Anniversario della battaglia di Lepanto: ricostruiamo il rapporto tra religione cristiana e islamica

Anniversario della battaglia di Lepanto: le maggiori potenze cristiane, riunite dal papa Pio V, riuscirono a sconfiggere i turchi. 

Si tratta di una delle battaglie navali più importanti che la storia ricordi. A fronteggiarsi sono la flotta dell’impero ottomano e quella delle maggiori potenze cristiane.

La battaglia di Lepanto

Le potenze cristiane si riunirono nella Lega Santa voluta da papa Pio V. Lo scontro rappresenta il tentativo da parte del mondo cristiano di arginare l’espansione turca.  La Lega Santa fu un alleanza costituitasi un anno prima tra lo Stato della Chiesa, la Spagna e le Repubblicane di Venezia e Genova contro la flotta turca. Avvenne il 7 ottobre 1571 nel Golfo di Corinto, vicino alla cittadina di Lepanto. Si tratta di una delle più grandi battaglie dell’epoca moderna combattute sulle galee, le famose imbarcazioni a remi. La battaglia vedrà la netta vittoria delle potenze cristiane. Il bilancio, in termini di perdita delle vite umane è stato però tragico per entrambe le fazioni. Si stimano circa duecentomila morti tra i turchi e ottantamila fra i cristiani. Ovviamente riguardo ai numeri non risulta sempre semplice ricostruire in maniera esatta e scientifica le perdite di ogni schieramento, ma senza ombra di dubbio possiamo avere una stima non troppo lontana dalla realtà.

L’espansione turca

A partire dal VII secolo con la rivoluzione islamica e l’indebolimento della Persia sasanide, i selgiuchidi si spostano verso ovest conquistando l’intera Anatolia e creando un regno autonomo . Nella stessa area geografica, relativamente ristretta, c’era stata nel 53 a.C la battaglia tra Crasso e l’impero dei Parti, che si svolse a Carre. Ci sarà poi nel 1514 un’altra battaglia di grandissima importanza, ovvero quella di Chaldran, tra turchi ottomani sunniti guidati da Selim I e turchi curdi sciiti da Ismai, che avevano conquistato il potere in Persia (Iran). Gli sciiti vengono respinti e lì si forma il confine tra il mondo iraniano e i popoli a ovest, tra impero ottomano e impero persiano. All’inizio del XIV secolo il regno guidato da Osman (Uthman), condottiero di rilevanti qualità e artefice di quell’irresistibile movimento di conquista che nell’arco di un secolo porta i turchi al dominio su quasi tutta l’Asia Minore, su buona parte della penisola balcanica, dell’Arabia e dell’Africa, con Burza prima capitale nel 1299.

Il dialogo interreligioso

Fin da sempre la storia è stata attraversata da conflitti tra diverse fedi religiose. Sempre molto frequenti sono state le rivalità tra le diverse confessioni, all’interno di una stessa fede religiosa. La rivalità tra cristianesimo e religione islamica è probabbilmente una delle pià affascinanti, comunemente approfondita soprattutto attraverso le Crociate, ma che in realtà nasconde al suo interno molto di più. I cristiani sono sempre stati più propensi alla conversione forzata e alla fede missionaria. All’interno dell’impero ottomano troviamo invece esempi di convivenza pacifica e interreligiosa, nell’ottica della millet. Oggi potremmo definire il dialogo interrreligioso come una sorta di confronto tra le diverse religioni del mondo, non escludendo nessuna minoranza, nel rispetto dell’alterità dell’interlocutore. Stando alle fonti ufficiali la Chiesa cattolica si è impegnata nella ricerca del dialogo tra popoli e religioni, in particolare a partire dalla Dichiarazione del Concilio Vaticano II Nostra Aetate, e attraverso l’incontro di preghiera per la pace di Assisi del 1986.

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