Bella bro, pronto per il dissing? Scopriamo il linguaggio ermetico nel rap italiano

Cosa vuol dire “ermetico”? Scopriamo come sopravvive la poetica inaccessibile dell’ermetismo, a distanza di novanta anni.

Ermetismo - Significato e riassunto del movimento letterario del Novecento

Prima dell’affermazione dell’ermetismo c’era già stata una poetica “oscura”? Certamente (vd trobar clus e simbolismo francese). Ed esiste ancora oggi un linguaggio ermetico? Certamente (vd burocratese e linguaggio giovanile). Facciamo un tuffo nella storia dei linguaggi oscuri, dai più antichi ai più moderni.

Un po’ di storia

L’ermetismo nasce nel 1936 quando il critico di stampo crociano Francesco Flora utilizza per la prima volta l’espressione “poesia ermetica” nell’omonimo saggio per riferirsi alla poetica oscura di quegli anni. Quindi l’accezione originaria era tutt’altro che positiva perché rimandava a una poesia volutamente difficile.

Nel 1934 Carlo Bo aveva pubblicato “Riconoscenza alla poesia”, l’atto di nascita dell’ermetismo e nel 1938 pubblicò “Letteratura come vita”, il vero e proprio manifesto dell’ermetismo.

L’ermetismo è avvicinamento al divino, l’attraversare una dimensione metafisica per arrivare all’assoluto ed è intriso di un non indifferente attaccamento religioso. I poeti ermetici usano un linguaggio musicale caratterizzato da sintassi nominale, uso di plurali indeterminati e attenzione al significato etimologico delle parole rare e preziose.

L’oscurità del linguaggio

Una delle caratteristiche peculiari dell’ermetismo è il cosiddetto “linguaggio oscuro”. Ma, di preciso, che cosa si intende per linguaggio oscuro?

Un tipo di linguaggio difficile da interpretare con allusioni criptiche, giri di parole, termini peregrini e sintassi sconnessa.

Anche gli esponenti del trobar clus (XI- XII secolo) erano degli esperti che poetavano in modo chiuso e complesso, facendo uso soprattutto di allegorie e parole rare.

I simbolisti francesi sono ugualmente interessati alla poesia “difficile” e la loro è una parola evocativa ed evocatrice, atta a volgere in verbo ciò che il poeta “veggente” sente o vede. Inoltre, utilizzano i cosiddetti simboli che sono ancora più enigmatici delle allegorie, perché – a differenza di queste ultime- possono far riferimento a molteplici realtà contemporaneamente, come accade per le famose corrispondenze baudelairiane.

Un altro linguaggio tipicamente oscuro è il “burocratese” anche se in questo caso l’incomprensibilità dei testi non deriva da simboli misteriosi, bensì dall’uso smodato di termini tecnici della lingua burocratica, spesso estranei all’individuo medio.

Infine, non possiamo non citare il linguaggio giovanile che con i suoi codici, sigle e abbreviazioni, termini gergali, mix di dialetti e prestiti dallo slang anglo-americano è certamente oscuro ai boomer, ma spesso anche ai giovanissimi.

Ed ecco che ci avviciniamo al mondo del rap, siamo davvero sicuri di capire tutte le parole o tutti i riferimenti dei testi?

Rap italiano 2010-2019: il decennio che ha cambiato la storia - Rapologia.it

Ermetismo & rap

I testi delle canzoni possono essere difficili da capire soprattutto se parlano di persone, cose o situazioni che non si conoscono proprio bene oppure lontane dal mondo degli ascoltatori. Inoltre, il linguaggio usato può fare davvero la differenza: gang, fam, dissing, bro, shakerare, fare after…

Molti termini sono prestiti (adattati o meno) dal rap americano… Quindi, il linguaggio potrebbe essere considerato “ermetico” perché effettivamente non si conosce il significato di queste parole, come ad esempio accade quando si legge un testo giuridico. Ma si tratta di un linguaggio solo superficialmente oscuro, difatti basterebbe sapere un po’ di slang americano per capirlo.

“Ermetico” non vuol dire soltanto usare parole difficili o misconosciute, ma soprattutto accavallare i piani del significato, mixare i livelli, arrivando a creare una rete di significati che è impossibile sbrogliare: ogni riferimento potrebbe essere “doppio”, non c’è un’interpretazione univoca, ogni parola sta per qualcos’altro, ogni rima contiene in sé un segreto indicibile o ambiguo, un mistero che possiamo intuire ma non spiegare. Anche riascoltando la canzone, pare che qualcosa ci sfugga sempre e comunque.

Ad esempio, i testi di Salmo sono complessi, pieni di riferimenti politici e sociali; anche la hit dell’ultimo anno si presta a una dubbia interpretazione (“Shakerando” di Rhove); e, ovviamente, non possiamo non citare Rancore il rap ermetico per eccellenza, come egli stesso ama definirsi. Le sue canzoni sono colme di significati, dense di immagini intricatamente sovrapposte, di pensieri accumulati e labirinti di parole che sfuggono a ogni tentativo di riduzione o sintesi, ricche di aloni inesauribili.

Molti rapper -proprio come i poeti ermetici- schiudono l’anima a qualcosa che va oltre e parlano dell’interiorità dell’uomo.

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