Il Superuovo

#Antropop: la singolarità sessuale dei Sambia

#Antropop: la singolarità sessuale dei Sambia

Ogni paese è caratterizzato da proprie particolarità.
“Paese che vai, usanza che trovi” narra il detto nostrano, e, almeno in questo caso, è proprio così. 
L’antropologia infatti ci rivela che ogni popolazione detiene un patrimonio culturale strettamente personale, questo è indice della particolarità delle culture, sia “indigene” che non.
Un esempio molto interessante è quello dei Sambia, popolazione della Papua Nuova Guinea.

SAMBIA
Un immagine ritraente alcuni Sambia.

Caratteristica di questa popolazione è la trascendentale credenza che ruota attorno alla figura femminile. I Sambia concepiscono le donne come “esseri impuri”.
Questa particolare credenza fa sì che, all’età di sei/sette anni, i bambini vengano separati dalle proprie famiglie e dalle proprie madri per cominciare a vivere con i maschi adulti delle loro comunità.

Tutto questo è fatto con uno scopo ben preciso, ovvero quello di assicurarsi che i bambini maschi riescano a diventare “uomini“, passando attraverso alcuni rituali d’iniziazione che coinvolgono il corpo e la mente del singolo individuo.
Perforazione della pelle, tagli sul corpo e scarificazioni sono solamente alcuni dei passaggi che deve affrontare un giovane Sambia per poter diventare “un vero uomo”.
L’obbiettivo di tutta questa sofferenza psico-fisica è quello di “eliminare” qualunque traccia di contaminazione legata al passato contatto con le donne.
Naturalmente, collegato alle pratiche di scarificazione, vi sono complesse credenze circa la rappresentazione dei propri corpi all’interno della società, ma di questo ne parleremo in un altro articolo dedicato circa la trattazione delle categorie di dividuo ed individuo.

Inoltre, al fine di conferire vigore e di migliorare la crescita, i piccoli Sambia sono tenuti a bere un particolare miscuglio contenente, tra le altre cose, anche il loro sperma.
Il liquido seminale viene infatti interpretato come elemento “sacro” carico di “spirito maschile“.

 

Questi ultimi vengono infine addestrati a sopportare il dolore attraverso dolorose pratiche.
Una di queste è l’inserimento di un bastone di canna all’interno delle narici. Tramite questa pratica ci si può assicurare che l’iniziato sia in grado di sopportare il dolore nella maniera in cui la società si aspetta che questo faccia.

Tutto ciò va valutato con un forte spirito critico, i Sambia sono una popolazione molto lontana da noi, sia culturalmente che geograficamente.
La morale di questi ultimi non coincide affatto con la nostra, e questo determina di conseguenza le azioni che compiono gli ultimi nei confronti della società in generale.

Grande è l’esempio di eterogeneità all’interno delle varie etnie sapiens, e difficile da comprendere è il messaggio che si impara stando a contatto con culture così lontane da noi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: