“Al cuor non si comanda”: Giacomo Leopardi e Giovanni Truppi ci spiegano l’inevitabilità dell’amore

L’amore è un sentimento talmente forte e incontrollabile da renderlo difficilmente comprensibile. Eppure una cosa appare chiara su questo fenomeno: l’intera umanità ne è inevitabilmente soggetta.

Sono moltissime le emozioni che un essere umano è in grado di provare: rabbia, terrore, angoscia, felicità, amicizia, fiducia, diffidenza. Ma un sentimento spicca in questo caleidoscopico quadro che rappresenta l’animo umano: L’amore.

Mille sfumature

In quanto elemento fondamentale e costante della vita di ognuno di noi, l’amore è sempre stato, nel corso dei secoli, argomento prediletto dagli artisti di ogni tipologia. La letteratura, così come la vita, si è ricoperta e rivestita di storie d’amore di qualsiasi tipo e genere, descrivendo questo sentimento da tutti i suoi molteplici punti di vista, rendendolo personaggio principale e protagonista di drammi e commedie.

Ma, diciamoci la verità, molte volte quest’amore, tanto cercato, voluto e acclamato, non appare così idilliaco come ci viene descritto nelle commedie romantiche o nelle fiabe che tanto ci piace raccontare ai bambini. Ai bambini non diciamo mica quante lacrime dovranno versare per raggiungere, forse un giorno, agognato traguardo dell’ innamoramento , dubito che l’idea alletterebbe qualcuno.

Eppure, nonostante la sofferenza che si trascina dietro come una zavorra, l’amore appare inevitabile, e chi meglio di Leopardi ne rappresenta il difensore e paladino incontrastato.

Leopardi

Spesso siamo abituati a considerare il poeta Recanatese soltanto come un tetro e malinconico personaggio lontano, come una sagoma di tristezza cosmica ineguagliabile. Non fraintendetemi, lo è. Ma non è solo questo.

Leopardi ci appare invece come un inguaribile romantico, talmente legato al sentimento d’amore al punto di sceglierlo come perno e punto di riferimento della sua poetica. Per il poeta infatti l’amore è la più potente delle speranze e allo stesso tempo delle illusioni, un amore passionale e totale che rappresenta il fulcro dell’esistenza di ogni individuo, che, per fortuna o per suo malgrado, ha un bisogno costante ed inevitabile di amare ed essere amato.

”… la più dolce, più cara, più umana, più potente, più universale delle passioni, che si fa pur luogo in chiunque ha cuore…”

Eppure, lo stesso Leopardi, non manca di ricordare la fragilità dell’immagine idillica del sentimento amoroso, riconoscendo quanto l’amore, per molti versi, porti con se pene inimmaginabili.

Truppi

Giovanni Truppi nella sua canzone ”Tuo padre, mia madre, Lucia” ci dice:

”Lo so che per quello che vogliamo fare noi un per cento è amore
E tutto il resto è stringere i denti

Ma perchè allora l’uomo sente il dovere di sottostare alle sofferenze dell’amore? Perchè nonostante questo rappresenti un calvario emotivo, l’uomo continua a esserne succube?

Secondo il mio modesto punto di vista la risposta a queste domande è molto semplice: non ha altra scelta. L’amore coinvolge e trascina l’uomo suo malgrado senza lasciargli la possibilità di ribellarsi.

Eppure, nonostante i patimenti e i dolori che l’amore riserva, la meraviglia di alcuni, rari, momenti di amore puro e incontaminato riescono ad oscurare l’amarezza, far dimenticare delle sofferenze, evidenziando e mettendo in luce soltanto gli attimi di felicità assoluta che unicamente l’amore può regalare.

Questo sentimento ingannevole ci mente e rende stupidi, ci ferisce e porta alla pazzia, e a questo punto chiedo a voi, ne vale la pena?  Sotto questo punto di vista Truppi ha le idee molto chiare:

”Amarti è credere che
Che quello che sarò sarà con te”

 

 

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