Carte di credito: Nuova proposta di legge che cambierà il modo in cui compri online

Detrazioni fiscali, e bonus per l’utilizzo di metodi digitali di spesa a sfavore del contante, questo è il piano del governo per combattere l’evasione.

È del Presidente del consiglio Conte l’idea, che lui definisce come un “patto con gli onesti” di una politica fiscale che favorisca l’uso di carte di credito, bancomat e in generale l’utilizzo di metodi digitali di pagamento, al posto del denaro contante. Questa che di per sé, non è una novità sotto quasi nessun punto di vista, considerato che in gran parte dei paesi europei misure di questo genere sono in vigore oramai da anni, e anche in Italia, alcuni anni fa ci si era mossi in questa direzione, con il tanto contestato limite giornaliero di prelievo di 1000€ dai propri conti, sarebbe comunque un ottimo modo secondo il governo di modernizzare il nostro sistema di spesa, anche a livello quotidiano. Ma vediamo quali saranno i cambiamenti suggeriti dal Premier Conte.

 

L’idea nelle sue intenzioni

Durante la visita al Palazzo di Vetro a New York, sede delle Nazioni Unite, Conte ha rilasciato una lunga intervista, durante la quale spaziando su vari temi, tra la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, guerra civile in Libia, riscaldamento globale e molto altro, ha posto anche l’attenzione sulla politica interna del nostro paese parlando della prossima legge di bilancio.  «Ci faremo fautori di un intervento radicale nella manovra di Bilancio, è chiaro che dobbiamo pensare a diversi meccanismi di incentivazione della moneta elettronica, degli scontrini, dei pagamenti digitali e anche al carcere per i grandi evasori» – ha infatti dichiarato il presidente – «Mi sto convincendo che il problema centrale di tutto il nostro sistema economico sia l’evasione, se noi non riusciamo a ridurre l’evasione la crescita resterà soffocata». Tra i vari strumenti possibili per raggiungere tale scopo il Premier allude alla «possibilità di meccanismi premiali» per chi usa oltre un certo livello di spesa la carta di credito, annunciando che «esiste un tavolo di studio al momento per quali misure attuare, e alla fine fra qualche settimana dovremo scegliere le più adatte». Forse in un eccesso di orgoglio tipico della politica quando si annunciano nuove riforme Conte ha concluso: «Credo che adotteremo delle misure che cambieranno gli stili di vita degli italiani, in un modo che non ha mai avuto precedenti— nell’interesse di tutti, perché paghiamo tutti tanto — dopo aver fatto tutte le simulazioni, io chiedo un patto a tutti i cittadini onesti. Chiedo di accettare quella che potrà sembrare una misura nuova, che potrà sembrare qualcosa di innovativo. Chiedo di accettare questa sorpresa, perché il patto sarà che poi pagheremo tutti di meno».

 

L’idea nella realtà

Per quanto la proposta non sia esclusivamente diretta agli acquisti online è facile vedere come questi ne sarebbero positivamente influenzati a discapito magari di altre forme di shopping più tradizionali. Questo comunque sarà considerato, e molto probabilmente a questa riforma verrà accompagnata anche un qualche tipo di incentivo per i negozi fisici, all’implementazione di strumenti per riceve pagamenti via bancomat o carta di credito, che comunque anche se in forma limitata già esistono. Tutto questo agli occhi degli esperti, se ben implementato, creerebbe un sistema più dinamico per la creazione di nuove imprese e conseguentemente una nuova, forte concorrenza per tutte quelle che già esistono e faticano a modernizzarsi. Quindi magari, mentre il vecchio salumiere sotto casa potrebbe aver difficoltà a cambiare modello di business dopo decenni, un’impresa giovane con l’occhio già improntato per l’e-commerce troverà terreno fertile per crescere.

 

 

Le critiche

Stranamente le critiche sembrano ancora non arrivare, forse un po’ perché si tratta di un’intervista abbastanza recente, e forse un po’ perché per ora è appunto solo questo, un’intervista. Non è comunque difficile immaginare quale sarà il tono dell’opposizione dovesse questa proposta diventare realtà. Infatti per sua natura l’acquisto con mezzi digitali, apre a un bacino di utenza più grande tramite l’e-commerce, che in questo periodo si è affacciato a mercati inaccessibili in precedenza come quello delle consegne a domicilio di cibo o oggetti per la casa, ma crea anche un enorme concorrenza che è un bene per consumatori e produttori, ma non così tanto per i commercianti. Nel resto del mondo questo non è stato un problema in quanto ci si è velocemente abituati al cambiamento e le aziende hanno reagito con forza per evitare di rimanere indietro. Rimane da vendere come reagirà il tessuto economico italiano da sempre restio a ogni novità a questo probabile futuro cambiamento

 

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