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Alexios e le Olimpiadi: la psicologia dello sport viene introdotta attraverso Assassin’s Creed Odyssey

Alexios e le Olimpiadi: la psicologia dello sport viene introdotta attraverso Assassin’s Creed Odyssey

Mente e corpo sono due entità interconnesse e non separabili, entrambe vengono raccontate attraverso il mondo dei videogiochi.

 

Gladiatore in Assassin’s Creed Odyssey
Fonte: Wallpaperflare.com

Le Olimpiadi sono il primo esempio di agonismo nella storia della psicologia dello sport. Il videogioco Assassin’s Creed Odyssey ne riporta parte della storia.

Le prime Olimpiadi: un viaggio nella città di Olimpia

Nell’ormai penultimo capitolo della saga di Assassin’s Creed, conosciamo la storia di Alexios e Kassandra, due fratelli vissuti durante la Guerra del Peloponneso, combattutasi tra Atene e Sparta.
A seconda della scelta fatta all’inizio del gioco, è possibile giocare nei panni o di uno o dell’altro personaggio.
In una delle missioni del gioco, Alexios dovrà accompagnare l’atleta di punta di Atene ad Olimpia, il quale avrebbe preso parte alle Olimpiadi.
Peccato che, una volta arrivati a destinazione, l’atleta va incontro alla sua morte nel giro di pochi minuti, cadendo in acqua e venendo sbranato dagli squali.
A quel punto, Alexios deve prendere il suo posto in una di quelle che sono le primissime Olimpiadi della storia.
Le stesse si sono celebrate ogni quattro anni nella città di Olimpia, nell’Elide, a partire dal 776 a.C.
Sono delle competizioni talmente importanti che, in occasione dei giochi, ogni sorta di conflitto si interrompe per tutta la durata dell’evento.
Questa tregua prende il nome di “tregua olimpica“.
Nell’antica Grecia, lo sport diventa sinonimo di gloria e vittoria, conferendo anche importanza dal punto di vista politico all’individuo che lo pratica.

Panorama su Sparta in Assassin’s Creed Odyssey
Fonte: wallpaperflare.com

Sport e psicologia: incongruenze con il videogioco

In Assassin’s Creed Odyssey, Alexios prende parte ai giochi quasi senza battere ciglio e, soprattutto, senza una preparazione atletica e mentale adeguata.
Fin dall’antichità, i filosofi riconoscono il fondamentale legame tra mente e corpo.
Con gli anni, questo si è tradotto nella nascita di una disciplina chiamata “psicologia dello sport”, la quale riconosce l’importanza di una molteplicità di fattori che entrano in gioco nel momento in cui un atleta deve essere preparato per una competizione.
Alexios lavorava come misthios, ossia come mercenario, ma ciò non sarebbe stato sufficiente nella realtà per prepararlo ai giochi.
Nonostante Alexios fosse fisicamente prestante, probabilmente non gli sarebbe stato possibile vincere le Olimpiadi senza allenarsi nemmeno il minimo indispensabile.
Oggi sappiamo che molti atleti, soprattutto coloro che competono per le odierne Olimpiadi, sono seguiti da diverse figure professionali, tra cui lo psicologo.
Quest’ultimo ha il compito di aiutare e sostenere l’atleta, permettendogli di acquisire diversi strumenti per gestire meglio lo stress e per rendere meglio a livello di performance.
In ogni caso, le Olimpiadi della Grecia Antica e quelle odierne sono molto diverse, e soprattutto sono molto diverse nel videogioco.
Queste ultime, infatti, si riducono alla lotta tra due individui alla volta, mentre la realtà è decisamente differente.
Le gare, al tempo, erano costituite anche da corse con i carri e dal péntathlon, ovvero lancio del disco, salto in lungo, lancio del giavellotto, corsa dei 200 metri e lotta.

 

Bandiera Olimpica
Fonte: pixabay.com

Il ruolo dello psicologo dello sport

A questo punto è utile capire perché è importante affiancare una figura professionale come lo psicologo all’atleta.
Alexios, che si è ritrovato a dover partecipare alla competizione in maniera casuale, ha l’obiettivo di vincere solamente per completare la sua missione.
Normalmente, un atleta che si prepara per le Olimpiadi impiega diverso tempo ad allenarsi, a seguire una dieta bilanciata e a mantenere alti i livelli di concentrazione.
Diventa fondamentale ricevere l’aiuto dello psicologo, il quale può insegnare all’atleta diverse tecniche di rilassamento e a mantenere il focus su determinate emozioni rispetto ad altre.
In più, al giorno d’oggi, esistono molti studi che sottolineano l’importanza della neurobiologia, la quale diventa una parte importante del bagaglio di conoscenze dello psicologo dello sport.
Di sicuro, lo psicologo dovrà seguire l’atleta per un certo periodo di tempo, in modo da assicurargli un’adeguata preparazione dal punto di vista mentale. Infatti, mente e corpo sono due entità strettamente connesse, nessuna delle due funziona bene senza l’altra.
Quindi, solamente la sinergia tra le due può assicurare una performance eccellente da parte dell’atleta.

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