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Borat prende in giro l’America alle prese con elezioni, Covid-19 e crisi sociale

Il viaggio di Borat nell’America di oggi che si scontra con la realtà delle elezioni, del Covid-19 e del razzismo.

 

L’America di oggi descritta da Borat, interpretato da Sacha Baron Cohen, affrontata con la solita ironia ma che alla fine fa riflettere. Ci sono frecciata alla attuale amministrazione che vanno ad infuocare un clima già caldo.

 

America al voto

Tra quattro giorni in America si vota, nel clima più caldo possibile. Queste elezioni sono le più incerte, il candidato democratico Joe Biden sembra in vantaggio negli ultimi sondaggi ma l’attuale presidente sembra aver recuperato punti in alcuni stati chiave. I dati che colpiscono sono i moltissimi americani che hanno adottato l’early voting, ovvero la possibilità del voto anticipato. Questa possibilità ha scatenato polemiche perché secondo il presidente in carica potrebbe sfavorirlo per il mancato conteggio di voti che comporterebbe. Il secondo dato è il tasso di affluenza alle urne, ad oggi avrebbe già votato il 50% in più degli elettori delle precedenti elezioni (2016). L’argomento chiave di questa campagna elettorale è il Covid-19, gli Stati Uniti sono uno dei paesi più colpiti a livello mondiale. Secondo il New York Times il contagio continua a correre con una media di 75mila casi al giorno, una situazione molto critica. L’attuale presidente su questo tema ha adottato un atteggiamento discutibile, dall’iniziale negazionismo, è passato a dire che per guarire ci si doveva iniettare il disinfettante nel corpo. L’esito di queste elezioni è incerto, entrambi i candidati possono vincere.

La società americana di Borat

Sacha Baron Cohen torna a vestire i panni di Borat, giornalista kazako che va in America per compiere una missione. L’atmosfera che trova è molto diversa da quella del primo film. Il film mette a nudo tutte le contraddizioni dell’America e gli scheletri nell’armadio del presidente. Evidenzia il sessismo presente nel paese, le forti diseguaglianze nel paese, la visione della donna, l’influenza dei social, il sentimento di sconforto del paese. Il film itinerante è stato girato in gran segreto durante la pandemia, colpisce perché le reazioni delle persone sono vere e del tutto spontanee. Nel film si vedono gli esponenti dell’alta società, influencer e l’americano medio che si scontrano con la visione patriarcale e misogena del protagonista ma che è molto condivisa negli USA ancora oggi. Si scontra con i sostenitori di Trump negazionisti del virus e profondamente arrabbiati con la precedente amministrazione democratica. Si mostra l’americano medio per quello che è, un cittadino profondamente arrabbiato con i democratici, specie con Obama, un cittadino forse fuorviato dalle molte fake news che girano, un cittadino legato alla cultura delle armi.

L’amministrazione Trump

La cosa che ha fatto davvero scalpore è l’attacco frontale all’attuale amministrazione. Il film arriva a gamba tesa nel pieno delle fasi finali della campagna elettorale. Prende di mira tutto il cerchio magico del presidente, il suo vice Mike Pence, Rudy Giuliani figura di rilievo del conservatorismo americano e infine lo stesso presidente Donald Trump. Il film fa riemergere tutti gli scheletri dell’armadio del presidente, la sua presunta relazione con una pornostar, le due esternazioni sessiste, e gli arresti degli uomini più vicini a lui. Il film girato in segreto vede il protagonista arrivare al congresso del partito repubblicano vestito come un membro del Ku Klux Klan, rivangando il sentimento razzista di quella parte del paese. Ironizza anche sulla first lady, vista come la principessa cenerentola dipendente in tutto e per tutto da lui. Ha destato clamore la scena che ha visto coinvolto l’inconsapevole Rudy Giuliani che per poco consumava un atto sessuale con la figlia quindicenne di Borat che interpretava una finta giornalista. La scena condannata da una buona parte dell’opinione pubblica ha visto l’ignaro protagonista ricevere critiche da ogni parte che sono ricadute sulle campagna elettorale. Questo film non si sa se farà vincere o perdere le elezioni a Trump, ma sicuramente ha aggiunto tensione alla campagna elettorale. Il film si chiude con la frase provocatoria: ORA VOTATE.

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