Avviato il progetto per la tutela del Palio di Siena: rievochiamone l’importanza antropologica

Prosegue il progetto del Ministero della Cultura per la salvaguardia del Palio di Siena, patrimonio italiano.

Il progetto è stato promosso dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.

Il Patrimonio immateriale

L’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale è nato in collaborazione con il Comune di Siena, l’Università degli Studi di Siena e l’Archivio di Stato di Siena. Si tratta di un progetto indipendente da qualsiasi candidatura facente parte delle Liste Unesco. La professoressa Katia Ballacchino, docente di Antropologia Culturale dell’Università di Salerno è stata incaricata dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, grazie alla sua esperienza sull’etnografia dei contesti festivi e dei processi di patrimonializzazione. Ha potuto così condurre un’indagine etnografica finalizzata a documentare alcuni elementi del patrimonio culturale demoetnoantropologico, materiali e immateriali relativi al Palio di Siena e alle sue 17 Contrade. La vastità del patrimonio richiede certamente una selezione tematica accurate, condotta esclusivamente sulla base delle indicazioni dei membri del Comitato Scientifico e in accordo con essi. L’ obiettivo di questo progetto è infatti riconoscere la ricchezza contemporanea del Palio di Siena in un mondo che deve ambire a preservare le sue tradizioni. Appare quindi importante partire dal punto di vista dell’immaginario locale, superando la narrazione dei mass media e dei poteri egemonici,  riconoscendo agli attori locali l’importanza per valorizzarne il  patrimonio culturale immateriale nazionale.

Antropologia culturale

Le indagini dell’antropologia culturale hanno privilegiato le feste rionali e le tradizioni popolari, con in revival del folklore.  Vi sono due diverse tradizioni chi si combinano e si fondono in molte delle attuali rievocazioni, c0me ad esempio le feste storiche urbane, tra cui è doveroso citare il il palio di Siena e quelle certamente maggiormente fantasiose o inventate nel corso del Novecento. Si tratta spesso di creazioni del fascismo, ma anche nel dopoguerra le feste continuano a prosperare. Elementi ricorrenti di quelle che sono state definite come  feste storiche sono: la divisione della città in contrade o rioni, la disputa di un palio e  le sfilate in abiti storici. Forte è il richiamo a una tradizione popolare e alla storia dei propri antenati e la presenza di sbandieratori e tamburini, la partecipazione di massa ha recentemente coinvolto attori locali ma anche narratori come mass media e turisti.

Pratiche di revival

Nella tradizione nordeuropea e americana del reenactment si presta grande attenzione alla fedeltà della ricostruzione della cultura materiale e delle esperienze esistenziali. Con il primo termine si intendono spade e oggetti. Bandito è quindi l’uso delle moderne  tecnologie:  l’obiettivo  è quindi quello di rivivere  le  emozioni soggettive legate al freddo, alla fame, fino alla paura e alla violenza della battaglia.Tipiche sono le rievocazioni di battaglie celebri come quelle della Guerra Civile negli Usa. A differenza del modello municipale tipico italiano e toscano, in questo caso specifico non sono coinvolte le comunità locali, ma ampi gruppi di appassionati interessati a esperienze di coinvolgimento diretto nella vita del passato.

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