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Animal Farm e Animals: Orwell e i Pink Floyd raccontano il potere e la soppressione

Animal Farm e Animals: Orwell e i Pink Floyd raccontano il potere e la soppressione

Non è raro veder dialogare forme d’arte o di scrittura diverse tra di loro. Questa volta ci occuperemo del collegamento tra “Animal Farm” di George Orwell e “Animals”, album dei Pink Floyd.  

La questione del potere e di chi lo dirige e -soprattutto- come, è uno dei maggiori motivi di esposizione politica o quantomeno, di presa di posizione. Si combatte idealmente contro il sistema e contro le cose, con la speranza che qualcosa cambi? Qui l’esempio, la denuncia, di due opere di un forte impatto sociale: “Animal Farm” di George Orwell Animals, uno degli album dei Pink Floyd. 

“Animal Farm”: una rappresentazione in chiave allegorica

Animal Farm” è una novella di George Orwell che gode di un’impostazione di tipo allegorico. Dal titolo si può evincere quella che è l’ambientazione, così come si può travisare lo stesso significato. Ciò che ci regala Orwell con le sue parole è la creazione di un mondo che riflette quello umano, ma in cui gli agenti sono gli animali. Questa fattoria, infatti, è popolata da animali che sognano e desiderano di potersi liberare dal giogo del loro padrone umano. In sostanza, fare fuori il potere che li attanaglia. Viene fuori un meccanismo di dominazione-sottomissione, di cui gli animali sono le vittime.

Il contesto in cui si sviluppa questo libro è quello inglese. Siamo tra il 1943-44 e il Regno Unito era alleato con l’Unione Sovietica contro la Germania Nazista. L’alleanza con l’Unione Sovietica disturbava molto Orwell, che da canto suo era un sindacalista.

RootOfAllLight, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
RootOfAllLight, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

La trama e i personaggi principali

Per capire quali sono gli effettivi collegamenti tra l’album quasi omonimo dei Pink Floyd bisogna concentrarsi sui vari personaggi e lo snodo della trama.

Stanchi della loro sottomissione e dell’atteggiamento dell’agricoltore, gli animali decidono di ribellarsi. Hanno funzione principale durante questo processo due maiali, Palladineve e Napoleone. Dopo essersi liberati del padrone istituiscono una “legge” propria, l’animalismo. Di questo adottano i sette comandamenti il più importante dei quali è: “Tutti gli animali sono uguali”.

In sintesi, più volte gli animali riescono a sopportare il ritorno degli umani e del padrone, uscendone sempre vincitori. Il problema sta nel cambio di direzione amministrativa/governativa che viene data alla fattoria. Palladineve viene accusato e messo da parte, mentre Napoleone conquista tutta la scena e il potere. Molte cose vengono stravolte: cambia l’inno; ne viene composto un altro come elogio a Napoleone e anche i sette principi vengono cambiati, riducendosi a uno. Adesso non tutti gli animali sono uguali perché “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. Il detto “Quattro gambe buono, due gambe cattivo” è rimpiazzato da “Quattro gambe buono, due gambe meglio”. 

Gli animali cambiano, somigliano sempre di più agli uomini, così come la fattoria, che ritorna allo stato “dittatoriale” precedente. Ormai i maiali camminano su due gambe, si atteggiano come gli uomini:  vestono bene, giocano a carte e bevono whisky. Sono diventati la loro copia, sia esteticamente che moralmente. Si arriverà al punto in cui gli animali non saranno distinguibili dagli uomini, nemmeno dai loro simili.

 

Animals dei Pink Floyd: quali temi sviluppa?

L’album è chiaramente ispirato all’opera di Orwell. Pubblicato nel 1977 riprende la tematica principale della novella che vedeva la società divisa in classi animali. Come in “Animal Farm” ci sono i maiali, i cani e le pecore. Ognuno di questi rappresenta un determinato tipo di uomo, che vive nella società in una determinata maniera. I maiali sono i politici, dispotici, senza mezze misure. Seguono i cani; arroganti e aggressivi sono i rappresentanti della legge e infine le pecore: la massa insana che non ha potere e che finisce per essere sottomessa, benché desideri ribellarsi. Fanno capo a questa idee i rispettivi brani che portano il nome degli animali in questione.

Una differenza è però tangibile: se il romanzo di Orwell come già detto si basava sullo stalinismo, qui c’è una virata. I Pink Floyd infatti, approfondiscono il capitalismo.

Ancora una volta la comunicazione tra le varie forme d’arte riesce a creare non solo riflessione, ma è anche un modo per riconfermare la validità di certe idee e impostazioni.

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