Antonio Franchini ed Emile Zola ci spiegano il rapporto tra letteratura e pornografia

La letteratura, percepita nella classicità come una dimensione fortemente elitaria e selettiva, nella Modernità urbano-borghese si è trasformata definitivamente: Franchini e Zola ci spiegano come.

Pornografia e letteratura, apparentemente, sembrano essere due mondi completamente differenti, sia per forma, sia per contenuto. In realtà, il legame che accomuna questi due ambiti è molto più forte ed evidente di quello che sembri.

Antonio Franchini tra “La distruzione” e “Cronaca della fine”

Antonio Franchini è un importante autore italiano contemporaneo, il quale oltre a ricoprire il ruolo di scrittore, si è occupato anche di editoria, rivolgendosi ad  una schiera di lettori ristretta, e con un parere della critica positivamente unanime. Franchini dunque, è scrittore ed editor, e tra le sue opere più importanti possiamo ricordare “Quando vi ucciderete, maestro?” in cui racconta di uno scrittore giapponese (Yukio Mishima), esperto di arti marziali il quale decise di praticare l’harakiri (suicidio dei samurai); “L’abusivo”, romanzo (edito Marislio) che racconta la storia di Giancarlo Siani il quale nel 1985 venne ucciso dalla Camorra.

Tuttavia, il libro che sicuramente destò più scalpore, è “Cronaca della fine” (edito Mondadori). Il romanzo racconta il caso editoriale de “La distruzione” di Dante Virgili, il cui romanzo è anomalo, poiché dichiaratamente filonazista. Il protagonista del romanzo di Virgili è un soggetto sgradevole, ex sottoufficiale delle SS, il cui unico sogno è un mondo votato alla violenza e alla sessualità sfrenata. Caratterizzato da da turbe erotiche di tipo feticitstico e masochistico, il soggetto del romanzo è un misogino uomo di mezz’età che concepisce le donne come oggetti da sottomettere con la violenza. La violenza che pervade questo romanzo va oltre, è una violenza iconoclasta, ed il sogno dell’eroe è distruggere il pianeta.

La pornografia e la letteratura

Franchini, all’interno di “Cronaca della fine”, opera che analizza lo scritto iconoclasta di Dante Virgili, ha individuato una metafora molto forte, che vede paragonare la letteratura alla pornografia. Nella società moderna, infatti, la letteratura ha iniziato un processo di “mercificazione” irreversibile. Tale processo trova, come fa notare Franchini, le sue motivazioni in alcune dinamiche sociali ed economiche che hanno portato la letteratura da elitaria, ad una dimensione più ampia e serializzata, dunque molto più legata all’economia. Franchini parla infatti della “prostituzione” della letteratura, ormai votata all’arricchimento.

In Cronaca della fine, Franchini analizza, le attitudini sado-masochiste di Virgili, accompagnate dalle dimensione pornografica in cui afferma che con l’opera di Virgili ha “compiuto un’ azione pornografica”, smembrando il testo e citandolo come voleva lui, dunque, violentandolo.

Inoltre, la pornografia emerge come simile alla letteratura, poiché nello spettacolo pornografico è presente l’illusione della realtà, ma proprio come la letteratura è tutto finto, vi sono attori che recitano una parte, in un ambiente artificiale con attorno persone e figure professionali che sono quelle che dettano i ritmi dello spettacolo. La pornografia, che rappresenta uno dei perni centrali, rappresenta anche una sorta di “filo rosso” che riconduce direttamente anche alla figura di Dante Virgili, cultore della pornografia. La pornografia, ovviamente, si intreccia anche con la dimensione della fisicità e di esuberanza esasperata.

Una voce fuori dal coro: Emile Zola

Emile Zola in “La letteratura e il denaro“, tratto da “Roman Experimental” (1880), tratta del rapporto che intercorre tra lo scrittore, la letteratura e l’età moderna. Sin dall’introduzione, egli fa emergere come, con l’avvento dell’età moderna e conseguentemente con l’avvento di una società che si basa su un impianto economico di tipo capitalistico, il denaro sia diventato un qualcosa che sminuisce e che impedisce alla letteratura di manifestare la sua vera natura.

Indubbiamente, con il mutamento della società da Antico Regime a Moderno-Borghese, anche lo spirito letterario (e la figura dello scrittore) cambia in modo definitivo. Zola afferma infatti che lo scrittore debba necessariamente approcciarsi alla letteratura nel rispetto dell’evoluzione sociale ed economica in cui scrive: l’autore non deve più percepire morbosamente la letteratura come “otium” classico, ma come un vero e proprio lavoro che porta dunque a un guadagno.

l’idea di pornografia in Emile Zola, non emerge propriamente nelle rappresentazioni sessuali e fisiche come nel caso di Franchini e Virgili, quanto più in una vera e propria prostituzione morale dell’ars letteraria, ormai votata solo ed esclusivamente al denaro.

 

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