Contro la pornografia: i giri di vite degli ultimi giorni

Da sempre la pornografia è una forma di espressione estremamente controversa. Si trova al confine tra socialmente accettabile e inaccettabile, tra arte e osceno, tra libertà e oggettificazione dell’umano. A tutto questo si può aggiungere quell’aurea di tabù che ha sempre circondato ogni manifestazione erotica esplicita. Nel 2019, comunque, la maggior parte del mondo non considera più la pornografia un problema: se c’è consenso tra tutti gli adulti coinvolti, attori e fruitori, non c’è limite alla rappresentabilità del sesso. Tuttavia, ancora oggi ci sono Paesi in cui è stato messo in atto un “giro di vite” a questa piccante forma di intrattenimento, in nome del buon gusto e della pubblica moralità, nonché della sicurezza online. Solo a febbraio, due sono stati i casi eclatanti: il Bangladesh e la Corea del Sud. Ma la pornografia può essere davvero dannosa? È una minaccia da contrastare?

In Bangladesh

È di questa settimana la notizia che il Bangladesh ha iniziato una crociata contro la pornografia: 20’000 siti web di contenuti per adulti sono stati bloccati. La corte suprema del Paese del Sud-Est asiatico ha promosso questo attacco a pagine hard e siti di gioco d’azzardo in congiunzione con il blocco di altre app social popolari, come TikTok e Bigo.

Il governo di questo Paese a maggioranza musulmana vuole ufficialmente impedire la diffusione online di materiale illegale con una censura massiccia e continua: procedura non estranea ad altre nazioni islamiche come l’Arabia Saudita o il Pakistan, ma anche ad altri Paesi come Cina e Indonesia.

In questo modo, il ministro delle Comunicazioni del Bangladesh, Mustafa Jabbar, ritiene di “creare un Internet sicuro per tutti i cittadini”, con particolare attenzione alla tutela dei minori. “Questa sarà una guerra continua”, afferma. Di guerra vera e propria si tratta: non solo sono stati bloccati i siti di cui sopra, ma il governo si è arrogato il potere di controllare profili Facebook, canali Youtube e siti privati. La moralità pubblica è così tutelata dall’oscenità.

da GadgetHacks.com

 

In Sud Corea

Anche in Corea del Sud la situazione è peggiorata: questo febbraio il governo ha bloccato 895 siti pornografici, tra cui il visitatissimo Pornhub. Questa misura censoria ha provocato una forte reazione popolare: in 240’000 hanno firmato contro questa iniziativa. A Seoul si è svolta anche una marcia per la libertà di Internet.

L’occasione per questo provvedimento è stato il processo al proprietario di un sito hard in cui venivano caricati video ottenuti illegalmente, filmando di nascosto bagni pubblici o spogliatoi. Inoltre il dominio ospitava anche materiale di “porn revenge”, scatti o filmini privati che vengono diffusi alla fine di una relazione per vendetta personale, senza il consenso della malcapitata vittima.

Da oggi in Corea del Sud non solo è vietato produrre o distribuire pornografia, ma anche farne uso. Questa misura è una novità poco rassicurante, perchè non ha basi giuridiche e in molti temono un’ulteriore stretta alla libertà di espressione, dal momento che non è semplice definire il concetto di “osceno”. I sudcoreani, comunque, riescono ad aggirare questo blocco tramite P2P, social networks e VPN.

Cos’è la pornografia?

Ma che cos’è la pornografia? È una domanda a cui è complesso dare una risposta. Probabilmente tutti sapremmo riconoscerla qualora la vedessimo, ma nessuno sarebbe in grado di dare una definizione convincente. La prima risposta che verrebbe in mente è “la rappresentazione di persone nude”. È una definizione intuitiva, ma difficilmente accettabile: pensiamo a quanta arte (classica e non, proveniente da tutto il mondo) rappresenta i genitali, i seni, gli atti intimi dei soggetti raffigurati e tuttavia non ci sentiremmo di definirla “pornografia”, secondo l’accezione negativa che questo termine comporta. Tutti siamo sufficientemente d’accordo che la censura di Facebook nei confronti del David di Michelangelo o della Venere di Milo sia inaccettabile. I parametri stabiliti dal social network, dopotutto, rispecchiano la grossolanità e l’ipocrisia perbenista della cultura popolare americana.

L’abbraccio, Egon Schiele

Piuttosto, dobbiamo fare riferimento agli effetti che la pornografia ha sull’osservatore. Il filosofo John Searle parla di “forza illocutiva” per descrivere gli effetti che le frasi hanno nella comunità dei parlanti: “Siediti!” produrrà una certa reazione comportamentale dell’ascoltatore. Allo stesso modo, anche le immagini possono avere una forza illocutiva. Un’immagine è quindi pornografica quando il suo scopo esplicito è quello di eccitare sessualmente l’osservatore. L’analisi pragmatica delle rappresentazioni di parti intime e di atti espliciti può aiutare quindi a stabilire quando un’immagine sia pornografica oppure artistica – e in tal caso metterla al riparo da ogni censura.

Il trionfo dell’individuo

La pornografia, quindi, non è completamente “innocente”: un qualche effetto comportamentale sugli spettatori ce l’ha. Ma può essere dunque essere davvero dannosa, come sosterrebbero i governi di Bangladesh e Corea del Sud in modo da giustificare la totale censura? Una risposta univoca al momento non esiste. Come afferma David Segal gli studi di psicologia sugli effetti negativi della pornografia sui minori non danno dei risultati concordi: “Questo ci dice A, questo ci dice B”. Uno studio definitivo, inoltre, è difficile da realizzare, perchè il peso etico di somministrare in modo prolungato la visione di immagini hard a minori risulterebbe inaccettabile. I legami tra visione di pornografia e comportamenti scorretti (dal rapporto non protetto alla violenza) per ora non risultano provati scientificamente. Ecco perchè la pornografia, di per sé, non è eticamente sbagliata e, di conseguenza, uno Stato non dovrebbe impedire in toto l’accesso a siti web e piattaforme a luci rosse.

La pornografia, in questo senso, risulta come l’affermazione dell’individuo rispetto alla società. Desideri, volizioni e capricci sono slegati dall’immagine sociale di ogni uomo e donna, e l’ordine sociale non ha potere sulla sfera intima di ciascuno. La camera da letto e il monitor diventano spazi di sfogo creativo e spensierato, al sicuro dallo sguardo altrui. Dottor Jekill e Mr. Hyde non sono due facce opposte, ma due pesi che controbilanciano la pressione di una vita sempre più “esposta”. Ed è quindi necessario che la società stessa non si intrometta nella privacy dei desideri degli individui.

Federico Mandelli

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: