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Body Shaming maschile: Jason Momoa e Sam Claflin hanno (purtroppo) qualcosa in comune

In un mondo dove le donne vengono criticate anche per un capello fuori posto, non dobbiamo dimenticarci del body shaming maschile. Non c’è molto da fare: le persone sanno essere perfide con entrambi i sessi

Il body shaming è una delle piaghe sociali di questo millennio. Sia donne che uomini ne soffrono anche se in modo diverso. Prendiamo in esempio due casi di body shaming molto singolari: Jason Momoa e Sam Claflin

Cos’è il body shaming?

Il body shaming è l’atto di criticare un’altra persona in base al suo aspetto fisico. Nel body shaming l’unica cosa che conta è l’aderenza ai canoni estetici di una specifica cultura. Non ha importanza quanto realistici o salutari siano questi canoni. Prendiamo in esempio Barbie. È lei la donna perfetta per eccellenza. È lei ad avere il corpo perfetto. Eppure, molti studi hanno confermato quanto sia impossibile vedere una vera Barbie in natura, probabilmente sarebbe più facile ritrovare un dodo in carne ed ossa. I vari canoni estetici infatti sono considerati normali ma soprattutto necessari per considerare una persona apprezzabile. Il body shaming viene spesso associato alle donne, eppure anche gli uomini, purtroppo, soffrono molto di questo fenomeno. In particolare, gli uomini sono spesso derisi per non avere un corpo abbastanza muscoloso. Negli ultimi anni due attori del cinema hanno parlato liberamente o sono stati vittima di body shaming: Sam Claflin e Jason Momoa

Il caso Jason Momoa

Luglio 2019. Jason Momoa viene paparazzato in costume da bagno mentre è in vacanza. Le foto circolano in rete. Twitter impazzisce. Infatti, secondo diversi utenti “Qualcuno dovrebbe ritornare in palestra”. L’attore di Aquaman è stato deriso per avere il classico “Fisico da Papà”. Poco importa se Jason ha mantenuto perfettamente delle spalle muscolose i suoi bicipiti, per il popolo di internet il petto del Re dei Sette Mari si è fatto troppo morbido. Ovviamente diversi fan si sono schierati in sua difesa, molti twitter ripetevano il concetto: “Se Jason Momoa sta veramente subendo body shaming allora io non mi toglierò mai più la maglia in pubblico”. Purtroppo, viviamo in un mondo in cui Khal Drogo viene considerato un “Fisico da papà”.

Il caso Sam Claflin

Sam Claflin ha parlato molto apertamente del body shaming all’interno del mondo del cinema. In un’intervista al Sidney Morning Herald, Sam ha raccontato la sua esperienza con il body shaming avvenuta principalmente durante un set cinematografico: “Mi ricordo che stavo lavorando e mi tolsero la maglietta. Afferrarono il grasso che avevo nel corpo dicendo che avrei dovuto perdere peso. Un’altra volta mi schiaffeggiarono. Mi sono sentito un pezzo di carne”. A causa di questi avvenimenti Sam ha avuto diversi problemi ad accettare il proprio corpo. “Non sto dicendo che sia anche solo lontanamente simile e grave rispetto a quello che vivono le donne, ma come attore, quando devo approcciarmi ad un nuovo lavoro, mi sento molto insicuro, specialmente quando devo togliermi i vestiti e sono nervoso. […] Sono arrivato al punto in cui passavo ore ed ore in palestra senza mangiare per raggiungere il peso che loro volevano che io raggiungessi”. Sam Claflin ha spiegato il body shaming da un punto di vista maschile, ma anche dal punto di vista di un professionista che lavora con il proprio corpo. “Gli uomini vivono questo fenomeno allo stesso modo. Beh, non proprio allo stesso modo, ma il punto è che non se ne parla mai”. Purtroppo, questa intervista ci ha ricordato quanto poco si parli della questione del body shaming maschile.

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