccontata alla corte di Francia. Qui ad aiutare Cenerentola ci saranno dei topini e delle lucertole e le sorellastre verranno perdonate. L’ultima versione è quella dei fratelli Grimm del 1822 in cui la protagonista non ha la stessa regalità narrata da Perrault ma appare molto più “umana”, la scarpetta è d’oro e il finale diverso.

Nella versione dei fratelli il padre non muore e Cenerentola pianta un nocciolo che non è altro che la reincarnazione della madre e sarà proprio lei a fornire alla figlia gli abiti per il ballo (che durerà tre giorni) e saranno dei colombi a svelare a Cenerentola le intenzioni delle sorellastre. Infatti, nel tentativo di calzare la scarpetta, una si taglierà il tallone e l’altra le dita dei piedi. Le due verranno addirittura attaccate dai colombi durante il matrimonio tra Cenerentola e il principe. Nella tradizione orale tedesca, le due vengono obbligate a danzare in scarpe arroventate fino a cadere sfinite, proprio come succede alla regina di Biancaneve.

Ecco dunque che non appare fuori luogo definirla, più che una semplice fiaba, un mito.

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