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Avere la supervelocità di Flash è possibile? In ogni caso non sarebbe sfruttabile

Correre alla velocità di un treno potrebbe essere utile, ma quando si arriva a quelle viste nei fumetti DC questo superpotere diventa quasi inutile.

La versione canonica di Flash è più veloce del tempo stesso. Può quindi fermare i proiettili.

I superpoteri sono estremamente presenti nella cultura pop. Dai fumetti e cinecomic Marvel e DC, alle grandi serie del grande e piccolo schermo, gran parte delle produzioni fantascientifiche o simili sono caratterizzate dalla presenza di personaggi capaci di azioni straordinarie. Questa volta ci addentriamo nel mondo che forse non li ha inventati, ma sicuramente li ha innalzati alla popolarità di oggi, ovvero proprio quello dei fumetti. Nello specifico, quelli della casa DC, provando ad analizzare le conseguenze di un’abilità importante quanto iconica come quella di Barry Allen (tra i tanti), aka Flash, e perché, oltre ovviamente ad essere letale, è impossibile da usare per un umano.

Problemi di accelerazione

Iniziamo dalle criticità più ovvie. Quando si parla di movimenti importanti come quello di muoversi a velocità relativistiche, bisogna tenere conto più che altro dell’accelerazione/decelerazione. Per capire bene questo concetto basta pensare a come fermiamo le cadute: di solito si cerca di atterrare su qualcosa di morbido, come un materasso, perché esso allunga il tempo di fermata, e dunque anche il tempo di decelerazione del nostro corpo. Questo riduce considerevolmente la quantità di energia che il nostro corpo deve sopportare, e ci permette di evitare ferite dall’impatto. Ecco, nel caso di Flash dobbiamo considerare lo stesso principio, ma al contrario. Per correre, deve partire da fermo, e poi accelerare. Il problema è che nelle tavole lo vediamo raggiungere le velocità di cui parliamo quasi istantaneamente, il che vuol dire che sta applicando sul suo corpo una accelerazione altissima. In termini di cifre, immaginando che egli voglia muoversi ad un decimo della velocità della luce (0.1 c), e che ci riesca in 0.1 secondi, si parla di 30 milioni di G. 30 milioni di volte quella della terra, e dal momento che il massimo di G sopportati da un umano sono circa 43, si può dire che senza un aiuto particolare (come la ‘Speed Force’ dei suoi fumetti) questa partenza sarebbe fatale. C’è anche da considerare il conseguente problema della forza che viene applicata sul corpo di Barry: usando l’eterna formula F=m*a, troviamo un valore di 2*10^10 N, praticamente equivalente a quello di un razzo in decollo, e più che sufficiente per spezzare all’istante le gambe del malcapitato atleta.

Flash è in grado di tirare un pugno alla velocità della luce che, in accordo con le leggi di relatività, ha massa infinita.

Problemi di ostacoli

Dal momento che nei fumetti tutto quello che abbiamo descritto sembra possibile, ipotizziamo che lo sia per davvero, e passiamo al prossimo problema: gli ostacoli. Quando si corre, si va inevitabilmente incontro ad ostacoli vari che rallentano il nostro moto, il primo dei quali è l’aria. A velocità normali, un oggetto in movimento si fa strada senza problemi tra le molecole d’aria, le quali lo evitano girandoci attorno. A grandi velocità, tuttavia, nello specifico partendo da MACH 2.2 (2.2 volte quella del suono), le molecole non fanno più in tempo a girare attorno al corpo, trovandosi intrappolate davanti, e accumulandosi. Questo causa un riscaldamento delle stesse dovuto alla pressione (si parla quindi di riscaldamento adiabatico), che è ciò che causa le fiamme che circondano i corpi in rientro nell’atmosfera, per esempio. Ora, ovviamente stiamo trattando velocità incredibilmente più alte di quelle di riferimento MACH, quindi l’effetto che ci dobbiamo aspettare è di proporzioni molto più distruttive di quello che succede alle capsule di rientro NASA. Tuttavia, gli ostacoli di cui ci dobbiamo veramente preoccupare sono quelli di piccole dimensioni contro i quali si va incontro correndo, come gli insetti. Infatti, sebbene normalmente l’impatto con un insetto in volo è quasi impercettibile, nella situazione di Flash sarebbe pericolosissimo. Ipotizzando un movimento come prima, a o.1 c, prendiamo come esempio una semplice mosca, dalla massa di circa 10 mg. Calcoliamone l’energia cinetica all’impatto, con la formula (m*v^2)/2, e dividiamo il tutto per la profondità dell’impatto stesso sul corpo di chi corre, stimandolo ad 1 cm per essere generosi. Otteniamo così la forza che la mosca applica sul corpo di Barry (o chi per lui): 4.5*10^11 N, applicati su una superficie minuscola. A quella velocità, la mosca diventa un proiettile.

Per molti fan DC la domanda “Chi è più veloce tra Superman e Flash” è una dichiarazione di guerra.

Problemi di percezione

Anche questo aspetto non sembra essere un problema per Flash, nelle sue storie, quindi arriviamo all’ultimo problema, quello che rende il superpotere in sé inutile. Senza troppi giri di parole, anche se il nostro corpo fosse capace di muoversi a velocità relativistiche, il nostro cervello non lo sarebbe. O meglio, non sarebbe capace di accorgersene. La nostra percezione non è abbastanza evoluta per registrare eventi di tale portata. Questo è il motivo per cui non riusciamo a vedere il movimento di un proiettile: semplicemente questo ci passa davanti senza che il nostro cervello possa elaborare le informazioni in tempo. Fino ad alcune velocità, l’immagine che riusciamo a percepire appare sfocata, ma oltre, nulla. Quindi, se volessimo muoverci ai 0.1 c di riferimento, la nostra visione apparirebbe confusa e indefinita, rendendoci incapaci di vedere dove stiamo andando. Questo principio è osservabile in natura: esiste una specie di coleottero, di nome Cicindela Hudsoni, capace di correre alla velocità di 9 km/h, il che li rende talmente veloci che subiscono le conseguenze di cui stiamo parlando. Per compensarne gli effetti, questi piccoli insetti sono costretti a fermarsi e ripartire a ritmi regolari quando si muovono, per evitare di andare a sbattere contro l’ambiente circostante. Questo, in generale, è l’effetto che avrebbe una corsa super veloce su un essere umano: sbattere contro cose, continuamente.

Sembra che Flash sia riuscito a risolvere anche questo problema. A quanto pare, la sua percezione è dell’ordine di un attosecondo (10^-18 s)

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