Andiamo a scoprire la storia vera dietro il videogioco Assassin’s Creed Mirage e analizziamo il suo contesto storico.

Tutti i videogiochi della linea Assassin’s Creed hanno diverse ambientazioni in diversi periodi storici; oggi andremo ad analizzare il contesto storico dell’ultimo di questi videogiochi: Assassin’s Creed Mirage. Vediamo la storia reale dietro questa rappresentazione.
Assassin’s Creed
Assassin’s Creed è una serie di videogiochi (tredici); il primo è stato rilasciato nel 2007. Questi videogiochi trattano di una setta di assassini che deve combattere contro l’ordine dei templari. Partiamo un attimo dall’antefatto per capire meglio tutto il gioco. Il protagonista è Desmond Miles, un ragazzo americano che un giorno viene rapito dall’azienda farmaceutica Abstergo Industries; scopriamo che Desmond è il figlio di un componente della confraternita degli assassini e invece il capo dell’azienda è un Gran Maestro della fazione avversa, i templari. La lotta tra assassini e templari va avanti da sempre; questi sono alla ricerca di un macchinario che avrebbe dovuto fare rivivere a chi lo avesse usato la vita dei propri antenati. Nel primo Assassin’s Creed il protagonista è Altaïr Ibn-La’Ahad, un assassino di Masyaf. Gli antagonisti del gioco sono nove e alcuni realmente esistiti. Il videogioco è ambientato nel 1191, durante la terza crociata, anche se le dinamiche di questa non sono mostrate. Gli assassini devono agire nell’ombra, non ferire innocenti e non fare niente che danneggi la propria confraternita. l’obiettivo è trovare la “mela dell’Eden”, un macchinario lasciato agli uomini da una civiltà precedente (composta da alcuni considerati dei). Effettivamente c’è stata una setta di assassini che combatteva il potere. Lo scopo dei templari non è la fede come nella realtà, ma conquistare il potere mondiale; quello degli assassini è mantenere la pace e la libertà.
Assassin’s creed Mirage
Assassin’s Creed Mirage è l’ultimo di questo gruppo di videogiochi, uscito nel 2023. Il personaggio principale è Basim Ibn Ishaq, un ladro che si unisce agli Occulti (antecedenti della Confraternita degli Assassini) per scappare dal proprio passato e per combattere l’Ordine degli Antichi (antecedenti dell’Ordine dei Templari). Basim viene addestrato da Roshan bint-La’ahad, sua mentore negli Occulti. Nel gioco Basim incontra e interagisce con figure storiche realmente esistite, come Ali ibn Muhammad (leader della Rivolta degli Zanj contro la schiavitù nel califfato abbaside) e i fratelli Banū Mūsā (un trio di studiosi e inventori). Nel videogioco incontriamo anche personaggi come il Califfo al-Mu’tazz, al-Jahiz, al-Farghani, Hunayn ibn Ishaq, Arib al-Ma’muniyya e Wasif al-Turki; fra poco andremo a presentare alcuni di questi nomi. L’Ordine degli Antichi è piuttosto presente nella società di Baghdad che viene mostrata, e fa ricorso ai problemi politici e sociali per avere sempre più influenza. I partecipanti di questo Ordine sono in ogni livello della società, dal più alto al più basso, per riuscire a raggiungere i propri obiettivi.
Contesto storico, la dinastia Abbaside
Ci troviamo nel IX secolo a Baghdad (nell’odierno Iraq), e al potere abbiamo la dinastia Abbaside. Facciamo un passo indietro per vedere come questa dinastia prende il califfato. Un uomo, Abû Muslim, inizia una propaganda in nome della “Gente della Famiglia”, senza specificare chi sarebbe arrivato al califfato in caso di una loro vittoria; questa generalità porta molti ad aderire alla propaganda di Abû Muslim. Il terreno privilegiato per questa campagna è il Khurasan, in cui le persone vogliono contrastare la politica ommiade (fino a quel momento al califfato abbiamo gli ommiadi). Abû Muslim nel 749 unifica sotto la sua autorità l’Iran ed entra a Kufa come trionfatore; successivamente dichiara qualcosa di piuttosto sconvolgente, perche dichiara di aver agito in nome degli Abbasidi (discendenti di uno zio del profeta Maometto di nome ʿAbbās). Lo shock fu soprattutto perché il popolo credeva che Abû Muslim combattesse per gli Alidi (discendenti della famiglia del profeta tramite sua figlia). Abû’ l-‘Abbâs (chiamato al-Saffâh, il sanguinario) sarà il primo califfo di questa dinastia; egli sposta la capitale da Damasco a Baghdad (più a Oriente, da dove essi venivano). Arriviamo al nostro videogioco; esso si svolge nel IX secolo, epoca importante per la storia del Medio Oriente e del mondo islamico. Siamo nella Baghdad del periodo abbaside, più precisamente durante l’Anarchia di Samarra (861-870 d.C.). In questo periodo abbiamo disordini politici e sociali nel califfato, ma nonostante questo è un’epoca importante per scienza, cultura e architettura. Ora illustriamo un paio di nomi ed eventi incontrati. La rivolta degli Zanj è la più importante delle tre rivolte degli schiavi neri africani in Iraq e in Khuzestan, tra 869 e 883 d.C. I fratelli Banū Mūsā furono tre fratelli matematici vissuti a Baghdad nel IX secolo. Il Califfo al-Mu’tazz fu un califfo Abbaside che regno dall’866 al 869 durante l’Anarchia di Samarra. Wasif al-Turki fu un comandante miliare turco, a lavoro sotto più califfi abbasidi.
Altre curiosità su questa cultura
Trattiamo un attimo qualche aspetto di questo mondo dal punto di vista religioso e culturale. Gli Abbasidi danno titoli importanti ai loro califfi per evidenziare che, oltre ad avere il potere politico, essi erano anche interpreti della volontà di Dio; queste stesse titolature erano già usate dagli sciiti per indicare i loro Imam. È doveroso sottolineare anche un aspetto importante di questo mondo culturale diverso dal nostro, soprattutto in quel periodo storico. Nel IX secolo in Europa ci troviamo nel Medioevo; qui invece assistiamo ad una grande vitalità e a qualcosa che effettivamente non riusciamo ad immaginare: la mobilità sociale. Analizziamo questo aspetto con uno dei personaggi nominati, Wasif al-Turki. Questo personaggio è stato uno schiavo turco che ha fatto carriera diventando un famoso comandante militare. Questa cosa in Europa non succede, se un uomo viene acquistato come schiavo non ha possibilità di scalare i gradini della piramide sociale. Il nostro “Medioevo” non è il “Medioevo” di tutto il mondo. In una zona geografica così vitale come questa, vediamo come gli schiavi possedessero una dignità e potessero diventare qualcuno di importante grazie alle proprie forze.