“Annamo a pijà er gelato”: la miglior citazione non detta da Jean Paul Sartre

Scopriamo insieme cosa accomuna il noto intellettuale Jean Paul Sartre e il fumettista Zerocalcare (spoiler allert: non una coscienza a forma di Armadillo).

“Annamo a pijà er gelato?” è la citazione più usata nel 2022, questo grazie alla notorietà che ha raggiunto Strappare lungo i Bordi di Zerocalcare. La filosofia trattata dal fumettista italiano parrebbe niente meno che la teoria dell’esistenzialismo già affrontata da Jean Paul Sartre nel suo famoso romanzo Nausée. Ripercorriamo insieme quelli che sono i diversi punti di lettura che collegano il giovane fumettista a uno dei più importanti intellettuali del secolo scorso.

JEAN-PAUL SARTRE

Dalla mente sopraffine, Jean-Paul Sartre è l’ideatore della corrente che prende il nome di Esistenzialismo: è una filosofia che mette al centro di tutto il senso di responsabilità umana e individuale con le proprie scelte; l’uomo ha libertà assoluta, ma quest’ultima comporta un senso di responsabilità che si dovrà coniugare in un impegno civile e sociale.

Sarà proprio per mantenere fede a questa sua teoria che nel 1964 rifiuterà il Premio Nobel per la letteratura, perché a suo avviso “nessun uomo merita di essere consacrato da vivo”; non solo, da lì a poco rifiuterà la cattedra nell’Académie Française, in quanto riteneva che tutti gli onori avrebbero alienato e addirittura inquinato la sua libertà, perché avrebbero fatto dello scrittore una istituzione.

LA NAUSEA DI SARTRE

Pubblicato nel 1938, la Nausea doveva inizialmente intitolarsi Melancholia, però l’editore Gallimar lo ritenne poco moderno, per questo lo sostituì con il titolo con cui ancora oggi viene riconosciuta l’opera.

Il romanzo si svolge a Bouville, luogo in cui Sartre ha realmente vissuto nel 1938, quando insegnava filosofia in un liceo normanno. In questa cittadina il noto intellettuale comprese a fondo che l’esistenza non va giustificata, semplicemente esiste. La Nausea risulta essere un diario dell’angoscia, un pensiero che si evolve rendendo il romanzo l’origine dell’esistenzialismo; è un diario in cui il protagonista, Antoine Roquetin, mostra la sua debolezza di voler tenere tutto sotto controllo. Durante la lettura si legge anche l’evoluzione del protagonista, il quale in una prima istanza si presenta “vuoto”, quasi come un inetto. Ma più si scorre nella lettura più si capisce che Antoine spesso soffre di nausea, una nausea che in realtà concerne nella metafora dell’esistenza. Perchè soffre di nausea? etimologicamente parlando ci si trova in uno stato di nausea quando si è troppo pieni di un qualcosa; Antoine Roquetin è troppo pieno di tutto, appare come una persona vuota, ma si scopre che la realtà è ben altra: è pieno a tal punto che la sua angoscia si è trasformato in nausea.

Roquetin scopre alla fine che semplicemente esiste, per questo abbandonerà la sua attività da auto-didatta nel ricostruire la biografia del Signor de Rollebon, suo unico senso per trovare una giustificazione all’esistenza.

STRAPPARE LUNGO I BORDI

Strappare lungo i bordi è una serie tv firmata Netflix, tratta dall’omonimo libro del fumettista Zerocalcare. La serie – composta da 6 puntate di varia durata – affronta numerosi temi: la contingenza della vita, il sentirsi persi e vuoti a causa della mancanza di certezze e di punti di riferimento.

Ma non ti rendi conto di quant’è bello? Che non ti porti il peso del mondo sulle spalle, che sei soltanto un filo d’erba in un prato? Non ti senti più leggero?

All’interno della serie Zerocalcare s ritrova vis à vis con la vita; grazie all’aiuto di Sarah e di Secco e soprattutto della sua coscienza, l’Armadillo, capisce che esiste e che non basta strappare lungo i bordi per vivere.

E allora noi andavamo lenti perché pensavamo che la vita funzionasse così, che bastava strappare lungo i bordi piano piano, seguire la linea tratteggiata di ciò a cui eravamo destinati e tutto avrebbe preso la forma che doveva avere

Così poi avvenne il folle gesto di Alice, la quale dopo aver perso i suoi sogni e costretta a ritornare ad abitare nel paesino in cui è cresciuta, qui si toglie la vita, oramai sovrastata dal peso della nausea che portava dentro.

Se la vita di Antoine Roquetin inizia alla fine del romanzo perché ha compreso che esiste, in Strappare lungo i bordi quella di Alice finisce per l’esatto motivo opposto.

 

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