Carl Brave e Franco126 come Monet e Renoir: ecco la loro chiave del successo

La parola indie non identifica un genere, ma comprende tutti quei cantanti che non sono associati a grosse case discografiche, le cosiddette major, e, evento quasi raro al giorno d’oggi, non sono stati lanciati da un talent show televisivo. In Italia, tuttavia, il termine è spesso associato a un vero e proprio genere musicale, anche se sempre legato alla produzione indipendente.

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L’indie italiano nasce intorno ai primi anni Duemila. Nel 2015 Calcutta, nome d’arte del cantautore di Latina Edoardo D’Erme, diventa uno degli artisti più amati dai giovani per il suo approccio scanzonato e senza filtri alla musica italiana creando così la rampa di lancio per questo genere, il resto è storia recente. Da qui in poi non andremo a conoscerne la storia, bensì scopriremo la chiave del successo di due esponenti del genere che sono riusciti a guadagnarsi una fetta di pubblico non indifferente. Per farlo però dobbiamo tornare indietro nella Francia di circa 150 anni fa.

L’arte dell’impressionare il pubblico

Nell’estate del 1869 due pittori lasciarono Parigi per dipingere in un piccolo paesino di montagna e, non potendo più sopportare le ferree regole imposte dalla cultura accademica dell’epoca, decisero di non porre più freni alla creatività dando così una svolta significativa alla storia dell’arte: Claude Monet e Pierre-Auguste Renoir, entrando così a far parte di una corrente artistica e non solo della quale il precursore è Édouarde Manet che prende il nome di Impressionismo.

Elemento imprescindibile della pittura impressionista è la pittura en plein air, un’espressione che tradotta letteralmente significa all’aria aperta, ed indica una pittura realizzata all’esterno dei tradizionali studi dei pittori, a contatto con la natura ed il mondo esterno. Scene realizzate senza alcun filtro, di getto, e dove, solo in seguito, l’artista nel proprio studio, avrebbe migliorato gli schizzi fatti in precedenza.

Claude Monet che dipinge nel suo giardino ad Argenteuil dipinto da Renoir

Tra le caratteristiche alla base dell’Impressionismo troviamo la negazione dell’importanza del soggetto, la centralità della pittura paesaggistica, supremazia del colore rispetto al disegno e la nuova, soggettiva, identità dell’artista, il quale non deve applicare un filtro alle sue emozioni e nasconderle, ma utilizzarle per realizzare i dipinti impressionisti. Non deve più dipingere la realtà così com’è, ma in base a come viene percepita dal suo occhio, in base alle sue impressioni. Ed è stato proprio questo il punto cardine che ha portato il pubblico, dapprima scettico, come d’altronde per ogni movimento d’avanguardia che si rispetti, ad impressionarsi, nell’accezione positiva del termine: coinvolgere dal punto di vista emotivo, colpire. Inoltre era fondamentale ricercare il massimo della luminosità con colori puri, evitando il nero e accostando colori complementari più luminosi.

Ma cosa c’entra tutto ciò con un genere semplice e spensierato come l’indie? La risposta è già presente nella domanda: la semplicità.

Dipingere la quotidianità

È banale chiedervelo, ma come è nata la cosa delle polaroid?
CB: I testi proseguono per immagini, ogni barra è una fotografia di un momento preciso, sono tante piccole foto. Dal momento che non avevamo nessuno che ci curasse le grafiche dei video ci è venuta in mente l’idea di farci scattare delle polaroid.

Ecco la chiave del successo di Carl Brave e Franco 126, ex duo musicale pop rap italiano formato a Roma da Carlo Luigi Coraggio e Federico Bertollini: la loro musica è un continuo lavoro di immagini e immaginazione. I due narrano, con un mood oscillante tra il romantico e il malinconico, le loro vite a Roma (per la precisione nel loro rione Trastevere) attraverso istantanee (polaroid) delle loro giornate tipo. Quello che fanno è mettere in musica scene di una quotidianità spiazzante, che offrono scorci di vita tipica romana. Come per gli impressionisti troviamo la negazione del soggetto, a partire dai titoli che non rispecchiano il contenuto della canzone ma solo un’impressione nel mezzo, sia il significato generale della canzone che solitamente non è ben ferrato, ma varia appunto tra argomenti di quotidianità quali l’amore e le strade di Roma senza cadere in un concetto ben stabilito. Un discorso simile si può fare per la supremazia del colore sul disegno, che in questo caso potrebbero essere intesi come la musicalità che prevale sulla schematicità del contenuto, inoltre le barre spensierate ricordano le sfumature di colore adottate dai pittori francesi.

Impressioni musicali…sommerse e riemerse

Altri esempi di impressionismo riguardano anche la storia della musica.

Il compositore francese Claude Debussy, nato nel 1862 a Saint-Germain-en-Laye, odiava essere definito impressionista, si definiva solo un musicista senza voler appartenere a nessuna corrente musicale. Eppure dalle sue composizioni volente o nolente è emerso nel corso degli anni sempre più tutto il suo lato impressionista:

  • procedere non per temi e sviluppi connessi da ragioni di continuità, ma per immagini sonore tra loro quasi dissociate;
  • trattare l’orchestra in gruppi solistici;
  • creare atmosfere sonore fissate attimo per attimo nella partitura.

Debussy realizza l’evocatività delle sue pagine sempre in maniera allusiva e discreta: sono immagini ectoplasmatiche che arrivano e vanno via portando con sé l’eco di un mondo sommerso, come La Cathédrale engloutie, tratto dal primo libro dei preludi per pianoforte.

Difficile a tratti impossibile non riconoscere tra le note di questo preludio gli attimi che caratterizzano la sommersione con la conseguente riemersione di una cattedrale. Ovviamente serve un po’ di fantasia, ma la bravura di Debussy sta proprio nel riuscire a rendere nel migliore dei modi l’atmosfera per riuscire a cogliere e provare a dipingere nella propria mente questi paesaggi musicali.

Anche in questo caso sarebbe una falsità negare le affinità tra le immagini sonore di Debussy e le fotografie tra le barre dei due rapper romani. Così come anche le affinità con le caratteristiche impressionistiche di Monet e Renoir, ed ultima ma non meno importante è la rappresentazione della realtà senza filtrare le sensazioni, come se tutto fosse una rapida e fuggevole impressione: ad esempio l’inizio della strofa di Solo Guai contenuta nell’album Polaroid.

“Starnutisco per un’allergia
Vino rosso sopra i vestiti che non va più via
E tu che mi dai contro, tanto è sempre colpa mia
Dici che non ci tengo, lo sai che è una fesseria
Birre come da copione, sigarette a colazione
In piazza una chitarra suona sempre la stessa canzone
Asfalto caldo brucia le mie suole
Mio padre mi racconta un’altra Roma, il bagno al Fontanone”

Gianmarco Marino

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