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Balto: il cane eroe che ha aiutato l’uomo nella lotta contro la difterite

Balto: il cane eroe che ha aiutato l’uomo nella lotta contro la difterite

Il cane Balto è ben noto, grazie anche al film della Disney, per essere stato uno dei tanti cani da slitta che hanno permesso di inviare sieri antidifterite nelle zone più impervie.

Balto, il cane eroe ritratto dal film della Disney.

Il cane è venuto alla ribalta delle notizie quando ha guidato un team di cani da slitta nella corsa verso la città di Nome, trasportando con sé i sieri antidifterite, dalla città di Anchorage in Alaska, fino a Nenana in treno, per poi raggiungere Nome con la slitte.

Balto: straordinaria impresa di un cane eroe

Nel 1925 alcuni dottori americani sospettarono la comparsa di una epidemia di difterite nella città di Nome, soprattutto fra ragazzi giovani. L’unico siero che poteva salvare la situazione si trovava in stoccaggio nella città di Anchorage, in Alaska. Il motore dell’unico aereo che poteva trasportare rapidamente la medicina era ghiacciato e non poteva funzionare per il volo. Per tale motivo, considerando tutte le alternative, gli ufficiali decisero di impiegare dei cani da slitta per il trasporto. Il siero venne trasportato prima col treno e poi diverse persone a bordo delle slitte trainate dai cani trasportarono il siero fino alla città di Nome, affrontando tempeste glaciali di -31°C. Il 2 febbraio dello stesso anno, Gunnar Kaasen, un amico di Seppala, che guidava un altro team di cani alla cui testa c’era Balto, partì per una spedizione simile. Il team di cani riuscì a viaggiare rapidamente per le 25 miglia finali arrivando presto al mattino nella città di Nome per la somministrazione del siero: tutte le ampolle a destinazione erano intatte e pronte per l’uso, salvando migliaia di vite dal flagello della difterite.

Balto e Seppala.

Difterite: caratteristiche della patologia

La difterite è una malattia infettiva causata dal C. diphteriae con sintomi che iniziano 2-7 giorni dopo la prima infezione. Spesso si osserva febbre attorno ai 38°C, con tremore, sforzo fisico, mal di gola, difficoltà nella deglutizione e nella respirazione e linfoadenopatia generalizzata. Dopo 2-3 giorni, la difterite potrebbe distruggere i tessuti sani nel sistema respiratorio portando anche alla formazione di una pseudomembrana spesso in corrispondenza della gola e del naso. La trasmissione interumana della difterite spesso risulta essere associata alla presenza di droplets attraverso l’aria durante degli starnuti o la tosse. La infezione indiretta potrebbe verificarsi nel momento in cui il soggetto viene in contatto con una superficie o un oggetto infetto. La tossina difterica è una proteina fatta da due catene peptidiche, mantenute insieme da un legame disulfidico. Il frammento B permette l’ingresso della tossina nella cellula mentre il frammento A inibisce la sintesi di nuove proteine catalizzando la ribosilazione del fattore di allungamento EF-2, elemento fondamentale nella sintesi proteina delle nuove proteine.

Coltura di C. diphteriae al microscopio ottico dopo colorazione.

Diagnosi e profilassi immunitaria della difterite

Da un punto di vista laboratoriale, bisogna effettuare un isolamento del batterio in un terreno che differenzia i microbi in base alla colorazione di Gram dopo tampone nasale o faringeo. Successivamente, si effettuano test in viva su porcellini d’India sia in maniera sottocutanea che intracutanea, nonché test in vitro come il test di Elek, una PCR per valutare la presenza del gene tox, codificante per la tossina difterica e i saggi ELISA di immunoprecipitazione. Da un punto di vista clinico, invece, bisognerebbe aspettarsi un mal di gola intenso, una febbre solitamente al di sotto dei 39°C e la presenza di una pseudomembrana grigia, densa e aderente nella porzione posteriore del faringe. In alcuni casi, questa membrana potrebbe ricoprire interamente l’albero tracheobronchiale. Un vaccino antidifterite è efficace per la prevenzione e ne esistono diverse formule oggi in commercio. Tre o quattro dosi sono raccomandate negli USA, ma obbligatorie in Italia, assieme a tetano e pertosse. La protezione potrebbe essere valutata facilmente mediante la valutazione dei livelli di antitossina nel sangue. Solitamente, nelle chemioprofilassi si somministra eritromicina e benzilpenicillina.

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