Ancora ancora ancora: le differenze tra l’amore del dolce stil novo e quello cantato oggi.

L’amore, una forza potente che governa la vita dell’uomo fin dalla notte dei tempi, un classico che attraversa i secoli: dallo stilnovismo italiano al modernismo ispano-americano in letteratura, fino ad arrivare all’intramontabile Mina, diamante prezioso del panorama musicale italiano. 

 

Si sa, la tematica amorosa è una delle più diffuse all’interno dei contesti artistico- letterari, anzi, azzarderei a dire che è la ‘Tematica’ con la ‘T’ maiuscola, che più di una volta ha costituito il vero e proprio motore da cui in seguito sono scaturite le celeberrime opere che ancora oggi studiamo ed ammiriamo. Ma il concetto di ‘amore’ non ha sempre avuto quella valenza passionale e istintiva cui noi siamo soliti pensare oggi, ma ha subito delle variazioni e delle trasformazioni in cui ha assunto tinte anche molto diverse tra loro nel corso dell storia. In questo articolo parleremo del sentimento dalla prospettiva stilnovistica italiana e modernista spagnola, arrivando alla magistrale lettura di Mina nella canzone ‘Ancora ancora ancora’

L’amore, un sentimento che nobilita l’animo umano

‘A cor gentile rempaira sempre amor’. È questo il titolo di un famoso componimento del poeta Guido Guinizzelli (1237-1276), che può essere considerato come il ‘manifesto’ della nuova tendenza letteraria del ‘Dolce Stil Novo’ fiorentino, a cui successivamente autori come Dante e Guido Cavalcanti faranno riferimento, prendendolo come modello per le loro opere. I temi che emergono nel testo sono i cardini del modello amoroso stilnovista, in cui il sentimento è letto in chiave religiosa, per cui l’amata viene vista come una ‘donna angelo’, una creatura divina che nobilita ed eleva l’animo di colui che se ne innamora. Se però, nel modello precedente proposto dall’amor cortese dei trovatori francesi, il valore angelico della donna risiedeva principalmente nella sua bellezza, che faceva si che fosse equiparata ad un angelo, pur rimanendo una figura terrena, l’innovazione stilnovista risiede nel’attribuire alla donna una valenza angelica di carattere anche religioso, riconoscendola a tutti gli effetti come una ‘creatura celeste’. Il tema spirituale è, quindi, uno dei principali punti cardine secondo questa visione dell’amore, in cui il sentimento non è un affare di passione, tormento e impulsività, come siamo soliti intendere noi oggi, ma è una questione di elevazione spirituale, in cui l’animo del poeta attraverso di esso viene ‘ingentilito’ e ‘raffinato’, con lo scopo di raggiungere la salvezza. Per capire meglio questo concetto, basti pensare alla figura di Beatrice che ci viene proposta da Dante all’interno della Commedia, in cui lei costituisce l’allegoria della ‘grazia divina’, che guiderà appunto il poeta nel processo di purificazione ed elevazione spirituale all’interno dell’aldilà.

 

Una questione per i nobili di cuore

Un altro aspetto altrettanto importante è quello del nesso esistente, secondo questa concezione, tra ‘l’amore’ e la ‘nobiltà dell’animo’, che ritroviamo nel sonetto di Dante intitolato ‘Amore e ‘l core gentile sono una cosa’ contenuto all’interno della ‘Vita Nuova’. Qui viene esplicitato un altro concetto, ovvero quello per cui solo colui che possiede un cuore nobile, gentile possa innamorarsi. Nel suo componimento, l’autore spiega proprio come sia la natura stessa a legare indissolubilmente questi due aspetti, visti come assolutamente interdipendenti: non può esistere una dimensione se non è direttamente proporzionale all’esistenza dell’altra.

Un altro concetto, è quello esplicitato dall’autore circa l’identità della figura in grado di risvegliare questo sentimento, definita come ‘saggia donna’. Attraverso questa dicitura, il poeta descrive le virtù che questa deve possedere e, in questo caso, si tratta della bellezza esteriore. Questa caratteristica, però non è, come per noi oggi, un affare puramente estetico, ma ha una valenza etica e morale, poiché in quell’epoca si usava pensare che l’aspetto fisico fosse collegato in maniera intima a doppio filo con le qualità dell’anima di una persona. Quindi era scontato l’automatismo per cui la dimensione estetica fosse un indicatore importante nel giudizio complessivo della donna, poiché era lo specchio della sua anima. Ovviamente la sensibilità della società odierna si è svincolata da questa associazione illogica, considerando questi due aspetti come indipendenti e a sé stanti. Oggi, nessuno si sognerebbe di valutare la dimensione etico-morale di una persona basandosi su  quello che è il suo aspetto fisico, invece in quel determinato contesto storico l’idea era questa. Ovviamente, ai nostri occhi, questi concetti paiono più vicini al mondo dell’assurdo e quasi del comico se associati all’idea riguardante la dimensione amorosa diffusa oggi nella società contemporanea, ma è interessante invece, secondo me, leggerli senza pregiudizi, allontanandoci dalla nostra concezione, totalmente diversa, per capire quanto la sensibilità e la percezione di questo aspetto sia mutato nel tempo.

Frutto della passione, sensualità ed erotismo

Arriviamo adesso ad una declinazione di questo sentimento molto distante da quelle di cui abbiamo parlato nei capitoli precedenti, un aspetto completamente differente che solo in epoca moderna ha iniziato ad essere trattato e considerato all’interno del panorama letterario-artistico, ovvero quello riguardante l’aspetto erotico, che appartiene ad una dimensione fisica, quasi istintiva, primordiale, legata a doppio filo con l’idea di passione e sensualità. Questa dimensione, ovviamente, ha sempre costituito, in ogni epoca, parte del vasto universo formato dai vari pianeti dell’amore, ma è solo da tempi relativamente recenti che ha smesso di essere considerata un elemento di ‘basso livello’, legato ad un’idea di immoralità per essere celebrato e trattato nei vari componimenti artistici di diversa natura.

Per quanto riguarda il panorama letterario, un esempio ci viene fornito dal movimento modernista, corrente sviluppatasi negli ultimi due decenni dell’ottocento e il primo decennio del novecento nei paesi americani di lingua spagnola, il cui massimo esponente fu il poeta nicaraguense Rubén Darío (1867-1916). In questo movimento di rivolta e innovazione poetica, uno dei temi principali è appunto quello dell’amore sensuale e dell’erotismo, che troviamo ad esempio nel testo poetico intitolato ‘Que el amor no admite cuerdas reflexiones’, tratto dall’opera ‘Prosas profanas y otros poemas’ (1896). Il componimento è un’evocazione dell’amore inteso come erotismo, passione, e quest’ultima viene rappresentata come estrema, combattiva, un elemento capace di incendiare tutto ciò che la circonda. Il parallelismo è quello di un’eruzione vulcanica, che non può in alcun modo essere soffocata, tanto meno attraverso l’utilizzo della forza di volontà, inutile ed inefficace.

Invece, nel panorama musicale italiano troviamo la canzone intitolata ‘Ancora ancora ancora’, scritta per la celeberrima Mina da Cristiano Malgioglio, che anche se attualmente è maggiormente conosciuto al pubblico per le sue apparizioni tv nel mondo dello spettacolo, è uno dei più prolifici autori di testi di canzoni della tradizione italiana.

In questo componimento l’aspetto che viene maggiormente sottolineato è quello riguardante la dimensione erotica e la passione fisica, carnale, poiché il tema è quello di una donna innamorata la quale, avendo perso il suo amante in seguito alla fine di una relazione, disperata brama di ancora il suo corpo, facendo chiare allusioni al valore della sessualità. Nel video musicale la cantante enfatizza questo aspetto, donandoci un’interpretazione del pezzo che si basa essenzialmente sul sul viso, giocando spesso con inquadrature in primo piano della sua bocca.

Questo avveniva nel 1978 e, per fare un raffronto di quanto la nostra percezione riguardo all’eros e alla sessualità in generale sia mutata, basti pensare che in quell’anno il video fu scelto come sigla finale della trasmissione televisiva ‘Mille e una luce’ e, subito dopo la seconda puntata, fu prontamente censurato, poiché considerato troppo allusivo e provocatorio.

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