Il Superuovo

Anche noi, come i novellatori del Decameron, sogniamo di trovare la nostra Isola delle Rose

Anche noi, come i novellatori del Decameron, sogniamo di trovare la nostra Isola delle Rose

A distanza di secoli, Boccaccio e Sydney Sibilia ci raccontano due tentativi di fuga dalla realtà.

(sugarpulp.it)

L’isola progettata e costruita da Giorgio Rosa e la lussuosa villa in campagna descritta da Boccaccio hanno qualcosa in comune: ospitano chi desidera rifugiarsi in un mondo libero e indipendente.

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose

Il film, disponibile su Netflix dallo scorso dicembre, nell’arco di pochissimo tempo si è guadagnato l’attenzione della critica cinematografica su scala europea. Il cast è d’eccezione: Elio Germano, Matilda De Angelis, Luca Zingaretti, Fabrizio Bentivoglio.
Tratto da una storia vera, nasce dal desiderio di riportare a galla l’utopica impresa risalente agli anni Sessanta di Giorgio Rosa. Quest’ultimo, ingegnere bolognese, nel 1958 decide infatti di costruire una grande piattaforma in acciaio in acque internazionali (oltre le sei miglia al largo di Rimini), con il desiderio di renderla isola indipendente, con la propria lingua, le proprie leggi e la propria moneta. Un gesto che sembra anticipare, tra il resto, le rivendicazioni di libertà ed emancipazione che troveranno piena affermazione nel Sessantotto. Nel maggio 1968, Giorgio Rosa e i suoi aiutanti organizzano il primo Consiglio dei ministri sull’isola, in cui si dividono le responsabilità del governo. Poco dopo avviene l’ufficializzazione, ovvero la vera e propria dichiarazione d’Indipendenza. Lo Stato italiano, però, infastidito da ciò che il gesto simboleggiava, nel giungo 1968 procede all’occupazione militare.
Ne L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, trattandosi quest’ultimo di un film e non di un documentario, la storia è stata ampiamente rivisitata e romanzata, ma mai stravolta: sia nello schermo che nella realtà, l’idea della costruzione dell’isola nasce dalla volontà di trovare un proprio equilibrio, svincolato da ogni norma sociale e convenzionale, in un luogo in cui ognuno possa sentirsi libero di essere se stesso. Si tratta, in poche parole, di un’assoluta manifestazione di libertà.

La vera Isola delle Rose (sanmarinortv.sm)

L’ambientazione boccaccesca

Boccaccio sceglie per la sua opera letteraria più celebre, il Decameron, una location fuori dal comune. Decide infatti di ambientare la narrazione in una sontuosa villa collocata sui colli che circondano la città di Firenze. Così scrive nell’Introduzione alla Prima Giornata dell’opera:

Era il detto luogo sopra una piccola montagnetta (…), in sul colmo della quale era un palagio con bello e gran cortile nel mezzo, e con logge e con sale e con camere, tutte ciascuna verso di sé bellissima e di liete dipinture ragguardevole e ornata, con pratelli da torno e con giardini maravigliosi.

Qui sette fanciulle e tre fanciulli fiorentini decidono di rifugiarsi dalle insidie della peste, diffusasi al tempo in tutta Italia. Trascorrono le giornate tra banchetti, balli, canti e novelle. Ogni giorno viene eletto dalla brigata un re, che sceglie l’argomento delle novelle del giorno. I temi sono i più disparati: dalla forza dell’amore alla corruzione del clero, dal valore della fortuna all’importanza dell’ingegno.
Certo è che il motivo di fuga di Giorgio Rosa e quello dei novellatori del Decameron non è lo stesso: il primo è mosso dal desiderio di dare vita al proprio sogno, i secondi da quello di fuggire alla peste che distruggeva l’Italia del tempo. Se il primo è un tentativo di materializzazione del proprio sogno, il secondo è più un tentativo di fuga in un mondo idilliaco, lontano dalle sciagure causate dell’epidemia.

I dieci narratori del Decameron (corriere.it)

Il nostro rifugio dalla peste

Tenendo in considerazione il periodo che stiamo vivendo, costruire un’isola al largo o fuggire in un’immaginaria villa di campagna sconnessa con il resto del mondo, attualmente distrutto dalla pandemia, sarebbe il sogno di tutti…che mai però si concretizza: non arrivano mai il giorno della fatidica partenza verso il mare a bordo di un battello colorato; e nemmeno quello del viaggio che porta noi e i nostri amici in una confortevole villa lontana dalle disgrazie che abbiamo attorno. Non ci resta quindi che starcene in casa, guardando il film che ci fa vivere ciò che ora non possiamo fare e leggendoci, perché no, qualche novella.

 

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