LIVIA DRUSILLA E REGINA MILLS CI MOSTRANO I VELENOSI RETROSCENA DEL POTERE

Donne e mogli. Questo sono Regina Mills e Livia Drusilla agli occhi di chi non sa guardare. Ma molto di più si cela dietro queste due donne vicine e distanti tra loro.

La Regina Cattiva (Lana Parrilla)

Sono passati dieci anni dalla messa in onda del primo episodio della serie tv “Once Upon a Time”, trasmessa dalla ABC nell’ottobre 2011. È stato chiaro fin dal primo episodio chi avrebbe tenuto le redini dell’intero show, confermandosi per ben sette stagioni come uno dei personaggi più amati. Stiamo parlando di Regina Mills, alias la Regina Cattiva. La sua figura rimanda abbastanza sorprendentemente ad un’altra donna, Livia Drusilla, moglie di Ottaviano Augusto. Le due donne sembrano non avere nulla in comune, ma non è così.

LIVIA DRUSILLA CLAUDIA

Livia Drusilla Claudia nacque a Roma nel 58 a.C. Andò in sposa giovanissima a Tiberio Claudio Nerone, uno dei congiurati di Cesare. Dopo la battaglia di Filippi del 42 a.C. entrò col marito nelle liste di proscrizione. Quando i congiurati furono perdonati, Livia tornò a Roma e nel 39 a.C. conobbe Ottaviano Augusto ad un ricevimento. Egli, pur essendo sposato e in procinto di diventare padre, decise immediatamente di divorziare e chiedere Livia in moglie. La donna, incinta di Druso e già madre di Tiberio, si ritrovò improvvisamente divorziata da Nerone. Il matrimonio, in realtà, fu un’abile mossa dell’imperatore di stringere rapporti con la Gens dei Claudii. I due rimasero sposati per oltre cinquant’anni, governando fianco a fianco con una complicità mai più vista negli imperatori futuri. Pur non avendo avuto prole, i due non si separarono, anzi, Augusto adottò formalmente i figli di Livia, facendo di Tiberio il suo successore. Tutto questo sembra idilliaco, ma il filtro perfetto della vita di coppia nasconde un risvolto decisamente sospetto. Pare infatti che Livia fosse solita agire alle spalle del marito per favoreggiare i suoi figli. Dopo la morte di Augusto nel 14 d.C. la donna si ritirò nella sua villa, godendosi i privilegi che Augusto le aveva donato e quelli che si era presa da sola. Livia morì a Roma nel 29 d.C. e fu divinizzata da Claudio. Tiberio, che paradossalmente aveva amato di più il suo patrigno Augusto, si rifiutò.

Statua di Livia

REGINA MILLS

La storia di Regina è decisamente più complessa di quella della regina Grimilde nel film Disney del 1937. Regina, nobile per via paterna, voleva solamente vivere felice al fianco del suo primo ragazzo, un umile stalliere della sua tenuta, ma sua madre, Cora, aveva in testa decisamente altri progetti. Un giorno, durante una lezione di equitazione, Regina salvò una piccola Biancaneve dal suo cavallo indomabile, portando così la bambina nella sua vita. Con lei arrivò anche il padre di Biancaneve, Leopold, niente di meno che il re. Per Cora era l’occasione giusta. Leopold, infatti, recentemente vedovo, era alla ricerca di una nuova consorte. Regina confessò a Biancaneve, con cui aveva stretto un dolce rapporto, di voler fuggire. La bambina non riuscì a resistere dal rivelare tutto a Cora, che soprese i due amanti in procinto di fuggire. Cora uccise il ragazzo di Regina, costringendola poi al matrimonio. Regina, in silenzio, accetta l’unione. Leopold non provava affetto per lei, rimpiangendo la moglie perduta, riversando ogni sua attenzione alla figlia. L’odio per Biancaneve deviò la mente di Regina, che si affidò ad un potente mago per imparare la magia e ottenere la sua vendetta. Un giorno, Regina avvelenò suo marito, giurò guerra alla figlia e le prese il trono. Mentre Biancaneve viveva da fuorilegge, Regina governò nel terrore, guadagnandosi la nomea di Regina Cattiva.

L’USO DEL VELENO

Livia e Regina hanno entrambe ottenuto il potere. Livia acquista una sua credibilità già prima della morte di Augusto, divenendo sua fedele consigliera, gestendo di per sé molti più affari di quelli concessi ad una donna in quell’epoca. Aveva i suoi clientes, una sua cerchia di liberti e si occupava degli affari del popolo, consigliando Augusto sulle sue decisioni. Caligola la definiva «Ulixes stolatus» cioè “Ulisse con la Stola” a causa della sua grande capacità di astuzia e inganno. Le fonti vogliono che la donna, molto subdolamente, favorì il figlio al trono facendo eliminare tutti i possibili contendenti. Dopo la morte del suo amico Agrippa, scelse i suoi figli, Marcello, Caio e Lucio come possibili eredi, ma questi morirono tutti in circostanze misteriose. Anche l’ultimo erede, Agrippa Postumo, fu ucciso da un centurione che di certo non passava lì per caso. Fatta piazza pulita, guarda caso, Tiberio divenne il prescelto. Ma pare che non Livia non si fosse limitata solo ad eliminare gli altri candidati al posto fisso. Cassio Dione riporta che Augusto, infatti, se ne andò serenamente nel 14 d.C., augurando alla moglie ogni bene. L’inconsapevole non sapeva che Livia lo aveva molto probabilmente avvelenato con i fiori di un albero di fico che cresceva nella loro casa. A quanto pare il risentimento per le liste di proscrizione prima, e averla strappata al primo marito poi , forse era più potente di cinquantun anni di matrimonio. Regina, analogamente, fece la stessa cosa. Senza lamentele sposò Leopold, si sobbarcò Biancaneve, pur odiandola, e si limitò per anni a fare la moglie, accompagnando il marito e standogli accanto e tramando alle sue spalle. L’occasione di rivalsa arrivò per lei quando Leopold tornò a casa con un Genio che aveva salvato sulla spiaggia. L’uomo, al primo sguardo, si innamorò di Regina, decidendo di fare qualsiasi cosa per liberarla dalla sua vita infelice. Regina lo manipolò a tal punto che il Genio le procurò, senza farsi troppe domande, due vipere di Agrabah, che la donna usò per avvelenare il marito. Leopold, l’altro inconsapevole, morì senza sospettare che sua moglie in una mano teneva un fazzoletto colmo di lacrime e nell’altra l’arma del delitto. Come regnante Regina è crudele, uccide senza necessità, eppure si dimostra abbastanza scaltra da gestire il regno da sola. Anche a Storybrooke, dopo il sortilegio, è l’unica in grado di gestire la città e i suoi guai anche sopra a Biancaneve, che, messa al comando, va in crisi. Dal veleno nacque il potere per entrambe, in modi diversi, ma per lo stesso fine. Entrambe hanno dimostrato di saper gestire un popolo, reale o presunto, bene tanto quanto i propri consorti, se non meglio. Come Regina fu l’ultima e unica regina della Foresta Incantata, Livia fu l’ultima e unica imperatrice di Roma.

 

 

 

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