Ecco qual è stata la battaglia più breve della storia: la battaglia anglo-zanzibariana

Potrebbe sembrare una domanda di poco conto, ma qual è stata la battaglia più breve della storia?

Di William Frederick Mitchell - http://www.nmm.ac.uk/collections/prints/viewRepro.cfm?reproID=PU0320, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5350739

Nell’immaginario comune una battaglia ha i suoi tempi, che di solito vengono considerati abbastanza lunghi. Di certo, si parla di giorni e settimane, ma non è un dato che bisogna interpretare come assoluto. La battaglia più breve della storia, infatti, è durata meno che un giorno.

 

Quando è stata combattuta?

La guerra citata in titolo, quella anglo-zanzibariana, come si evince dall’etichetta che porta, trova coinvolte le forze del Regno Unito e del Sultanato di Zanzibar. Il Sultanato fu uno Stato indipendente per circa quarant’anni, dal 1856 al 1890, anno in cui divenne protettorato britannico – dove per protettorato si intende uno Stato o territorio controllato da uno Stato più forte, in questo caso dal Regno Unito – fino al 1963, circa.

Fu combattuta il 27 agosto 1896, ma le motivazioni che causarono scoppio della guerra, possono essere rintracciati anche nei giorni precedenti.

By Richard Dorsey Mohun (1865-1915) - from zh wp(删除该图像的所有修订版本) (当前) 23:13 2005年5月12日 . . Captmjc (Talk) . . 574x425 (94376字节), Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=662260

La morte del sultano

In assetti politici dove più forze sono coinvolte, determinate morti possono creare scompigli e rivalutazioni. Questo è proprio uno dei casi, visto che la causa scatenante di questa particolare guerra – per il suo essere circoscritta in un limite di tempo veramente molto breve – è la morte del Sultano, ma perché?

Ḥamad bin Thuwayni era, in quel periodo, il Sultano di Zanzibar, ma era anche di più: il suo orientamento, infatti, era filo-britannico. Il 25 agosto del 1896 Hamad bin Thuwayni morì e sarebbe dovuto salire al trono il sultano Khālid bin Barghash. Il cortocircuito di questa vicenda, sta proprio qui. Le autorità britanniche, in nome di un trattato che era stato firmato dieci anni prima, chiedevano un’autorità favorevole ai loro interessi o, quantomeno, questo era uno dei requisiti cruciali per ambire ad essere sultano.

I britannici, infatti, avrebbero preferito Ḥamūd bin Muḥammed, poiché favorevole ai loro interessi. Khalid non aveva ottenuto il consenso del console britannico e fu per questo invitato a ritirarsi, insieme alla sue truppe. Questi, però, decise di barricarsi all’interno del palazzo, dopo aver convocato la sua guardia personale.

L’ultimatum

I britannici non accolsero positivamente la mossa di Khalid, motivo per cui vennero mandati una serie di avvertimenti, affinché il “sultano” si ritirasse e lasciasse campo libero alla loro autorità. Nel frattempo avevano allestito una truppa contingente da cinque navi e poco più di mille uomini. Sebbene il sultano avesse molti più uomini dalla sua parte, questi non erano propriamente addestrati. Si trattava di civili, misti a schiavi e servi dell’harem, sebbene non mancassero dei veri e propri soldati.

Alle 09:02 venne bombardato il palazzo e venne affondato anche lo yatch del sultano insieme a delle imbarcazioni più piccole. La bandiera zanzibariana fu abbattuta e il fuoco cessò alle 09:38, per un totale di 38 minuti di combattimento e circa 500 uomini persi per il sultano, mentre solo un marinaio britannico rimase ferito.

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