Aumento del consumo di eroina: scegliere di non scegliere la vita

Una recente statistica della Direzione centrale per i servizi antidroga della Polizia riportata dall’Ansa denuncia il grande ritorno dell’eroina sul mercato della droga. Nel 2017, rispetto all’anno precedente, è stata registrata un’impennata del 9,7%  di morti per overdose. Inoltre sono stati registrati incrementi del +27,95% nei sequestri di eroina, +117.76% in quelli di marijuana ed un +101,17% per le droghe sintetiche in polvere. 

Di fronte ai dati riportati dall’Ansa riguardo all’aumento di morti per overdose e l’incremento dei sequestri dei più svariati tipi di sostanze stupefacenti, il ministro per la Famiglia e Disabilità Lorenzo Fontana, con delega alle politiche antidroga, ha affermato che “i dati confermano la necessità della massima fermezza nelle azioni di prevenzione e contrasto alla droga, che verranno attuati d’intesa con il ministro degli Interni Matteo Salvini”. 

Mark Renton e Sick Boy, “Trainspotting”
Fonte: filmicmag.com

Ciò che spesso sfugge nell’affrontare il “problema droga” è il fatto che è prima di tutto un fattore culturale: l’approccio dovrebbe essere focalizzato sulle persone e sulle loro relazioni oltre che sui prodotti. Sfugge la componente del piacere causato dalle sostanze, del desiderio che spinge a consumarne, quel desiderio che è al contempo un dolore straziante ed un richiamo irresistibile. Ed ecco che entra in gioco Mark Renton ,il celebre protagonista del cult “Trainspotting” di Irvine Welsh che è stato in grado di rendere nel miglior modo questo aspetto; è una critica anarchica e nichilista alla società del consumo. L’eroina è il rifugio di tutti coloro che hanno deciso di non stare nel gioco del compro ergo sum, di tutti coloro che rifiutano di percorrere le linee guida della vita tracciate da altri per loro e che, anzichè cercare strade alternative, decidono di non cercarne affatto. Ecco perchè il problema della droga non è altro che il problema del nichilismo che ha fatto breccia nella nostra società e che, come un ospite inquietante, aleggia sopra le nostre teste. Umberto Galimberti ne “Il nichilismo tra i giovani, l’ospite inquietante” ce lo dice chiaramente citando Platone: “il desiderio è mancanza, è vuoto, da pensare come uno stato insaturabile che si svuota man mano che cerchiamo di riempirlo. Tossici e alcolizzati parlano greco antico e descrivono la loro incapcaitò di ‘contenere’ con immagini platoniche”. La politica del “just say no” risulta insufficiente per coloro che vanno alla ricerca di un piacere anestetico: il loro obiettivo non è quello di sentire di più, ma quello di non sentire più nulla. L’apatia è l’unico rimedio che trovano per partecipare il meno possibile alla vita che ha perso ogni margine di significato, l’unica risposta possibile al richiamo alla partecipazione sembra essere “no”. Citando Galimberti: “dove la vita non fa presa non c’è chimica nè comunità che tenga, c’è solo la voglia di non vivere”.

Ewan McGragor, interprete di Mark Ranton in “Trainspotting”
Fonte: Film4life

Di fronte all’annichilimento di sempre più giovani e alla ricerca del nulla da un lato con l’eroina, di amore dall’altro con l’ecstasy e di esaltazione da un’altro ancora attraverso la cocaina, come può intervenire la comunità con le sue istituzioni? Il proibizionismo duro e puro in stile americano per quanto riguarda gli alcolici è del tutto inadeguato ed inefficace poichè rende l’oggetto proibito ancora più desiderabile. La legalizzazione delle droghe più pesanti come l’eroina ovviamente non è auspicabile poichè, pur rispondendo al diritto di scelta di ognuno, andrebbe contro il principio base dello Stato che, tra le prime mansioni, ricopre quella di protezione dell’individuo, addirittura proteggendolo contro se stesso. Il discorso per quanto riguarda la legalizzazione delle droghe leggere potrebbe funzionare: il Portogallo è un esempio lampante di diminuzione di consumo dopo la legalizzazione a causa della perdita del fascino proibito della sostanza.

Una papabile soluzione potrebbe e dovrebbe essere trovata a monte tramite l’educazione: è stata creata una cultura dell’alcol, una cultura del tabacco, perchè non crearne una della droga facendole perdere il suo fattore tabù? L’ignoranza dei giovani sulla droga è pari alla sua diffusione e l’ignoranza non ha mai salvato nessuno. Solo attraverso un’informazione capillare ed approfondita il problema potrebbe essere arginato. Non si parla certo di uno sterile nozionismo riducibile al classico “la droga fa male”: bisognerebbe puntare ad un percorso di apprendimento che non dimentichi le emozioni, i desideri, le ambizioni spesso tarpate sul nascere dei più giovani. Si tratta di dimostrare che una via alternativa c’è sempre, che scegliere la vita non implica necessariamente diventare uomini e donne di mezza età disillusi, stanchi e pieni di rimpianti. I giovani devono amare la vita ed esserne attratti: il desiderio non deve essere ripudiato, ma solo canalizzato. La rabbia, la disillusione, la paura devono essere una spinta propulsiva per entrare nel mondo e stravolgerlo, non per chiudersi in se stessi e andare allo sfacelo con esso.

“Scegliete la vita”, quella vera. 

Maria Letizia Morotti