BoJack Horseman, tra conatus essendi e volontà di potenza. Ritratto de “l’uomo del ressentiment” nietzschiano

Cavallo cinico, alla continua ricerca di successi che possano colmare un vuoto lasciato dall’inettitudine alla vita. Per quanto incapace cerca di cambiare se stesso e, “l’animale malato”,  è costretto a vivere come sospeso tra la sua identità in un continuo divenire.

Nel pensiero di Nietzsche e Spinoza come non mai, la vita stessa assume un ruolo fondamentale, non soltanto come spazio e tempo entro i quali poter cogliere un qualsiasi ente per poterne “filosofare” bensì la vita avente una propria potenza, scevra di qualsiasi intrinsecità finalistica e moraleggiante. Bojack Horseman, protagonista dell’omonima serie televisiva, sembra incarnare; ponendo al tempo stesso uno iato, “l’uomo del ressentiment” del quale Nietzsche ci offre una descrizione soprattutto in due testi: Al di là del bene e del male (1886) e Genealogia della morale (1887). La star della serie televisiva però, ponendo in questo modo il distacco, non sembra esser pervaso da quella malsana ed aberrante morale.

(Wikipedia)

Nietzsche e Spinoza: un passo entro la necessità del divenire.

Due autori che fanno della vita in quanto tale un perno fondamentale del proprio pensiero, essa è in continua espansione, un fiume in piena che non accenna ad arrestare il proprio flusso impetuoso.All”uomo non resta che cercare di amarla, comprendendo fino in fondo la necessità di qualsiasi evento, facendo come un passo di lato per porsi entro l’orizzonte della necessità. I due sentimenti che l’uomo contrappone per far valere la propria esistenza si esprimo nei due filosofi in termini di: conatus essendi e volontà di potenza. Il conatus spinoziano si staglia come uno sforzo d’essere, (conatus significa infatti tentativo, impresa, oltre che impulso e inclinazione), come se l’individuo avesse bisogno di interagire continuamente con ciò che lo circonda rinnovando e migliorando  se stesso, sforzarsi appunto di essere forzando la propria natura per potersi imporre e manifestare sicché la vita non deve avere un determinato scopo, mortificante e altro rispetto alla sua essenza, ma essa è puro divenire in continuo dialogo con l’uomo che vi si scontra e immerge per ri-generarsi.Il sentimento della volontà di potenza di Nitzesche si pone lo stesso obiettivo dello sforzo tratteggiato da Spinoza: bisogna perdersi, porre continuamente a rischio tutte le proprie certezze per imporre la propria volontà come potenza affermatrice di sé, come una disperata ed eccessiva risposta all’appello della vita. Per il filosofo tedesco bisogna dunque spogliarsi di   “[…] un attivo non voler tornare a liberarsi, un continuare ancora a volere ciò che si è voluto una volta”, tratto distintivo della morale dipinto all’interno della “Genealogia della morale”.

BoJack Horseman, Il disperato sforzo  di rinnovarsi.

L’epopea di una star della televisione arrivato alla fine della propria carriera, giunto all’orlo di un baratro oscuro e spaventoso. Riesce per anni a mantenere il proprio stile di vita grazie al successo derivatogli dalla serie “Horsin’ around” e, il suo grande sogno, “Secretariat” che gli vale quasi una candidatura agli Oscar, resa nulla però, a causa di diversi incidenti legati alle presentazioni. Nel momento in cui BoJack, che stava festeggiando per la presunta candidatura, viene a sapere dell’errore vede tutta la sua vita e i suoi sbagli gravargli sul capo come una spada di Damocle. Il protagonista della serie TV si rende conto dell’insensatezza della propria esistenza, passata in un perenne stordimento da alcool e droghe, comprende di non far altro che cercar di nascondere a se stesso l’inesorabile divenire della vita. BoJack cerca di liberarsi dalle sue malsane abitudini che non fanno altro che nascondergli la nefandezza della sua vita facendolo fuggire in uno stato di apparante calma che, però, lascia terra bruciata intorno a sé, cerca di ri-generarsi con il disperato sforzo spinoziano ed imporsi con la potenza nitzeschiana.

L’incapacità di dialogare con il mondo ed imporre la propria volontà.

Durante il corso della serie BoJack si rende conto di essere un inetto, incapace di vivere e di migliorare se stesso non nascondendosi più alla vita, cambia il proprio lavoro e la propria casa per aprirsi ad uno stile di vita più sano ed appagante, lasciando dietro di sé tutti gli errori che hanno distrutto la sua vita e carriera. Il neo-professore universitario BoJack però si rende conto di non poter sfuggire ad una vita d’alcol e di rimpianti, ad una vita logorante che con sé porta via e cancella qualsiasi rapporto egli abbia creato, ricade nella spirale delle dipendenze e del risentimento, del disprezzo e dell’odio verso l’umanità. Così il suo processo di rinnovamento e di rinascita cade miserabilmente, sprofonda in un’incapacità d’agire, come se la vita fruisse indifferente tra le nostre membra logore, arrecando danni ma tenendoci chiusi in uno stato d’acquiescentia, che richiama tranquillità, dunque, ma immobilità ed inettitudine. Tutti i suoi sforzi e i suoi miglioramenti risultano vani, cedono ad una fondamentale incapacità, il suo sforzo d’essere rimane un nodo alla gola che non si ha abbastanza voce per scogliere, la sua vita continua ad espandersi eccedendo le sue forme e risultando incontrollabile, rimane impantanato nel suo passato. Con questo personaggio ci rendiamo così conto che il bisogno di rinnovamento difeso da Spinoza, quel bisogno di continuo dialogo, necessita anche di una declinazione dal punto di vista sociale ed etico, in caso contrario la vita dell’uomo rischia di cadere nel nichilismo, aberrante ed insoddisfacente. Per Nietzsche c’è bisogno di spiriti forti, che siano in grado di affermare la vita ed imporsi, non su di essa, ma con essa nel suo continuo divenire.

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