Come diceva Aristotele, “Zoon Politikon”, l’uomo è un’animale sociale, come gran parte degli organismi vivente che popolano il pianeta. Esistono quindi organismi sociali di tutti i generi, arrivando persino ad i batteri. Uno dei fenomeni che di più attrae, rimane pur sempre il comportamento altruistico di alcuni organismi. I biologi evoluzionisti infatti, hanno sempre cercato di comprendere il perché di questi comportamenti, che rendeva questi esseri, sfavoriti dal punto di vista evoluzionistico.

Altruismo ed Evoluzione secondo Hamilton

Uno tra più importanti evoluzionisti dello scorso secolo, William D. Hamilton, sviluppò una formula matematica in grado di correlare l’altruismo con l’evoluzione parentale: Secondo la regola di Hamilton, l’altruismo si evolve quando r × B > C, dove B è il beneficio per il ricevente, r è la relazione del ricevente con chi dona, e C è il costo per chi dona.

 

I Virus altruisti e virus “imbroglioni”

Uno dei modelli, che ha attirato l’attenzione degli evoluzionisti, risiede soprattutto nei virus, che tramite questa “interazione sociale”, sono in grado di modificare la propria morfologia ed evoluzione. A detta del biologo di Oxford, Stuart West, le potenzialità di interazioni sociali per i virus sono enormi, andando dalla cooperazione al conflitto.

 

In ordine di studiare il fenomeno, Rafael Sanjuan e I colleghi dell’università di Valencia, hanno portato avanti esperimenti per studiare la cooperazione ed il conflitto tra virus. Da ciò è risultato che la struttura spaziale di un’infezione virale – il modo in cui diversi gruppi di virus possono essere isolati in comparti separati dell’organismo infetto – ha un peso enorme per il suo sviluppo. In un sistema misto di virus, quelli altruisti possono essere, infatti, sfruttati da altri virus “approfittatori”. I primi però possono comunque, nel caso vi fossero altri compartimenti nell’organo infetto, isolarsi da questi “imbroglioni”.

 

 

Un esempio che esprime ciò è rappresentato dal VSV (virus della stomatite vescicolare), che possiede capacità immunosoppressoria: il virus non fa attivare il sistema immunitario, non facendo produrre gli interferoni, al costo di replicarsi più lentamente. L’imbroglione in tal caso approfittandosene, si insedia e si replica più velocemente, finendo per superare in numero l’altruista, e facendo scattare la risposta del sistema immunitario che travolge entrambi.

Virus della stomatite vescicolare

 

Socializzare per Evolvere

Dai risultati ottenuti da Sanjuan, pubblicati nell’articolo su “Nature Microbiology”, il virus altruistico non deve per forza sacrificarsi: esso può anche evolvere e proliferare rimanendo segregato. Le strutture e le barriere presenti nel corpo possono creare luoghi sicuri dove i virus che sopprimono l’interferone possono sopravvivere.

 

I risultati ottenuti dal genetista e dai collaboratori, mostravano tuttavia che i virus aggregati crescono più velocemente, e producono più progenie. Ciò dipendeva infatti dal tipo di cellula. In una cellula normale, essere aggregati permette di sopraffare la risposta immunitaria, portando all’evoluzione anche del virus imbroglione. A confermare questi risultati vi sono le parole del virologo Raul Andino, secondo il quale i virus cercano compagnia in modo tale da avere opportunità di successo maggiori, data la presenza di più infezioni simultanee. Ma in una fase successiva possono volere una riduzione della molteplicità di infezioni, per ridurre la possibilità di produzione di queste particelle difettive”, ha detto. “E’ una cosa che non comprendiamo appieno, ma è un problema davvero interessante” .

Mattia Antonio Sperandeo

 

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.