Carlo Magno andava alle terme? Sì e amava anche gli animali

Ecco qualche curiosità che forse non conoscevi sull’imperatore dei romani

il monogramma di Carlo (Karolus)

Personaggio storico tra i più famosi, Carlo Magno è uno dei più importanti sovrani che siano mai vissuti: le sue gesta sono narrate dai libri di storia che si studiano a scuola, ma di sicuro questi non dicono proprio tutto su di lui.

andava alle terme

Ovviamente non stiamo parlando di un centro termale dei nostri giorni, ma Carlo Magno era veramente un assiduo frequentatore di questi posti. Il suo palazzo principale si trovava ad Aquisgrana, la capitale e non è un caso, perché nella zona circostante da tempi antichissimi dal terreno sgorgano calde fonti terapeutiche, circa 30 fonti sulfuree che contengono un’alta percentuale di minerali e microelementi. Ma perché Carlo aveva questa passione? In base a ciò che ci viene riportato da alcune fonti, sappiamo che, in primis, gli piaceva crogiolarsi nell’acqua calda (come fosse un turista insomma) e in secondo luogo con l’avanzare dell’età inizio a soffrire molto di artrite e reumatismi vari, dovuti certamente alle lunghe cavalcate, quindi le acque termali erano il luogo più adatto per curarsi. Proprio per questo appunto decise di far erigere la sua reggia di fianco a queste sorgenti e pare (ma questo non trova conferma in Eginardo) che anche dentro il palazzo ci fosse la sua sorgente personale. Oggi Aquisgrana (Aachen in tedesco) vanta, oltre alla Cattedrale da lui voluta, anche moltissimi centri termali pieni di statue che raffigurano il re carolingio.

la cattedrale di Aquisgrana, dove sono conservati i suoi resti

aveva un aspetto fisico inusuale

La biografia del sovrano redatta da Eginardo e le misurazioni sui suoi resti ossei sembrano confermare l’ipotesi degli storici: Carlo era un colosso per l’epoca, infatti quando l’altezza media era di circa 170 cm, il re ne misurava 192. Portava i capelli relativamente corti (Eginardo parla anche di capelli già bianchi in gioventù ma ancora molto folti) e dei baffi (più o meno lunghi a seconda delle raffigurazioni) e seguiva una dieta non proprio equilibrata (ricchissima di carne), anche se i medici di corte cercavano di convincerlo in tutti i modi per via della gotta che aveva nei suoi ultimi anni; comunque Carlo non rinunciò mai alla sua libertà alimentare e ne era inoltre molto geloso. La dieta probabilmente ne affrettò la morte, anche se visse comunque 70 anni circa. Era inoltre un gran bevitore e mangiatore, spesso adultero ed ebbe numerose concubine, in un regime poligamico che era abbastanza consueto tra i Franchi, sebbene fossero formalmente cristianizzati. Ma era anche socievole, affidabile, molto attaccato alla famiglia e, inaspettatamente, dotato anche di una buona dose di umorismo, come traspare da diverse fonti, che lo presentano come autoironico e sempre pronto allo scherzo ed è citato anche che Carlo Magno soffrisse di attacchi d’ira improvvisi. Insomma Carlo era sì il difensore della cristianità, ma era anche un uomo che si godeva la vita.

venne fatto santo

Oggi è difficile pensare che venga fatto santo un re che si sia macchiato dell’uccisione di tantissimi uomini, adulterio e che non fu sempre ortodosso, ma quelli erano altri tempi e soprattutto Carlo era l’imperatore dei romani, cioè che oltre ad essere imperatore era anche capo della cristianità, rappresentate di Dio in Terra, non c’era nessun motivo per cui non potesse essere santo. L’8 gennaio 1166 infatti venne canonizzato ad Aquisgrana dall’antipapa Pasquale III su ordine dell’imperatore Federico Barbarossa. Ci fu imbarazzo per questa canonizzazione in ambito cristiano a causa della vita privata non irreprensibile dell’imperatore, quindi il Concilio Lateranense III,  dichiarò nulli tutti gli atti compiuti dall’antipapa Pasquale III, compresa dunque la canonizzazione del franco. Nonostante ciò, papa Gregorio IX la riconfermò. Ad oggi il culto si tiene solo nella diocesi di Aquisgrana e ne è tollerata la celebrazione nel cantone svizzero dei Grigioni.

l’incoronazione del Natale dell’800, avvenuta la mattina e non alla sera come spesso riportato

era amante degli animali

Carlo amava gli animali e ne possedeva una gran quantità: oltre ai cavalli e ai buoi dell’esercito, i cani e i falchi per la caccia, aveva grossi felini, come ad esempio le pantere, cinghiali e orsi. Avere degli animali infatti significava ostentare potere, più animali esotici si possedeva più si era potenti e l’imperatore in questo non voleva essere secondo a nessuno. Il pezzo forte del suo serraglio era però un animale che in Europa era una vera rarità: il re di Baghdad gli donò infatti un elefante chiamato Abul Abbas. Gli elefanti erano praticamente sconosciuti agli europei, si ricordavano dagli studiosi quelli di Annibale nelle guerre puniche, ma erano più intesi come macchine da guerra che come animali veri e propri; per questo il pachiderma di Carlo era una vera attrazione. L’animale, così forte, elegante, nobile (in quanto dono di un re) che rispecchiava quindi le caratteristiche di un imperatore, conquistò subito il franco, che decise che Abul Abbas e tutto il suo zoo dovessero seguirlo in ogni suo spostamento. Così l’elefante lo seguì ovunque , creando non pochi problemi ai servitori ovviamente, fino alla sua morte, nell’810. Il decesso venne interpretato come segno di sventura e di imminente morte di Carlo, che spirò 4 anni dopo.

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