Il Superuovo

Afferriamo le nostre vite! La lezione di Orazio e di Johnny Depp professore

Afferriamo le nostre vite! La lezione di Orazio e di Johnny Depp professore

Nel film “Arrivederci Professore” Johnny Depp invita ad afferrare la vita e ricorda la filosofia del Carpe Diem.

Quante cose rinunciamo a fare perchè fermati dall’idea delle conseguenze che potrebbero avere? Se ci venisse improvvisamente comunicato che ci restano pochi mesi di vita è probabile che daremmo una svolta radicale alle nostre giornate, e faremmo ciò che prima non avevamo il coraggio di fare. Questo è quello che accade a Richard, il protagonista del film “Arrivederci Professore”.

Da “Arrivederci Professore”.

“Arrivederci Professore”, un inno alla vita

“Arrivederci Professore” è un film di Wayne Roberts uscito in Italia nel 2019. Il protagonista è Johnny Depp, che interpreta il ruolo di un professore di letteratura inglese che scopre di avere un cancro al quarto stadio e che rifiuta le cure che gli concederebbero solo qualche mese di vita in più. L’idea della morte imminente porta l’uomo a stravolgere la sua vita, per poterne godere a pieno in quel poco tempo che gli rimane. Nel tentativo di trasmettere ai suoi alunni le consapevolezze che solo l’idea dell’imminente fine gli aveva dato, il professore afferma che spesso si “galleggia” senza vivere del tutto, e invita ad afferrare ogni opportunità di vita e a non lasciarsi sfuggire alcun istante.

Spero che i vostri genitori vi abbiano informato che moriremo tutti alla fine! […] Quindi ciò che mi chiedo è perchè quasi galleggiamo, attraverso questa strana cosa chiamata vita, senza però vivere. Capite? Intendo vivere, non esistere. Esistere solo è noioso…fa schifo! Vivere. Sapete, sbagliate qualcosa. Dovete farlo! Voglio concentrarmi su come arricchire la nostra breve vita e ricavarne una sorta di saggezza da poter portare nel nostro viaggio, capite? Non certo i bagagli di mamma e papà!”

Carpe Diem: da Orazio a noi

Il concetto ribadito più volte in “Arrivederci Professore” è quello legato all’idea dell’afferrare la vita, energicamente, per tenerla in pugno e non subirla passivamente. L’idea non può che rimandare al motivo del Carpe Diem, a quell’invito cioè a sfruttare ogni istante della nostra esistenza, presente nell’Ode 11 del poeta latino Orazio e da sempre motivo ricorrente nella letteratura. L’espressione di Orazio, oltre a fornire un forte spunto di riflessione, è interessante dal punto di vista semantico. La traduzione più comune di “carpe diem“, quella più diffusa e la più frequente nei libri di scuola, è “cogli l’attimo“. Il verbo cogliere, però, semanticamente non è il più corretto. In latino carpe, imperativo di carpo, ha il più violento significato di lacerarestrappare. Una più precisa traduzione, come ha evidenziato il filologo e latinista Alfonso Traina, prevede il concetto di staccare una giornata dalla totalità del tempo: l’idea è quella di, nell’incessante flusso della vita, strappare energicamente l’attimo di cui godere, per poi saperne cogliere l’essenza. L’invito alla gioia è una conseguenza di questa operazione, ed è ricorrente nella letteratura di ogni tempo, come l’invito a prendere piena consapevolezza della fugacità del tempo per non rimandare nulla a un domani imprecisato. Tra i canti carnascialeschi diffusi tra i secoli XV e XVI, nelle celebrazioni del carnevale, il più celebre è quello scritto da Lorenzo il Magnifico, che scelse i personaggi di Bacco e Arianna per l’invito a non perdere alcuna occasione per essere felice.

Chi vuol esser lieto, sia, di doman non c’è certezza.”

Afferriamo la vita

L’invito ad afferrare energicamente ogni istante giunge dalla poesia latina di Orazio al copione di Johnny Depp, passando per Lorenzo il Magnifico. Quanto mai attuale diventa in un periodo in cui si ha la sensazione che “l’attimo” ci sia negato da un’emergenza sanitaria che ci costringe a fare delle rinunce. In questo momento guardare al domani è quasi inevitabile, e la speranza è tra le cose più belle che abbiamo. Eppure non è detto che dobbiamo rinunciare ad una riflessione sul concetto del Carpe Diem. Più che mai abbiamo in questo periodo tanto tempo per pensare al nostro trascorso. Quante volte abbiamo galleggiato in quella strana cosa chiamata vita? Quante volte, nella speranza di allungarla, non abbiamo fatto altro che ridurla impiegando del tempo proiettati esclusivamente nel futuro? Dunque, quale proposito migliore per quando sarà passato questo brutto periodo, di vivere piuttosto che esistere? Afferriamola!

 

 

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