Apple tramite i suoi fornitori, sta pensando di spostare la produzione di cellulari dalla Cina all’India e al Vietnam per motivi non solo economici.

Questa drastica scelta è stata influenzata dalla strategia Zero Covid intrapresa dalla Cina, oltre che dalle ultime dinamiche interrne che hanno spinto l’azienda californiana a guardarsi attorno.
La scelta di Apple
L’azienda di Cupertino sta pianificando lo spostamento di gran parte della sua produzione dalla Cina all’India, dove l’azienda californiana ha già in atto accordi per la produzione di alcuni prodotti. La strategia sembra valida alla luce dei problemi che negli ultimi mesi hanno intaccato l’economia cinese, riflettendosi inevitabilmente anche nella produzione degli iPhone. Apple con i suoi 90,1 miliardi di dollari di fatturato nell’ultimo trimestre è rimasta un’azienda leader nel suo settore. Foxconn è l’azienda taiwanese con cui Apple ha concordato la produzione degli iPhone. Apple tramite Foxconn produce circa l’85% degli iPhone nel mondo. Il problema principale di questa realtà è la strategia Covid zero voluta dal presidente Xi Jingping. Il lockdown imposto dalla Repubblica popolare cinese ai vari distretti cittadini ha riguardato anche l’area dove è compreso lo stabilimento della Foxconn, comportando la quarantena tutte le strutture al suo interno. Si tratta di uno stabilimento grandissimo, che ospita oltre 200mila operai. La messa in quarantena dell’area ha fatto sì che queste persone vivessero praticamente dentro la fabbrica, con condizioni di lavoro massacranti, scarsa igiene e paghe misere. La produzione è dunque rallentata, soprattuto in vista dell’appuntamento più importante dell’azienda, ovvero quello con ilmercato natalizio, che vedrà dilatarsi i tempi per la consegna.

Delocalizzazione?
In particolare si tratterebbe di spostarsi a sud dell’India, dove già Apple ha già alcuni fornitori che hanno iniziato a spostare la produzione dalla Cina verso l’India. Secondo il Wall Street Journal, Apple vorrebbe che circa il 40% dell’intera produzione globale degli iPhone si spostasse nel subcontinente indiano, il cui mercato, insieme a quello di Vietnam e Messico, è tra i più grandi del mondo. Si tratterebbe di un ulteriore vantaggio da aggiungere a quelli precedentemente enunciati. Parlando del Vietnam, Paese decisamente più piccolo sia della Cina che della stessa India, che possiede ugualmente un mercato forte. Gli stabilimenti vietnamiti ospiterebbero però più per la produzione di supporti e accessori che non la diretta produzione di iPhone, come Airpods, caricatori, laptop e Apple watch, mentre in India si produrrebbero cellulari e Macbook, diverisifcando così la produzione. Un’altra importante novità annunciata da Apple è la comunicazione che acquisterà soltanto microchip prodotti negli Stati Uniti. In realtà però Tmsc, l’azienda produttrice, non è del tutto americana, ma di proprietà della taiwanese Taiwan Semiconductor Manufacturing Company.

Il ripensamento del sistema economico medievale
Verso la fine del Duecento emergono segnali di esaurimento della fase storica di espansione iniziata con il nuovo millennio e il sistema economico medievale comincia a ripensare sè stesso col sapraggiungere della gande crisi del 300′. La partita doppia fu introdotta nel 1300 con l’obiettivo di agevolare la tenuta dei conti. Si tratta di un’innovazione poichè già esistente nel mondo arabo e bizantino. L’espansione del mercato del credito e la formazione dei sistemi bancari attenuarono le conseguenze negative della carenza di moneta. Il credito diventava una modalità diffusa di integrazione della circolazione monetaria: permetteva di avere denaro virtula e movimentava risorse che altrimenti sarebbero state ferme; presupponeva e produceva promesse scritte di pagamento, ovvero i titoli di credito che potevano svolgere funzioni simili a quelle della moneta, e che quindi immettevano nel sistema della liquidità anche se non coniata. Con queste innovazioni siamo a cavallo tra la fine dell’epoca di espansione economica e l’inizio della crisi, registrabile già dagli ultimi decenni del 300′. Il sistema dovrà inevitabilmentr ripensare sè stesso, generando nuove risposte. I sopravvissuti otterranno salari più elevati data la scarsità dell’offerta di lavoro, dovuta i prevalneza al calo demografico.