Aristotele e Nietzsche dibattono: storia e natura del principe Vegeta

Vegeta, personaggio che a molti è rimasto nel cuore. Da villain passa dalla parte del bene. Ma la domanda ora è: la nostra natura è stabile o può cambiare?

Vegeta, il principe Vegeta, è uno dei personaggi più amati dell’universo Dragon Ball. Apparso originariamente come malvagio, egli ha modo di cambiare atteggiamento e di combattere contro chi minacci la Terra. La sua natura è dunque malvagia o benevola? Come è potuta cambiare? Risponderemo a questa e ad altre domande qui di seguito.

Vegeta: il cattivo, il combattente, il padre

Alla sua prima apparizione, Vegeta è un combattente di razza Saiyan, giunto sulla terra per appropriarsi delle sette Sfere del Drago (oggetti dagli sconfinati poteri che se riunite permettono all’utilizzatore di esprimere un desiderio; da esse prende il nome prima il manga e poi il cartone animato). Senza dilungarci troppo sulle vicende ed i combattimenti che lo coinvolsero, parliamo del carattere di Vegeta: egli è un combattente di alto rango, figlio di Re Vegeta III, iniziato fin da piccolo al combattimento ed alla violenza. Dopo la sconfitta contro Goku e la sua morte sul pianeta Namek, Vegeta (fatto resuscitare con le Sfere del Drago) si ritrova sulla Terra e lì inizia la sua ‘trasformazione’. Egli incontra Bulma e nel giro di pochi anni Vegeta si adatta alla vita sulla Terra e ha anche un figlio da Bulma (nei più recenti sviluppi, Vegeta avrà anche una figlia ma ora non ci interessa). Egli non smetterà mai di allenarsi dato che vuole ad ogni costo superare il proprio rivale Goku. Il suo è un carattere fiero, arrogante, sicuro di sé, ma è anche schietto e riflessivo, resiliente e zelante nel suo obiettivo di divenire il combattente più forte dell’universo. La sua gioventù, passata fra uccisioni e depredazioni di pianeti, non è che un lontano ricordo a confronto della vita che conduce sulla Terra.
Questo personaggio dalle mille sfaccettature è colui che è cambiato di più assieme a Junior (e forse Gohan), ma domandiamoci allora: la sua natura è potuta cambiare perché questo è possibile o l’uomo non ha poi così radicata una natura piuttosto che un’altra?

Sulla natura dell’uomo: Aristotele versus Nietzsche

Partiamo da questo punto: ad Aristotele il personaggio di Vegeta non sarebbe piaciuto. Perché? Beh semplice, per Aristotele l’uomo si forma in un dato modo (in base all’educazione impartita ed agli esempi di vita che riceve) e ciò gli conferisce un habitus, vale a dire un modo di vivere, di percepire la realtà, di pensare e ragionare che non si può modificare. Definire ciò è fondamentale per lo Stagirita, dato che essere educati al Bene era un prerequisito fondamentale per poter sviluppare le virtù e non i vizi. Aristotele avrebbe percepito come fittizio questo ‘cambio di natura’ negli atteggiamenti di Vegeta, cosa che l’avrebbe portato a ritenere il comportamento di quest’ultimo come una mera parvenza che, ad ogni piè sospinto, rivela la natura malvagia del personaggio (infatti Majin Vegeta potrebbe essere l’esempio perfetto per Aristotele, dato che il mago Babidi ha scovato della malvagità nel cuore di Vegeta permettendogli di marchiarlo col malvagio simbolo del Majin). Il filosofo Nietzsche conosceva bene questa visione dell’uomo di Aristotele ma non per questo l’avrebbe certo accettata. Per Nietzsche ciò che soggiace agli uomini è la Volontà di Potenza, l’unica forza motrice dell’agire umano nelle sue mille sfaccettature. Nietzsche vedrebbe nel principe Vegeta l’incarnazione della sua Volontà, ritenendo la suddivisione fra bene e male una mera apparenza dato che non esistono fatti ma solo interpretazioni. Per lui il personaggio sarebbe pienamente coerente, dato che sin dall’inizio il chiaro intento di Vegeta era quello di diventare sempre più forte, si potrebbe dire al di là del bene e del male. Per Nietzsche la vita e la ‘trasformazione’ di Vegeta non sarebbero che espressioni della più essenziale Volontà di Potenza, radice della natura umana.

Beh che dire… Vegeta è sempre Vegeta

Al di là di ogni ragionevole dubbio e della finzione narrativa, Vegeta è sicuramente uno dei personaggi meglio riusciti di Dragon Ball, in grado di trasmettere tragicità, fierezza, potenza, scaltrezza e sì, che mostra entrambi i lati della forza, quella distruttiva, fine a sé stessa, e quella costruttiva, volta a proteggere chi gli sta a cuore. Aristotele e Nietzsche possono dibattere quanto vogliono sulla natura di Vegeta ma è innegabile che questo personaggio abbia dalla sua il supporto di milioni e milioni di fan, pronti a definirlo come il proprio personaggio preferito. Non necessariamente ciò che Vegeta ha fatto nell’anime è scusabile ma, hey, Dragon Ball è un cartone incentrato sul combattimento e sulle arti marziali e per questo violenza e sangue sono due correlati tutto sommato prevedibili e che restano confinati nella finzione televisiva. Vegeta combatte prima di tutto per se stesso, per essere il più forte, per superare il proprio rivale  Kakarot e per poter proteggere al meglio la propria famiglia, perché i fondo anche un ex cattivo ha dei cari a cui tiene, no?

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